26/01/2012

Un Consiglio Comunale aperto ad Origgio?

… ma quando mai!

Sono passati due mesi da quando il Consiglio Comunale, discutendo la mozione del gruppo consiliare “Insieme per Origgio” in merito alla situazione occupazionale sul territorio, all'unanimità, ha preso l'impegno: "che l’Amministrazione valuti inoltre l’opportunità di convocare un Consiglio comunale aperto per dare pubblica voce alle rappresentanze delle aziende e dei lavoratori o anche ai singoli cittadini che sono stati coinvolti in situazioni di crisi occupazionali nell’ultimo periodo", come riportato al punto quattro della mozione. vedere anche mio precedente post

Come succede quasi sempre in questi casi dai buoni intendi o promesse non si passa alla fase attuativa e alla concretezza. Voglio precisare che essere concreti non è necessario trovare e dare subito la soluzione ma avviare un percorso serio che apra una prospettiva ed individua delle opportunità anche sul lungo termine. Ora quale può essere l'utilità o lo scopo di un Consiglio Comunale aperto? Intanto è uno strumento di democrazia per dare voce e una più ampia platea a quanti non hanno un palco per far sentire le loro problematiche o segnalare il proprio disagio. Un Consiglio Comunale aperto anche per dare solidarietà a quanti in questo lungo periodo di crisi perdono insieme al posto di lavoro anche tutte le aspettative per un futuro più a misura d'uomo. Un Consiglio Comunale aperto per dare voce ai giovani, alle donne che vivono ai margini di questo mondo. Un Consiglio Comunale aperto che abbia l'ambizione di coinvolgere i cittadini e di far partecipare un gran numero di soggetti necessita di preparazione e capacità organizzative; qualità che mai ho avuto modo di vedere nell'azione dell'attuale Amministrazione comunale.

Assenza di qualità e la mancanza di volontà porteranno a far naufragare l'iniziativa del Consiglio Comunale aperto e a chiudere ogni prospettiva o progetto aperto al contributo dei cittadini.

Mi domando se non sarebbe più onesto dichiararlo apertamente, e dire che si ha in mente un’amministrazione della cosa pubblica senza la partecipazione ed il consenso dei cittadini se non chiedere al momento delle elezioni una delega su programmi o libri dei sogni il più delle volte non rispondenti alla realtà. Si dica apertamente che a Origgio, e non solo, si vuole un paese d’individui, facilmente ricattabili, senza politica e senza partecipazione, senza gente che ci mette la faccia e che si possa sentire protagonista di un vivere collettivo. 

23/01/2012

Un self service, ma de ché?

Stazione di servizio TAMOIL di Origgio. Foto di repertorio. 

Stazione di servizio TAMOIL.jpgUn tempo il distributore funzionante forniva un servizio alla collettività.

Oggi la “stazione di servizio”, da qualche mese non più attiva, rimane un impianto che continua a deteriorarsi giorno dopo giorno senza nessun intervento per isolare l’area e mettere in completa sicurezza l’impianto. Considerando la vicinanza con edifici pubblici, scuola elementare, mi sono sempre posto la domanda se tutti i parametri per garantire l’incolumità e la sicurezza degli alunni erano rispettati? Oggi considerando l’abbandono e costatando anche la rottura di alcuni elementi è ancora garantita in pieno la sicurezza dell’impianto? Perché non si procede a “perimetrale” l’area e metterla in totale sicurezza?

I prezzi esposti, superati da mesi, “fermano” ignari automobilisti felici di potersi servire da soli, self service, a costi vantaggiosissimi per poi  ripartire con le pive nel sacco.

Mi aspetto che entro un tempo “ragionevole”, già trascorso, si proceda a “perimetrare e isolare” l’area mettendola in sicurezza per garantire la sicurezza di ognuno di noi.

 

 

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19/01/2012

tamtàm democratico - n°5 gennaio 2012

numero5_home.gif... è consultabile su www.tamtamdemocratico.it il numero di gennaio della rivista di approfondimento online del PD, il cui focus tematico è centrato su "Economia malata, alle radici della crisi". 

