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Feb 25, 2015 - opinioni    No Comments

AGENDO: La newsletter del PD di Origgio e Insieme per Origgio (n°10 febbraio 2015)

DOMENICA 1 MARZO: UNA GIORNATA DI CONSULTAZIONE E TESSERAMENTO.

Durante la giornata di domenica 1 marzo, nel seggio allestito nella sede del Circolo di Origgio, aperto dalle 9,00 alle 12,00 in via Dante, 105, oltre a votare rispetto a quale idea di enti locali mettere in campo, sarà possibile fare la tessera del 2015. Un’ottima occasione per raccogliere le idee e le proposte dei cittadini. La consultazione è aperta e gratuita; tutti i cittadini possono partecipare e  rispondere al questionario. Unico obbligo sarà quello di firmare il consenso al trattamento dei dati personali raccolti al seggio.

Per la nostra gente, …

… le bellissime parole conclusive del messaggio che il neo Presidente Mattarella ha rivolto al Parlamento, e quindi a tutti gli italiani, in occasione del suo insediamento.

 VILLA BORLETTI: UNA STORIA INFINITA.

Sono trascorsi solo sei mesi da quando sul nostro foglio, AGENDO: n°06  del settembre 2014,  scrivevamo alcune nostre considerazioni sulla Villa Borletti. In quella occasione si sottolineava la necessità di una sistemazione definitiva del Parco e il completamento dell’edificio che dà sulla Piazza Immacolata. Come possono vedere i cittadini, si sta lavorando sul Parco, mentre il resto è ancora come prima. Cosa è successo per farci scrivere nel titolo “STORIA INFINITA”?

IL SINDACO RISPONDE.

Attraverso il servizio “Il Sindaco Risponde” i cittadini possono scrivere al Sindaco e ottenere delle risposte inviate privatamente alla propria e-mail entro trenta giorni. Riteniamo importante l’attivazione di un servizio di comunicazione diretta con il candidato Sindaco per ciò che riguarda le sue finalità: scambio di idee, ricerca di suggerimenti, desiderio di partecipazione alla vita del Comune. Un primo passo verso la e-democracy.

QUALCHE DOMANDA AL CANDIDATO SINDACO.

CHI È DOMENICO AMBROSINI.  Una candidatura al servizio dei giovani per costruire una nuova classe dirigente, si può riassumere così la scelta Ambrosini di scendere in campo alle prossime elezioni amministrative. Assessore all’ambiente e servizi sociali e successivamente Vicesindaco del Comune di Origgio negli 90. Ambrosini sarà sostenuto dalla lista civica “Insieme per Origgio” e dal Partito Democratico, ma ci tiene a chiarire che la sua coalizione raggrupperà varie anime

DOMENICA OTTO MARZO.

Origgio Democratica sarà in Piazza della Immacolata, con il gazebo per distribuire materiale di propaganda e omaggiare di un rametto di mimosa le signore che verranno a trovarci

Buona lettura.

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Michele Nigro

Gen 24, 2015 - opinioni    No Comments

AGENDO: La newsletter del PD di Origgio e Insieme per Origgio (n°09 gennaio 2015)

AGENDO n° 9NO AL TERRORISMO, NO ALLA GUERRA PERENNE.

Gli atti di terrorismo vanno condannati “tutti” per principio in quanto essi vengono perpetrati nei confronti di persone che rappresentando dei simboli e facilitano da un lato, il reclutamento e dall’ altro l’individuazione di un nemico tanto esecrabile da giustificare la guerra giusta combattuta in nome dei nostri valori.

La tragedia di Parigi si aggiunge ai tanti altri fatti di cronaca i quali mostrano il modo efferato con cui le persone vengono trucidate con i kalashnikov a Parigi, con i coltelli nel nuovo califfato in Siria, con le bombe nelle scuole coraniche di Peshawar o in centri commerciali in Australia.

 GRAZIE PRESIDENTE NAPOLITANO.

Con le dimissioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l’Italia deve fare a meno di un punto fermo di stabilità che in questi anni ha permesso al nostro Paese di non perdere mai la sua identità, nemmeno nei momenti più tormentati della politica e dell’economia. Non saremo mai abbastanza grati per l’impegno con il quale ha servito il Paese dal più alto dei colli delle istituzioni.

 TRASFORMIAMO INSIEME ORIGGIO.

NB: Questo è l’articolo del gruppo consigliare Insieme per Origgio preparato, e consegnato il 5 dicembre 2014, per il “Origgio” il giornale distribuito dall’Amministrazione comunale a fine anno. Oramai è consuetudine per il nostro signor Sindaco fare gli auguri di buon Natale a carnevale. Il calendario è stato consegnato alle famiglie regolarmente entro fine 2014; del giornale “Origgio” non se ne sa nulla.