Con il contributo di studiosi e politici ci si interroga sulla cause profonde della crisi globale e segnatamente sulle responsabilità del pensiero economico e dei suoi paradigmi. Una sezione è dedicata alle elaborazioni in corso nella sinistra europea e nella dottrina sociale della Chiesa rispetto alla crisi e alla sue radici.

Un'attenzione speciale è riservata alle politiche volte a sostenere l'euro nel quadro di una nuova architettura europea.

L'augurio è che la lettura incontri il tuo interesse. Ti ricordo che sul sito della rivista è disponibile la versione pdf stampabile sia di questo numero che dei numeri precedenti.

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13/01/2012

La Lega sbraita ma poi .....

2627622200.JPGLa Lega per l'indipendenza della padania per l'ennesima volta salva la "CRICCA".

La Camera dice no all'arresto di Nicola Cosentino, il deputato e coordinatore campano del Pdl indagato per presunti rapporti con la camorra. Il voto si è svolto a scrutinio segreto: 309 deputati si sono espressi contro l'autorizzazione all'arresto, 298 a favore.

"Ha un bel dire la Lega che difende gli operai, ogni giorno dimostra che in realtà difende solo se stessa e il patto inconfessabile con Berlusconi".

La Lega "di lotta" si batte con la "CRICCA", si tiene stretta i vecchi alleati e fa della demagogia il suo programma politico.


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12/01/2012

Un regolamento per il centro urbano.

Leggo sul periodico Origgio, n°1 dicembre 2011, la lettera del sindaco Panzeri dove tra un convenevole e un augurio di buone feste afferma: «[…] Mi capita di vedere le fotografie di Origgio com’era cinquant’anni fa, le paragono al paese di oggi e rimango ammirato per la differenza. Basta passeggiare per le strade e ammirare le case, ordinate e belle, che quasi ogni famiglia ha edificato, per sé e per la propria discendenza. […]». 

20032011673.jpg… non capisco da dove, il nostro signor Sindaco, ricava gli elementi per arrivare a queste conclusioni. Credo di non sbagliare se affermo che qualunque cittadino che si muove per le strade di Origgio ha una percezione differente da quanto scritto dal Sindaco Panzeri, a “passeggiare” per la centrale via Dante il rischio di un qualche “incidente” è notevolmente elevato. Inoltre il degrado e la fatiscenza presente nella gran parte dei cortili sono contemporaneamente un pericolo, strutture non sempre realizzate ad arte, e una risorsa, il loro recupero otterrebbe tre effetti entrambi positivi.

1. Si recuperano spazi abitativi senza rubare al verde, all'agricoltura e fermare il consumo del territorio.

2. Si aumenta la densità abitativa del centro con i relativi vantaggi alla mobilità sostenibile, maggiore vitalità con i benefici al commercio locale e alla sicurezza.

3. Un terzo vantaggio, tutto estetico, è la conseguenza del rinnovamento che comporterà un’uniformità nelle finiture.

Per ottenere questi risultati è necessario che l'Amministrazione comunale svolga un ruolo attivo: d'indirizzo (capitolato/regolamento), di stimolo (creazione di un fondo per aiutare quei proprietari che non hanno disponibilità finanziarie immediate per ridare la facciata), coercitivo (obbligare i proprietari della messa io sicurezza dell'edificio). I fondi per queste operazioni sarebbero da ricavare da una diversa modulazione e calcolo degli oneri d'urbanizzazione, favorendo il recupero e restauro nel centro urbano e penalizzando le costruzioni su nuove aree e periferiche.

Una maggiore densità abitativa nel centro urbano e l'arresto del consumo del territorio sono i due obiettivi da perseguire in un progetto urbanistico sostenibile.

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08/01/2012

Origgio: uno “scorcio” di Svizzera.

Ho sentito varie volte affermare in Consiglio Comunale che il “piccolo” centro urbano di Origgio, sotto alcuni aspetti “somiglia” alle tipiche cittadine della Svizzera (non ho capito quale Svizzera). Confesso che non ho girato, ma quel poco che ho viaggiato mi è servito a capire che è un altro “mondo”. In fatto di sicurezza stradale il Pedone sulle strisce pedonali ha la “PRECEDENZA” in Italia essere investiti sulle strisce pedonali è una “regola”; manca l’etica di rispettare le regole, il codice della strada in questo caso. Se “assomigliare” ad una cittadina svizzera è una “ambizione” e non una vuota “affermazione” allora cominciamo con l’adottare misure che in quelle cittadine sono state prese e che migliorano notevolmente la qualità della vita dei cittadini in tema di sicurezza stradale. Smettiamola di penalizzare tutti, bus, ambulanze, VVFF, polizia, carabinieri, etc. intralciando il loro lavoro con la continua realizzazione di dossi o dissuasori che hanno il solo fine di rallentare gli automobilisti indisciplinati. Le strade di Origgio, non sono nate e progettate per essere percorse da tutti i veicoli senza forti rischi per gli utenti più esposti, pedoni e ciclisti. Occorre sicuramente intervenire immediatamente non allargando strade o marciapiedi, questo è da progettare ed attuare sul lungo tempo, ma individuando sensi unici, divieti di parcheggio sulla carreggiata e imporre limiti di velocità che assicurano maggiore sicurezza a tutti gli utenti.
In Svizzera e non solo, fanno quanto segue e non solo:

Zona 30.jpgZona 30: Una zona 30 comprende un insieme di tratti stradali in quartieri o aree edificabili, nei quali i conducenti sono tenuti a circolare in modo particolarmente prudente ed attento. La velocità massima è fissata a 30 km/h. Come regola generale prevale il diritto di precedenza da destra.
Queste zone favoriscono l’utilizzo misto della carreggiata. I veicoli hanno la precedenza, ma devono prestare tutte le attenzioni necessarie agli altri utenti, in particolare ai pedoni. La zona 30 prevede la soppressione, salvo eccezioni, dei passaggi pedonali. I pedoni possono quindi utilizzare tutto lo spazio pubblico, ma non devono intralciare la marcia dei veicoli, che mantengono il diritto di precedenza.


Zona 20.jpg

Zone d’incontro: Una zona d’incontro ingloba un insieme di tratti stradali situati in quartieri residenziali o commerciali, nei quali i pedoni possono utilizzare tutta la superficie stradale. Essi beneficiano del diritto di precedenza, ma non devono intralciare inutilmente i veicoli. La velocità massima in queste zone è di 20 km/h. Il parcheggio è autorizzato solo negli spazi previsti e segnalati con segnali o demarcazioni.

 

Non ci sono solo le zone 30 o d’incontro.

Esistono altre possibilità di sistemazioni, da non confondere con le zone 30 o d’incontro.


Zona Pedonale.jpgZone pedonali: si trovano principalmente nei quartieri storici delle città, nelle strade a vocazione commerciale e nei centri residenziali.
Permettono ai pedoni di camminare senza essere disturbati dal passaggio di veicoli. Senza un’adeguata segnaletica, non è autorizzata neanche la circolazione delle biciclette.
Può essere permesso l’accesso veicolare, ad orari limitati, ai residenti ed ai fornitori, i quali devono circolare a passo d’uomo.

 

 

Tratto del documento:

SC-TCS.jpg

 

 

Il documento completo si scarica quì 

Sul sito www.tcs.ch trovi altra documentazione inerente la sicurezza stradale.

 

18:35 Scritto da: fumet in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: origgio, zona 30 | OKNOtizie |  Facebook

22/12/2011

La Lega "di lotta" si batte per la Casta

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La Lega per l'indipendenza della padania ha votato per il mantenimento del doppio incarico sindaco-senatore, nella giunta per le elezioni del Senato. 

Alla Camera, il Carroccio si è espresso, insieme alla vecchia maggioranza, per il rinvio del giudizio su Cosentino.

La Lega "di lotta" si batte per la Casta, si tiene stretta i vecchi alleati e fa della demagogia il suo programma politico.

18/12/2011

FELICE 2012

images.jpg

Almeno la "Felicità"

non facciamocela mancare!


... il più delle volte non costa nulla.  