 AMMINISTRATIVE 2015: CAMPAGNA DI SOSTEGNO ALLA LOTTA CONTRO LA CORRUZIONE

Ci rivolgiamo a tutti i Candidati e ai Candidati alla carica di Sindaco che si presenteranno alle elezioni amministrative del 2015 di qualunque partito, lista e schieramento di aderire alle richieste di trasparenza pre-voto di Riparte il futuro. È il momento di assumere l’impegno di mettere in cima alla propria agenda la lotta alla corruzione.

27 gennaio: GIORNO DELLA MEMORIA

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.

 AGENDA: Domenica 1 marzo 2015 ore 10,00

Incontro pubblico organizzato da ORIGGIO DEMOCRATICA sui temi del:

  • Welfare;
  • Lavoro (sportello comunale per il lavoro, incubatore d’impresa);
  • Lavori pubblici;
  • Beni Comuni; etc.

Buona lettura.

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Nov 6, 2014 - opinioni    No Comments

AGENDO: La newsletter del PD di Origgio e Insieme per Origgio (n°07 ottobre 2014)

AGENDO n° 7AMMINISTRATIVE 2015: IL PD ED INSIEME PER ORIGGIO SI PRESENTANO.
Presentato il simbolo che vede i due di Insieme per Origgio e Partito Democratico in un cerchio che come sfondo ha i colori della Pace e la scritta ORIGGIO DEMOCRATICA.

CHI SI LAMENTA E CHI CI GUADAGNA
Il populismo ha bisogno di costruire una realtà artefatta che permetta di veicolare i propri messaggi.

 ORIGGIO: UN PAESE EQUOSOLIDALE.
I nuovi modelli di vita, le ampie possibilità del web, la crisi strutturale della nostra economia impongono una nuova riflessione. Oggi è necessario pensare ad un commercio “equosolidale”, dove produttori e negozi biologici, cooperative sociali e di servizi, aziende a km 0 sono tutte realtà con le quali, a nostro avviso, è necessario interagire.

TUTELA DELL’AMBIENTE E PROMOZIONE DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE.
La questione della terra è stata sempre al centro di lotte e rivendicazioni fin dall’inizio della storia dell’uomo. Su di essa si è fondato il potere delle città, dei regni e quello di alcune classi sociali rispetto ad altre. Per essa si è sognato, lottato, si è rivendicato un futuro diverso associando spesso al concetto di terra quello di libertà. L’uomo si è confrontato con il territorio cercando di adattarlo alle proprie necessità.

CATTIVI PENSIERI
Pensieri in libertà di un libero cittadino di Origgio.

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Set 25, 2014 - opinioni, Politica    No Comments

AGENDO: La newsletter del PD di Origgio e Insieme per Origgio (n°06 settembre 2014).

AGENDO n° 6VILLA BORLETTI: UN CANTIERE APERTO, PER QUANTI ANNI ANCORA?  Una storia infinita, sulla quale si potrebbe scrivere un libro e che, da circa un ventennio, vede girarci intorno le stesse persone che, con funzioni diverse, hanno determinato le scelte e anche le non scelte su questo pezzo di storia locale

DIFENDERE I CENTRI STORICI.  Per fermare l’abbandono dei centri storici: incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche per l’apertura di attività artigianali, ricettive e commerciali consone alla vocazione architettonica dei luoghi e maggiori sgravi fiscali per chi abita e restaura la propria casa all’interno di un centro storico.

ALBO DELLE ASSOCIAZIONI: MEGLIO TARDI CHE MAI. E vero, come dice il vice sindaco Evasio Regnicoli, (notiziario di venerdì 29 agosto 2014) che rispetto alla questione che riguarda le Associazioni ci son ben altri problemi da affrontare. E noi aggiungiamo:”Ma se conosce i problemi, perché non riesce a trovare le soluzioni?”. Insieme per Origgio ed il Partito Democratico in diverse occasioni hanno avuto modo di chiedere all’amministrazione un intervento sui temi più importanti che interessano la nostra comunità. Dalla formazione della Commissione anticrisi per i problemi legati al lavoro ed alla occupazione nel nostro Comune, alla viabilità nel centro del paese; dalla Villa Borletti alla Scuola Materna.

ORIGGIO: AREE RECINTATE PER SGAMBATURA CANI. Lunedì 1 settembre è stata consegnata, all’attenzione del sindaco Panzeri e per conoscenza ai Capigruppo Consiliari, la petizione per richiedere una o più aree recintate per sgambatura cani. L’iniziativa, promossa dall’associazione XOriggio, ha raccolto l’adesione di oltre 250 cittadini di Origgio. Crediamo siano molto di più gli origgesi che sentono la necessità di portare i loro cani in aree attrezzate che possano favorire la socializzazione e l’addestramento in sicurezza e tranquillità.