18:41 Scritto da: fumet in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

10/12/2011

Petizioni: un modo per chiedere di contare.

origgio,viabilità,uboldo,saronno,

Molti cittadini chiedono a gran voce di “contare” di più di essere partecipe e protagonista nelle scelte che interessano la loro qualità di vita.

La grande mobilitazione, tuttora attiva, sui temi della gestione del Servizio Idrico Integrato, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipata da parte dei cittadini/utenti e che ha raggiunto il suo culmine con il successo straordinario ottenuto nella campagna referendaria del giugno 2011.

Si raccolgono firme per petizioni, si presentano mozioni per richiamare l’attenzione e mobilitarsi in difesa dei Beni Comuni per evitare la privatizzazione obbligata di tanti servizi “vitali” per cittadini; si chiede all’amministrazione comunale di parlarne, a fare scelte chiare; scelte che possono essere non condivise, ma devono essere trasparenti e i cittadini esserne informati e resi partecipe.

Si raccolgono firme per chiedere di realizzare opere e servizi utili ai cittadini, la casa dell’acqua, la realizzazione di un dosso, l’istituzione di un senso unico, etc. etc.

A Origgio l’assetto viabilistico, con il completamento dei due svincoli, avrà sicuramente un pesante impatto sulla qualità della mobilità.

Se non si adottano opportuni interventi, (non come il senso unico, “velleitario”, istituito al sottopasso Origgio-Uboldo e subito revocato), il rischio di un traffico congestionato, in alcune vie e in fasce orarie precise, potrebbe diventare una realtà amara per i cittadini di Origgio e comuni limitrofi.

L’Amministrazione anziché “aprirsi” al confronto su questi temi con i cittadini si “arrocca” in Municipio rispondendo forse “malvolentieri” ai singoli cittadini anziché dare risposte all’intera comunità a tutti i cittadini di Origgio.

Sarebbe utile che su questi temi l’Amministrazione comunale si confrontasse pubblicamente con i cittadini promuovendo e organizzando incontri, assemblee, Consiglio Comunale aperto, invitando esperti e personalità che sul tema possono portare elaborazioni o progetti sviluppabili sul nostro territorio.

Non voglio limitarmi alla critica ma avanzare anche proposte, il file allegato è una bozza, un’insieme di mie proposte e richieste dei cittadini per iniziare una discussione complessiva, sulla viabilità, la mobilità, etc. a Origgio.

La mia speranza è di ricevere qualche contributo, proposta o critica, per arricchire la discussione; sono lo stesso soddisfatto se qualcuno troverà interessante le proposte contenute nel documento allegato. SCARICA ALLEGATO in pdf

05/12/2011

Il Paradosso di Achille e la tartaruga.

 

Punto di vista.jpgIl Paradosso di Achille e la tartaruga - uno dei paradossi più famosi di Zenone di Elea ( 489 a.C. – 431 a.C.)  - afferma che se Achille (detto "pie' veloce") venisse sfidato da una tartaruga nella corsa e concedesse alla tartaruga un piede di vantaggio, egli non riuscirebbe mai a raggiungerla, dato che Achille dovrebbe prima raggiungere la posizione occupata precedentemente dalla tartaruga che, nel frattempo, sarà avanzata raggiungendo una nuova posizione che la farà essere ancora in vantaggio; quando poi Achille raggiungerà quella posizione nuovamente la tartaruga sarà avanzata precedendolo ancora. Questo stesso discorso si può ripetere per tutte le posizioni successivamente occupate dalla tartaruga e così la distanza tra Achille e la lenta tartaruga pur riducendosi verso l'infinitamente piccolo non arriverà mai ad essere pari a zero.