LA BUONA SCUOLA IN 12 PUNTI. “La buona scuola. Facciamo crescere il Paese” è il frutto del lavoro portato avanti congiuntamente, tra luglio e agosto 2014, dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro Stefania Giannini.

L’ABBANDONO SCOLASTICO. È cominciato un altro anno scolastico. A leggere i dati sulla scuola di oggi e confrontarli con quelli di mezzo secolo fa (50 anni), c’è da rabbrividire.

TRASFORMIAMO INSIEME ORIGGIO. Durante gli incontri settimanali di lunedì e da settembre anche di giovedì, il Circolo del PD e la Lista Civica hanno iniziato la preparazione del programma elettorale, che sarà discusso negli incontri pubblici con i cittadini a partire da fine ottobre.

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Ago 27, 2014 - opinioni    No Comments

AGENDO: La newsletter del PD di Origgio e Insieme per Origgio (n°05 luglio – agosto 2014)

AGENDO n°05 luglio-agosto 2014In questo numero abbiamo voluto sottolineare alcuni temi, da noi ritenuti essenziali ed attuali, di seguito sono riportati i titoli: (scaricando il PDF allegato potete leggere i posts per intero).

  • PD: TESSERAMENTO 2014. volete per la prima volta iscrivervi al Partito Democratico, vi invitiamo a contattare il Circolo scrivendo a pdoriggio@gmail.com oppure contattando il Segretario del  Circolo Michele Nigro al 3315464460. Ogni  lunedì sera dalle ore 21,00 ci trovate nella sede del Circolo PD di Origgio in via Dante 105 disponibili ad accogliere ogni vostro suggerimento o per il ritiro della tessera PD per l’anno in corso.
  • ORIGGIO AUTOGESTITA. In un momento segnato dal distacco dei cittadini nei confronti della politica, noi riteniamo che la partecipazione possa essere lo strumento in grado di favorire il contributo alla discussione e per avere il maggior consenso sulle soluzioni dei problemi della nostra comunità. «Alla crisi della democrazia noi vogliamo provare a rispondere con l’aumento della democrazia».
  • I CORDOLI DI VIA MANZONI, SERVONO O NON SERVONO? … una buona parte di questi cordoli non sono più posizionati, perché rimossi poche settimane fa, nel corso di opere per il ripristino del fondo stradale o perché da tempo staccatasi e mai riposizionati.
  • LA GRANDE GUERRA E LE TANTE PICCOLE GUERRE. Dice Papa Francesco che siamo nella terza guerra mondiale a puntate e che è lecito fermare l’aggressore. Anche noi diciamo: fermate le guerre, liberiamo la pace!
  • LA FINE DEL PATTO TRA LAVORO E DIRITTI. «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti»: così si legge nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.
  • 2 x 1000 PER FINANZIARE IL PD. Grazie all’impegno del PD (governo Letta), è stata approvata la legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti in favore di contributi volontari da parte dei cittadini.
  • DAL PRIMO AGOSTO L’UNITÀ NON È PIÙ IN EDICOLA. In 20 anni le vendite dei giornali sono calate del 41,4 %. La stampa è stata travolta dal web e gli editori non sono stati capaci di reagire. Il gossip politico ha sostituito le inchieste e solo poche testate hanno investito in tecnologia.

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Giu 17, 2014 - opinioni    No Comments

AGENDO: La newsletter del PD di Origgio e Insieme per Origgio (n°04 giugno 2014)

AGENDO n°4Domenica 8 giugno si è completato con il ballottaggio per l’elezione del Sindaco, in varie città, la tornata elettorale iniziata con le elezioni europee e il primo turno del 25 maggio. Nei posts pubblicati abbiamo voluto sottolineare alcuni aspetti, da noi ritenuti essenziali, di seguito sono riportati i titoli:

            • ELEZIONI EUROPEE DEL 25 MAGGIO 2014. IL PD È IL PRIMO PARTITO A ORIGGIO: 1.548 origgesi, il 41,7 % hanno dato il loro consenso al Partito Democratico nelle elezioni per il parlamento europeo del 25 maggio 2014
            • FUORI DALLA POLITICA PER SEMPRE CHI TRADISCE IL MANDATO DEGLI ELETTORI.
            • ORIGGIO: I CORDOLI DI VIA MANZONI: SERVONO O NON SERVONO, QUESTO È IL PROBLEMA! Continuiamo a non capire da dove il Sindaco Panzeri estrae gli elementi che lo portano a dare un giudizio positivo sul tema della sicurezza stradale, nelle vie di Origgio. Abbiamo sempre portato all’attenzione del Consiglio Comunale gli aspetti più critici e le soluzioni per migliorare la sicurezza degli utenti soprattutto sulle strade del centro urbano.

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Giu 7, 2014 - opinioni    No Comments

Se Renzi vuole rottamare l’Unità?

sbilanciamoci – 06/06/2014
 

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, starebbe per presentare al tribunale di Roma un’istanza di liquidazione del quotidiano fondato da Antonio Gramsci

Da un po’ di tempo sulla prima pagina dell’Unità (in fondo a destra) appare il seguente comunicato del comitato di redazione: “I giornalisti de L’Unità continuano lo sciopero delle firme. Mancano due giorni alla data dell’assemblea dei soci chiamata a far la scelta decisiva per la testata. Non accetteremo ulteriori rinvii. Il giornale non può permettersi di galleggiare, di restare ancora senza un vero piano industriale e chiari obiettivi di sviluppo, soprattutto alla vigilia dei mesi estivi”.

La pubblicazione di questo comunicato sembra essersi interrotta mercoledì 4 giugno, ma ciò non toglie che sia segno non solo di crisi ma anche di forti dissensi nel Pd.

Renzi starebbe per presentare al tribunale di Roma un’istanza di liquidazione dell’Unità. In altre parole un passo ufficiale per chiudere il giornale.

Questa la pesante novità del nuovo corso del Pd dopo il suo straordinario successo elettorale. L’Unità, fondata da Antonio Gramsci nel 1924 è diventata un negativo residuo del passato, un ostacolo a ogni programma di rinnovamento. Da rottamare.

È questo che dobbiamo capire dalla decisione di aprire la procedura di fallimento e, quindi, di chiusura? Certo, l’Unità versa come e più degli altri quotidiani in grandi difficoltà, ma in altri tempi ci sarebbe stato, sulla scia del successo elettorale, il lancio di una grande campagna di sottoscrizione, come altre volte nel passato, e non una richiesta di fallimento, cioè di chiusura. Tanto più che a fare questa richiesta non sono i creditori in sofferenza ma la segreteria del Pd.

Luciana Castellina in un serio e attento articolo sul manifesto di venerdì 30 maggio ha scritto che il Pd sta diventando come il partito democratico Usa, ma dubito che quel partito avrebbe preso decisioni di questo tipo, così autolesionistiche. Ma nella nuova logica renziana chiudere l’Unità non è autolesionistico ma liberatorio di tutto l’inutile e dannoso ciarpame di sinistra che qualcuno vuole ancora conservare, quando il mondo è cambiato e si sono dissolte le prospettive socialiste e comuniste.

Il mondo così come è va bene, non si tratta di cambiarlo ma di governarlo cosi come è, di riuscire ad avere un potere personale di governo. Questa sarebbe la linea di Matteo Renzi: chiudere l’Unità è ai suoi occhi liberarsi del peso di un passato piuttosto assurdo, per tentare di avere un po’ di peso nel mondo capitalista. Ai lavoratori, bene che vada, si potrà dare qualche mancia.

Ma a chi serve oggi fare fallire l’Unità?

La riproduzione di questo articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: www.sbilanciamoci.info.
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Mag 20, 2014 - opinioni    No Comments

AGENDO: La newsletter del centro-sinistra di Origgio; (n°03 maggio 2014)

Agendo_n°3Di seguito sono riportati i titoli dei posts pubblicati sul n° 3 di AGENDO: la newsletter del centro-sinistra di Origgio (scaricando il PDF allegato potete leggere i testi per intero), che ci auguriamo possano essere un utile contributo, al percorso di impegno per il miglioramento della nostra comunità.

1) ELEZIONI EUROPEE DEL 25 MAGGIO 2014.

  • NON HA FALLITO L’EUROPA. Vinceremo l’astensionismo e lo scetticismo per darle un volto nuovo. Fermare l’austerità, controllare la finanza, ridurre le disuguaglianze e espandere la democrazia. La crisi economica che ha imperato per molti più anni di quelli che avrebbe dovuto, è la prova più convincente di come abbia fallito non l’Europa, ma la destra che ha guidato l’Europa in questi anni.
  • UNA NUOVA EUROPA PER USCIRE DALLA CRISI. Giovedì 22 maggio ore 21,00 – Villa Gianetti, Saronno – Interverrà l’ON. SERGIO COFFERATI
  • PROGRAMMA DEL PARTITO DEMOCRATICO PER L’EUROPA.
  • MANIFESTO DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO.

2) I CANDIDATI ALLE ELEZIONI EUROPEE 2014 – Circoscrizione Nord Ovest

3) RIFLESSIONI SUL 1° MAGGIO FESTA (?) DEL LAVORO. Prima: il lavoro. Ma prim’ancora il lavoro che non c’è. Il primo maggio scorso c’era poca aria di festa, per l’italia dei disoccupati, degli inoccupati e mal occupati, per i troppi che ancora rischiano di perderlo, il lavoro.

4) POSITIVA RISPOSTA DEGLI ORIGGESI. A conclusione dell’incontro con l’autore Carlo Ambrosini, di domenica 11 maggio, appariva evidente la soddisfazione di noi organizzatori, per la riuscita dell’incontro: “METTI IN CIRCOLO IL PITTORE”.

5) LE RIUNIONI DEL COORDINAMENTO DEL CIRCOLO PD DI ORIGGIO. Lunedì 5 maggio, il Cordinamento del Circolo PD di Origgio, insieme ad alcuni iscritti ed attivisti, abbiamo discusso di “Cittadinanza Attiva”.

6) ● AGENDA ● I prossimi appuntamenti.

Vi auguriamo una buona lettura, vi ringraziamo per l’attenzione e rinnoviamo l’invito ad essere parte attiva nella nostra comunità.

Scarica il documento in formato pdf al link: AGENDO n°03 maggio 2014
Scarica il documento in formato pdf al link: PROGRAMMA DEL PARTITO DEMOCRATICO PER L’EUROPA
Scarica il documento in formato pdf al link: MANIFESTO DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO

Mag 11, 2014 - opinioni    No Comments

L’etichettatura sociale dei beni contro il neoliberismo

social etiquetteL’obbligo dell’etichetta sociale permetterebbe di garantire il commercio internazionale senza la competizione al ribasso su diritti e garanzie.

È indiscutibile che la libera circolazione globale delle merci abbia avuto un effetto negativo sulle garanzie del lavoro, sui diritti sindacali, con il risultato di peggiorare la qualità della vita di una fascia elevata della popolazione, di redistribuire in senso regressivo il reddito e di diffondere l’idea che la difesa di tali diritti fosse troppo costosa e antistorica. Questo non è tuttavia una conseguenza necessaria del libero commercio, tutt’altro. Dai tempi della rivoluzione industriale, i diritti e le garanzie dei lavoratori (diritti di associazione sindacale, di sciopero, diritto alle ferie pagate, alla pensione, etc.) si sono diffusi insieme con l’espansione dell’industria e l’aumentare degli scambi.
La globalizzazione ha interrotto questo processo: ha creato un unico grande mercato privo però di un qualsiasi referente politico e di un luogo dove i conflitti sociali e distributivi trovino una definizione politica. Al contrario, le economie hanno iniziato un processo concorrenziale tutto giocato sulla deregolamentazione dei mercati e principalmente del mercato del lavoro. È un caso da manuale di fallimento del coordinamento.
Ci sono due soluzioni di scuola: creare un governo mondiale o ritornare a far coincidere lo spazio economico con lo spazio politico frenando il processo d’integrazione economica e adottando forme più o meno velate di protezionismo. Il primo è al momento utopistico, il secondo sembra specularmente anacronistico e pericoloso sia perché alimenta sentimenti nazionalistici sia perché appare perdente rispetto alla globalità dei problemi attuali (pensiamo alle questioni ambientali.
Esiste anche un’altra strada: introdurre l’etichettatura sociale obbligatoria dei beni.
L’introduzione dell’obbligo dell’etichetta sociale permetterebbe di garantire il commercio internazionale senza la competizione al ribasso sui diritti e le garanzie, facendo in modo che il commercio dei beni incorpori informazioni sul processo produttivo che riguardino anche le condizioni di lavoro e le tutele dei lavoratori.
Il principio di partenza è quello che il consumatore ha diritto a tutte le informazioni possibili sul bene che intende acquistare e che possano influenzare le sue scelte. Fra queste informazioni, non ci possono non essere anche le caratteristiche sociali del bene.
Il libero commercio e la libera concorrenza fra le imprese serve a massimizzare il benessere dei consumatori che nella teoria economica neoclassica, alla base della dottrina liberista, sono sovrani. Orbene, i consumatori per esercitare sostanzialmente la loro sovranità hanno come primo diritto quello a una scelta pienamente informata e consapevole.
Come funziona
Tutti i beni sono accompagnati da un’etichetta sociale che dà indicazioni sulle condizioni di lavoro, sulla tipologia dei contratti, sull’esistenza di libertà sindacali, sul rispetto delle condizioni di salubrità e sicurezza del posto di lavoro.
L’etichettatura è già in essere per tanti beni, ad esempio per gli elettrodomestici che vengono etichettatati da E a AAA in base all’efficienza energetica.
Esiste già uno standard relativamente usato a livello internazionale, la certificazione SA8000 definita dalla Social Accountability International – un organismo cui aderiscono molte organizzazioni sindacali, NGO, imprese private – che utilizza una procedura di tipo ISO e considera nove elementi (fra i quali, lavoro minorile, salute e sicurezza, libertà di associazione, contrattazione collettiva, discriminazione, orario di lavoro, remunerazione).
Non esiste nessuna grande difficoltà a usare gli stessi parametri per costruire un’etichetta obbligatoria dei beni che potrebbe andar da E (nessuna garanzia) a AAA (massimo rispetto dei diritti dei lavoratori).
Finalità
Il primo obiettivo è stabilire il principio che il consumatore ha diritto a essere informato su tutte le caratteristiche del bene, il che avrebbe positive conseguenze anche in altri settori come quello della tutela dell’ambiente e della salute. Con l’etichettatura sociale, le condizioni di lavoro umano impiegate smettono di essere trasparenti al consumatore.
Per le imprese e specialmente per quelle dotate di un marchio conosciuto diventerebbe conveniente investire in maggiore responsabilità sociale migliorando le condizioni di lavoro per ottenere un’etichettatura sociale favorevole. Sarebbe lo stesso meccanismo concorrenziale a spingere le imprese a investire in rapporti di lavoro sempre migliori per ottenere positivi effetti d’immagine.
Nel medio periodo è prevedibile attendersi alcuni risultati: a) le condizioni di lavoro dei lavoratori nei paesi in via di sviluppo miglioreranno sensibilmente con effetti positivi anche sui livelli salariali; b) s’interromperà il circolo vizioso che vuole che l’apertura commerciale porti alla competizione al ribasso sulle garanzie sociali connesse all’uso del fattore lavoro, c) anche i lavoratori dei paesi industrializzati vedranno migliorare i salari e le condizioni di vita ; d) vi saranno effetti redistributivi di tipo funzionale con l’aumento della quota di ricchezza che va ai possessori del fattore lavoro rispetto ai proprietari del fattore capitale.
La proposta non distorce le scelte di consumo perché lascia piena libertà di scelta al consumatore, non introduce costi aggiuntivi obbligatori per le imprese, se non quelli minimi dell’etichettatura, non mette in discussione l’idea di base della libertà di circolazione delle merci. Da un punto di vista astratto è assolutamente in linea con l’ideale liberista della supremazia del consumatore. Un consumatore più informato può migliorare il suo processo decisionale facendo scelte più consapevoli e in grado di fargli raggiungere livelli di benessere più elevati.
Si tratta al contempo di una proposta anche rivoluzionaria. Equivale a una rivoluzione copernicana del commercio internazionale, al centro del quale fino ad ora vi erano i beni e le imprese. Invece al centro del commercio ci devono essere i consumatori e i loro diritti, il primo dei quali è proprio quello di avere tutte le informazioni necessarie per prendere le proprie decisioni in modo corretto e consapevole.
È una modifica radicale delle politiche del Wto che affermano che il libero commercio possa essere limitato solo in alcuni casi molto particolari ritenendo che qualsiasi ostacolo al commercio è un ostacolo alla crescita economica. Va in direzione diametralmente opposta rispetto alla strada che Europa e Usa hanno intrapreso con le contrattazioni sul famigerato Ttip che vorrebbe abbattere totalmente proprio quelle barriere di tipo non tariffarie come potrebbe essere interpretata la etichettatura sociale obbligatoria dei beni.
Costituirebbe, usando la retorica vincente, un radicale e innovativo cambio di verso nelle “non” politiche del commercio internazionale seguite finora.

La riproduzione di questo articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: www.sbilanciamoci.info.

Mag 11, 2014 - opinioni    No Comments

Un’altra strada per l’Europa

Voto-ParlamentoFermare l’austerità, controllare la finanza, ridurre le disuguaglianze e espandere la democrazia. A poche settimane dalle elezioni europee, un appello lanciato da 40 personalità del mondo dell’economia, della cultura e della società civile, e diffuso in sette lingue, per cambiare la rotta dell’Europa.

Alla vigilia delle elezioni europee del maggio 2014 l’Europa è colpita dall’austerità, dalla stagnazione economica, da disuguaglianze sempre più gravi e dal crescente divario tra paesi del centro e della periferia. La democrazia viene esautorata a livello nazionale e non viene sviluppata a livello europeo. Il potere è concentrato nelle mani di istituzioni tecnocratiche che non rispondono delle loro decisioni e dei paesi più forti dell’Unione. Allo stesso tempo, cresce in tutto il continente un’ondata populismo, con l’affermarsi in alcuni paesi di pericolosi movimenti nazionalisti. Questa non è l’Europa immaginata decenni fa come uno spazio di integrazione economica e politica, libera dalla guerra. Questa non è l’Europa che prometteva progresso economico e sociale, l’estensione della democrazia, dei diritti e del welfare. E’ necessario un radicale cambiamento di rotta. Le elezioni europee del maggio 2014 sono un’opportunità importante per uscire dall’impasse neoliberista, fermare le tentazioni populiste e affermare che un’altra strada per l’Europa è possibile.

La Rete europea degli economisti progressisti (Euro-pen), di cui fanno parte gruppi di economisti e organizzazioni della società civile, chiama i cittadini e le forze politiche a un dibattito europeo sulle alternative possibili. Proponiamo un cambiamento radicale delle politiche europee in cinque aree chiave. Chiediamo che queste proposte siano messe al centro della campagna elettorale e delle attività del nuovo Parlamento europeo e della nuova Commissione.

1. Fermare l’austerità. Le politiche fiscali restrittive dell’Unione europea – in particolare il Fiscal Compact e il Patto di stabilità e crescita – devono essere abbandonate. Le regole di bilancio devono essere cambiate e l’obiettivo di un “pareggio strutturale” per i bilanci pubblici deve essere sostituito da una strategia economica coordinata che permetta agli stati membri di attuare le politiche fiscali che sono necessarie per uscire dalla crisi. Senza un forte stimolo della domanda non ci può essere via d’uscita dall’attuale stagnazione. A tal fine, è essenziale un programma di investimenti pubblici per la transizione ecologica, finanziati a livello europeo attraverso la Banca europea per gli investimenti (Bei). Un piano di investimenti pubblici europei è necessario per ricostruire attività economiche che siano sostenibili e capaci di offrire buoni posti di lavoro. Queste misure dovrebbero essere al centro di una nuova politica industriale in Europa, orientata verso la trasformazione ecologica e sociale del nostro modello economico, con una drastica riduzione nei consumi di energie non rinnovabili.

2. Controllare la finanza. Di fronte al rischio di deflazione – e al circolo vizioso di politiche restrittive, depressione e concorrenza al ribasso sui salari – la politica monetaria dell’eurozona deve cambiare radicalmente, riportando l’inflazione almeno al livello del 2%. La Banca centrale europea (Bce) deve fornire liquidità per realizzare politiche espansive, e deve diventare prestatore di ultima istanza per i titoli pubblici. Il problema del debito pubblico dev’essere risolto attraverso una responsabilità comune dell’eurozona e con la ristrutturazione del debito. Gli eurobond devono essere introdotti non solo per rifinanziare il debito pubblico degli stati membri, ma anche per finanziare la conversione ecologica dell’economia europea. Il settore finanziario dev’essere radicalmente ridimensionato, con una tassa sulle transazioni finanziarie, l’eliminazione della finanza speculativa e il controllo dei movimenti di capitale. Le regole previste dall’Unione bancaria che sta emergendo non affrontano i difetti strutturali e la fragilità di fondo del sistema finanziario; servono regole più stringenti che vietino le attività finanziarie più speculative e rischiose, e introducano una netta divisione tra banche commerciali e banche d’investimento. I problemi dei centri finanziari offshore e dei paradisi fiscali all’interno dell’Unione europea devono essere risolti attraverso l’armonizzazione fiscale e regole più severe.

3. Espandere il lavoro, ridurre le divergenze. Il tasso di disoccupazione nell’Unione europea ha raggiunto livelli record. Si aggrava così la fragilità economica e la disintegrazione sociale: creare nuova occupazione in attività socialmente ed ecologicamente sostenibili è una priorità assoluta per la politica. Nell’eurozona è necessario ridurre i gravi squilibri nelle bilance dei pagamenti obbligando all’aggiustamento anche i paesi in surplus. La pressione per ridurre i salari e i diritti dei lavoratori deve finire; la competitività non dovrebbe basarsi sulla riduzione dei salari, ma sull’aumento della produttività e degli investimenti. In Europa è necessario introdurre un salario minimo, legato al Pil pro capite dei paesi.

4. Ridurre le disuguaglianze. Le disuguaglianze sono aumentate in modo grave, e impediscono il ritorno a una crescita giusta. Il modello sociale europeo dev’essere difeso ed esteso attraverso politiche di redistribuzione, protezione sociale e welfare basate sulla solidarietà tra paesi europei. Per ridurre le disuguaglianze e salvaguardare il welfare serve una riforma radicale degli attuali sistemi tributari, con un’armonizzazione fiscale a livello europeo che impedisca alle imprese di eludere la tassazione dei profitti, e con lo spostamento del carico fiscale dal lavoro alla ricchezza e alle risorse non rinnovabili.

5. Espandere la democrazia. Le decisioni di politica economica devono essere soggette a un controllo democratico. È inaccettabile che banchieri, tecnocrati e lobbysti determinino le decisioni che condizionano le nostre vite. La democrazia dev’essere estesa, con un maggior controllo parlamentare e una maggior partecipazione dei cittadini a livello nazionale ed europeo. Per dare risposte alla crisi è necessario estendere l’intervento pubblico nelle attività economiche: nella finanza, nella ricostruzione del sistema produttivo, nei servizi pubblici. Gli attuali negoziati sul Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip) prevedono una grave riduzione dei processi democratici, dello spazio per le politiche e la regolamentazione; fermare il Ttip dovrà essere una priorità assoluta per il nuovo Parlamento.

Chiediamo ai cittadini di sostenere quest’altra strada per l’Europa e di votare per quei candidati e forze politiche che si impegnano a promuoverla. L’emergere di una coalizione progressista nel nuovo Parlamento europeo sarà essenziale per evitare che continuino le politiche fallimentari delle “grandi coalizioni” tra centro-destra e centro-sinistra, attualmente al potere in molti paesi europei.

L’Europa potrà sopravvivere solo se cambierà strada. Europa deve significare giustizia sociale, responsabilità ambientale, democrazia e pace. Quest’altra Europa è possibile; la scelta è nelle nostre mani.

 

Primi firmatari

Nuria Alonso (Universidad Rey Juan Carlos, Madrid and econoNuestra), Elmar Altvater (Attac Germany), Jordi Angusto (Universidad Autónoma Barcelona and econoNuestra), Giorgos Argitis (University of Athens), Etienne Balibar (University of Paris X Nanterre and University of California, Irvine), Andrea Baranes (Fondazione Responsabilità Etica e Sbilanciamoci!), Frederic Boccara (University of Paris 13 and Économistes Atterrés), (Luciana Castellina, fondatrice de Il Manifesto), João Cravinho (Former member of the Portuguese Government and of the Board of the EBRD), Donatella Della Porta (European University Institute), Giovanni Dosi (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa), Trevor Evans (Berlin School of Economics & Law and EuroMemorandum), Marica Frangakis (Nicos Poulantzas Institute, Athens and EuroMemorandum), Maurizio Franzini (Sapienza Università di Roma), Nancy Fraser (New School for Social Research, New York), Ulisses Garrido (sociologist, tradeunionist, Director of the Education Department at the ETUI), Susan George (honorary president of Attac France, Board President of the Transnational Institute), Claudio Gnesutta (Sapienza Università di Roma e Sbilanciamoci!), John Grahl (Middlesex University, London and EuroMemorandum), Rafael Grasa Hernandez (ICIP, Barcelona), Mary Kaldor (London School of Economics), Maurizio Landini (Segretario della FIOM-CGIL), Dany Lang (University of Paris 13 and Économistes Atterrés), Francisco Louçã (Professor of Economics, ISEG, Lisbon University), Bengt-Ǻke Lundvall (University of Ǻlborg, Denmark), Jose María Mella (Universidad Autónoma, Madrid and econoNuestra), Dimitris Milonakis (University of Crete and Interim coordinator of IIPPE), Chantal Mouffe (University of Westminster, London), Grazia Naletto (Lunaria e Sbilanciamoci!), Henrique Neto (Entrepreneur and former Socialist Member of Parliament), Pascal Petit (University of Paris 13), Mario Pianta (Università di Urbino e Sbilanciamoci!), Dominique Plihon (University of Paris 13 and Économistes Atterrés), Gregorio Rodríguez (Universidad Alcalá Henares, Madrid), Rossana Rossanda (fondatrice de Il Manifesto), Saskia Sassen (Columbia University, New York), José Almeida Serra (Vice President of the Portuguese Economic and Social Council), Henri Sterdyniak (Économistes Atterrés), David Trillo (Universidad Rey Juan Carlos, Madrid and econoNuestra), Koldo Unceta (Universidad País Vasco and econoNuestra), Peter Wahl (World Economy & Development Association (WEED), Germany), Hilary Wainwright (Co-editor, Red Pepper, Great Britain), Frieder Otto Wolf (Free University Berlin and EuroMemorandum)

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L’appello è stato pubblicato anche dai siti:  

www.atterres.org 

www.euromemo.eu

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