Ora rischio di stare io dentro paradosso, possiamo chiamarlo Michele e la pensione, più mi avvicino al traguardo e più la corsa è allungata spostando la linea d’arrivo. Ho iniziato a lavorare il 5 maggio 1970 e valutando il mio iter lavorativo avrei terminato nel 2005 dopo 35 anni di lavoro. Sono nato il 28 settembre del 1954 e quindi sono entrato in fabbrica a 15,5 anni circa e ne sarei uscito a quasi 51 anni. Niente da recriminare, avevo davanti a me una bella prospettiva e quanto ancor giovane fossi andato in pensione avrei avuto molto tempo da impegnare, in politica, nella società, nella cultura, etc. Per non fare lo stesso lavoro per tutta la vita, ho iniziato lavorando in officina sulle macchine utensili, ho frequentato le scuole serali, tre anni che sicuramente mi non ammettevano distrazioni, ma devo dire che mi sono stati utili. Un bel giorno del 1995 arriva il Governo Dini e di un botto mi ha detto che dovevo lavorare 5 anni in più, avevo maturato circa 24 anni di anzianità, si è parlato di lavoratori precoci o lavoratori usuranti, ma di questo io non ho avuto riscontro. Comincio a fare calcoli più precisi e mi accorgo che le 2080 settimane per raggiungere 40 anni di anzianità coincidono con la prima settimana del gennaio 2011. Niente di male, sono giovane e mi piace lavorare, anzi con la professionalità acquisita ottengo qualche soddisfazione in più, andare in pensione a 56,5 anni non è poi tanto male, considerando l’incremento della speranza di vita di tempo per godermi la pensione ne avevo ancora tanto davanti a me. Inizia il giochetto delle finestre d’uscita dal lavoro ed iniziano i primi dolori. I 40 anni di anzianità, come scritto, si completano il 10 gennaio 2011 e questa singola settimana mi fa slittare la mia uscita alla prima finestra utile dopo il compimento del 57 anno e cioè il 1 ottobre del 2011. Nell’agosto del 2008 la società in cui lavoravo ha pensato di mettermi in mobilità. Ho svolto per 18 mesi un Lavoro Socialmente Utile presso gli uffici comunali; ho svolto l’incarico molto volentieri ed avrei continuato a farlo, senza ricevere nessun compenso o rimborso spese. Nel frattempo scopro che l’uscita al 1 di ottobre 2011 è limitato a solo 10000 unità, quindi se non avrò la fortuna di rientrarci, la mia finestra d’uscita diventa dal 1 febbraio 2012, (finestra mobile di 12 mesi istituita dal governo Berlusconi). Oggi il nuovo governo guidato da Monti con la riforma delle pensioni ha portato le pensioni d’anzianità degli uomini a 42 anni più un mese e scatterà una penalizzazione del 3% per ogni anno di età prima dei 62 anni, non ho sentito parlare di lavoratori precoci o lavori usuranti, il problema si vuole rimuoverlo; con questo calcolo io maturerò il requisito il 1 marzo 2013. Come ci arrivo?

 

In tutto l’attuale dibattito sulla “riforma” (tagli) delle pensioni si parla poco o niente di Pensione Complementare, istituite allo scopo di garantire prestazioni pensionistiche aggiuntive rispetto a quelle erogate dagli enti previdenziali obbligatori. Io non ho avuto il tempo per maturare un assegno minimo di “pensione integrativa”, per maturarlo era necessario fare versamenti per almeno 15 anni, ed io questo tempo non lo avuto. Quindi se la mia pensione sarà calcolata con sistema contributivo pro rata subirò una penalizzazione a cui non ho potuto porre rimedio con una pensione complementare.

 

Conclusioni; se io ero ancora impiegato in azienda non avrei nessun problema a continuare a lavorare; unico mio problema è che se non sarò fortunato e non rientrerò nei 10000 io non so cosa mi aspetta ma sicuramente sono penalizzato molto rispetto a chi ha maturato i 40 anni di anzianità una settimana prima, il 31-12-2010 anziché il 10-01-2011 come nel mio caso. È vero ai giovani gli è stato rubato il futuro ed è necessario rimediare, ma è vero anche che il mio tempo è “suonato”, davanti a me non c’è futuro, vorrei almeno qualche piccola certezza. 

… e non mi dite che ho vissuto al di sopra dei propri mezzi, che il debito pubblico ho contribuito io a crearlo dilapidando e scialacquando ogni ricchezza.

NON È VERO! 

 

19:55 Scritto da: fumet in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook