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Gen 3, 2014 - opinioni    No Comments

LO SCEMPIO È COMPLETATO, MA LE OPERE DI COMPENSAZIONE RITARDANO!

LO SVINCOLO ORIGGIO-UBOLDOLo SVINCOLO Origgio – Uboldo, vanto delle DUE Amministrazioni Comunali ,  che doveva raggiungere un obiettivo,  ha ottenuto l’esatto contrario: HA DEVASTATO IL TERRITORIO, SENZA MIGLIORARE LA VIABILITA’.

Oggi non basta più enunciare lo stop al consumo del suolo, ma concretamente occorre difendere il territorio dalla “speculazione edilizia”, perché anche le strade (SVINCOLI) consumano territorio e sono quelle che il più delle volte aprono alla speculazione i suoli limitrofi.

Il Comitato NO ALLO SVINCOLO ritiene che sulla viabilità l’Amministrazione è stata ed è assente o in forte ritardo. Soprattutto non c’è, su questo tema, il coinvolgimento dei cittadini.

Considerato che sullo svincolo non è più possibile intervenire, ci auguriamo che questa amministrazione prenda in esame quanto prima la necessità di porre rimedio alle situazioni critiche della viabilità interna,  con soluzioni in grado di migliorare il traffico urbano e la mobilità dei cittadini. Amministrare al passo coi tempi, significa guardare alla qualità della vita dei cittadini ed al loro coinvolgimento nelle scelte e nella fase di elaborazione dei progetti di viabilità (Piano Urbano del Traffico). 

Le opere che dovevano essere  a compensazione, per la realizzazione dello svincolo, sono in ritardo. Le due piste ciclabili dovevano essere pronte da marzo 2013, ma così non è stato!
La ciclabile per Uboldo sembra completata e percorribile, da qualche mese, al contrario della pista ciclabile del Broggio che per le note vicende dei 50 cartelli superflui non è ancora aperta interamente. Altre opere attendono da tempo di essere avviate e completate:

  • Circonvallazione del Broggio: è un’opera indispensabile per non penalizzare fortemente la  zona  residenziale del Broggio. Occorre una strada di collegamento dello svincolo Origgio-Uboldo, con il previsto completamento dello svincolo Origgio Ovest e la nuova strada di collegamento  Cerro Maggiore e Rescaldina.  Sarebbe utile realizzare la “tangenzialina del Broggio”  prima che siano completate le altre opere, perchè parte del traffico in uscita o entrata interesserà i due svincoli e per la maggior parte servirà la zona industriale, che richiederà potenziamenti ed anche qualche nuovo servizio.

Il Comitato NO ALLO SVINCOLO  ribadisce la sua contrarietà a procedere ulteriormente alla devastazione di un territorio oltretutto protetto (PLIS, Parco dei Mughetti) con l’ampliamento dello svincolo Origgio Ovest e la Nuova strada che consumerà parte del Parco.

  • Circonvallazione della Muschiona: con la chiusura dell’uscita autostradale, si deve cogliere l’opportunità, al più presto e con un intervento limitato, di realizzare una “tangenzialina” per alleggerire il traffico di passaggio dall’abitato. Rimane, tuttora irrisolta, la criticità della viabilità in certe fasce orarie, per la mancanza di parcheggio a servizio dell’esercizio pubblico attivo nel centro dell’abitato. 

Il Comitato NO ALLO SVINCOLO  chiede un cambio di passo e che nella elaborazione del “Piano Urbano del Traffico” venga coinvolto, informato e partecipe della sua elaborazione.

Il Piano Urbano del Traffico è uno strumento importante che indaga le criticità, individua i fabbisogni, fissa gli obiettivi di miglioramento ed offre un ventaglio di risposte tra le quali scegliere insieme quelle più rispondenti alle necessità.

Le nostre città vivono una grande crisi ambientale e le risposte emergenziali sin qui attuate incontrano nel Paese un crescente scetticismo (in tre anni la contrarietà ai blocchi totali del traffico è salita dal 23 al 32%, Origgio è stato tra i primi a non aderire): cresce per contro la richiesta dei cittadini affinché siano prese misure strutturali a partire dall’aumento nelle grandi città del trasporto collettivo.

  • Le ciclabili ad Origgio. La maggior parte delle strade di Origgio non sono dotate di ampi marciapiedi o ampie carreggiate, che si potrebbero ricavare , intervenendo con sensi unici sulla viabilità interna. Occorre oggi progettare dei percorsi idonei al flusso di autoveicoli, cicli e pedoni in completa sicurezza. Prioritario è ampliare e realizzare delle piste ciclabili utili in primo luogo a ridurre il traffico di autoveicoli sia nel centro abitato, (vie ciclopedonali), che esternamente, (percorsi intercomunali).I nuovi progetti di piste ciclabili devono mirare al collegamento con i comuni limitrofi:

ü  Saronno: pista ciclabile che consenta di arrivare alla stazione ferroviaria in sicurezza. Molti sono i servizi , (ospedale, ASL, consultorio, etc.), a cui gli origgesi devono rivolgersi  recandosi per la maggior parte in auto; un  buon percorso ciclabile sarebbe un ottimo disincentivo all’uso dell’auto privata..

ü  Uboldo; Caronno Pertusella; Lainate; Cantalupo: sono gli altri comuni confinanti con Origgio. Realizzare dei precorsi ciclabili  intercomunali, coordinando i progetti tra le varie Amministrazioni, può portare dei benefici, sia dovuti alla riduzione di traffico che riduzione dell’inquinamento. 

In merito alla MOBILITA’  INTERNA, non comprendiamo le ragioni che impediscono a questa amministrazione di affrontare i disagi della viabilità in via Dante,sulla quale sarà necessario trovare il coraggio di intervenire con soluzioni che migliorino la mobilità dei veicoli e la sicurezza dei  cittadini che la percorrono a piedi o in bicicletta.

L’Unione Europea rivolge una raccomandazione alle autorità competenti  ad introdurre una velocità massima di 30 km/h per le zone residenziali e per tutte le strade urbane a una sola corsia che non dispongono di pista ciclabile separata, al fine di proteggere meglio tutti gli utenti della strada. Tra l’altro è di questi giorni una proposta dell’ANCI ( Associazione Nazionale Comuni Italiani), che è stata recepita e oggetto di valutazione da parte del Governo.

La difficile accessibilità e la forte congestione urbana dei nostri centri rischia di diventare un elemento fortemente negativo per la nostra economia: urge fare la nostra parte nel creare un disegno di mobilità diverso, del quale tutti i livelli istituzionali siano parte, senza tralasciare alcuna possibilità e affinché tutti si sentano responsabilizzati nell’attuare le misure individuate.

Per questo occorre percorrere un cammino comune che porti a realizzare un “Patto con i cittadini per la mobilità sostenibile” che punti a obiettivi significativi di sicurezza, di incentivo del trasporto pubblico locale, di ampliamento degli spazi pedonali e ciclabili, di nuove strutture per il parcheggio, continuando a contrastare il traffico di attraversamento e migliorando oltre all’arredo urbano anche la qualità del vivere.

COMITATO NO ALLO SVINCOLO

Dic 4, 2013 - opinioni, Politica    No Comments

Voterò per Gianni Cuperlo!

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Voterò per Cuperlo, perché stiamo scegliendo il Segretario del Partito Democratico, non un’altra cosa!
Al dilemma, tra eleggere un Segretario che si occupi solo del Partito e un Segretario che sia anche Candidato alla Presidenza del Consiglio, ho dato la mia risposta! Ritengo che chi sarà eletto si deve occupare solamente del Partito. È stato già detto da molti: i Governi e i relativi Presidenti cambiano, il Partito Democratico rimane, deve rimanere!
Ora abbiamo bisogno di eleggere un Segretario che si occupi a tempo pieno di organizzare il Partito; il Candidato alla Premiership sarà da scegliere al momento opportuno e di certo non rappresenterà il solo PD, ma una coalizione nel centrosinistra.

Perché Gianni Cuperlo?
Per cultura e per sensibilità, Gianni Cuperlo, non fa della corsa alla segreteria una sfida di carattere individualistico; la cosa che finora ho visto prevalere nelle altre due candidature è stata soltanto una pulsione di leadership individuale. Al PD serve un segretario a tempo pieno che s’impegni a farne un Partito che mantenga i legami con il mondo del lavoro, che ne crei di nuovi nel vasto popolo dei non garantiti. Il PD deve mettere tra le sue priorità la lotta contro la povertà, le diseguaglianze, le ingiustizie sociali, altrimenti esce dal “campo” dei Progressisti, dei Partiti della sinistra che mettono al centro della loro azione l’equità, quale base per affermare i propri valori.

Io “sostengo” e porto avanti le mie idee, i miei valori!
La mia visione, la lettura della realtà, le soluzioni, i percorsi da seguire, sono ben contenuti nella proposta di Cuperlo. Della piattaforma congressuale di Cuperlo condivido la sua idea di società: tutti devono avere pari opportunità di partenza. Da troppi anni abbiamo visto aumentare le diseguaglianze, e se non è la politica ad affrontare il problema, se non è il principale Partito della sinistra a impegnarsi per un cambiamento, non vedo proprio chi lo debba fare.
Mi auguro che Cuperlo vinca, che le idee, i valori, i progetti enunciati si concretizzano, certo è che Matteo Renzi ha molte più probabilità di successo. Quel che è certo è che un buon risultato di Cuperlo può garantire che il PD come unità organizzata della sinistra non si dissolva.
Sono convinto che il PD abbia senso se si muove in continuità con l’esperienza dell’Ulivo, se mette insieme culture diverse del riformismo italiani, l’idea della cittadinanza attiva, di partecipazione democratica.

È Gianni Cuperlo a rappresentare il rinnovamento!
Sono molti ad accusare Cuperlo di rappresentare il vecchio, di essere in continuità con il passato!
Io penso che le idee o sono “buone” o “cattive”! Il “rinnovamento” passa attraverso le “buone” idee! Non si tratta a mio parere di idee “vecchie”, sono le idee che hanno dominato negli ultimi decenni che sono da abbandonare.

Voterò per Gianni Cuperlo!
Perché, nelle risposte alle interviste, nei discorsi, negli scritti di Gianni Cuperlo, colgo la sua passione e apprezzo il suo linguaggio!
BATTUTE E SLOGAN HANNO FATTO IL LORO TEMPO.

Ott 9, 2013 - opinioni, Politica    1 Comment

La Costituzione si può cambiare!

L’Unità: mercoledì 9 ottobre 2013.
Intervista a Stefano Rodotà.

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PS: Condivido pienamente il contenuto dell’intervista!

Credo però, che questo non sia lo spirito e l’approccio, che  moltissimi dei partecipanti alla manifestazione del 12 ottobre, in difesa della Costituzione, stanno tenendo. Vedo, in moltissimi difensori della Costituzione, dell’ultima ora, molta arroganza e chiusura al dialogo; non si è disponibili all’ascolto delle ragioni altrui e questo al miglioramento della qualità della Politica, non giova.

Set 11, 2013 - opinioni    No Comments

Le mie risposte al questionario sulle Riforme Costituzionali.

Il tuo questionario breve sulle Riforme Costituzionali

Questionario n. 124418 compilato il 09/09/2013 alle 19:40 

Scegli la forma di governo
Il potere politico è distribuito tra Parlamento, Governo e Capo dello Stato. Le modalità secondo le quali il potere è esercitato da tali organi determinano la forma di governo di uno Stato. La scelta dell’una o dell’altra opzione relativa alla forma di governo determina due distinti percorsi nei quali ulteriori domande sono finalizzate a delineare alcuni tratti più specifici della forma di governo prescelta.
1. A quale forma di governo ti senti più vicino?
(a) Forma di governo di tipo parlamentare in cui il Capo dello Stato è eletto dal Parlamento, il quale conferisce e revoca la fiducia al Governo.

Come viene nominato il Capo del Governo?
Il Capo del Governo può essere nominato secondo differenti modalità a seconda che sia diretta espressione della maggioranza politica uscita dalle elezioni oppure che la sua nomina sia effettuata sulla base delle indicazioni di altri enti o organi.
a.1 Il Capo del Governo dovrebbe essere nominato:
dal Capo dello Stato sulla base delle indicazioni ricevute dai partiti, dopo le elezioni, come nel sistema attuale;

Chi nomina e revoca i ministri?
La scelta dell’organo al quale è affidato il potere di nomina e revoca dei ministri può determinare differenti rapporti di forza tra Capo del Governo e ministri, tra Capo dello Stato e ministri o tra Parlamento e ministri. In generale l’organo che può disporre la revoca di un ministro ha anche la capacità di orientarne l’attività.
a.2 I Ministri devono essere:
nominati e revocati dal Capo dello Stato su indicazione del Capo del Governo;

Crisi politiche e di Governo
Lo scioglimento anticipato delle Camere rappresenta uno strumento per superare la situazione di blocco che si crea quando il Parlamento non sostiene più l’azione del Governo.
a.3 In caso di crisi politica, il Capo del Governo:
deve presentare le dimissioni al Capo dello Stato il quale valuterà se è possibile la formazione di un nuovo Governo ovvero si debba procedere a nuove elezioni, come nel sistema attuale;

Quando deve essere votata la fiducia?
Nei sistemi parlamentari, il Governo può esercitare pienamente i suoi poteri solo se ha la fiducia del Parlamento. In alcuni Stati è previsto un iniziale voto di fiducia, generalmente espresso sulla base di un programma politico. In altri sistemi non c’è un voto iniziale, ferma restando la facoltà del Parlamento di revocare la fiducia in qualsiasi momento.
a.4 La fiducia del Parlamento al Governo:
deve essere accordata espressamente sin dalla formazione del Governo, come nel sistema attuale;

A chi deve essere votata la fiducia?
Nei sistemi parlamentari, la fiducia del Parlamento può essere votata al solo Capo del Governo o all’intero Governo, formato dal Capo del Governo e dai suoi ministri.
a.5 Nel caso in cui il Parlamento accordi espressamente la fiducia, questa deve essere conferita:
al Governo nel suo complesso dopo che sono stati già nominati i ministri, come nel sistema attuale;

La “sfiducia costruttiva”.
Il rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo può essere interrotto a seguito dell’approvazione di una mozione di sfiducia. In alcuni ordinamenti stranieri, la sfiducia al Capo del Governo è subordinata all’individuazione contestuale di un successore, al fine di favorire una rapida soluzione della crisi di Governo.
a.6 Il Parlamento può sfiduciare il Governo:
solo se, contestualmente, accorda la propria fiducia a un nuovo Capo del Governo;

Modificare il Senato?
Il Parlamento italiano è costituito da due Camere: la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, che svolgono le medesime funzioni e sono composte secondo meccanismi analoghi. Per tale ragione si parla di bicameralismo paritario e simmetrico.
2. Ritieni che il Senato debba essere formato:
b) costituito da membri rappresentativi degli enti territoriali;

La rappresentanza degli enti territoriali
Nell’ottica di una differenziazione della composizione di Camera e Senato, i componenti di quest’ultimo potrebbero rappresentare le autonomie territoriali, e cioè gli enti ai quali la Costituzione riconosce autonomia e per i quali il territorio costituisce un elemento costitutivo.
b1. Nel caso in cui il Senato sia costituito da rappresentanti degli enti territoriali ritieni che i suoi membri debbano provenire:
dalle Regioni;

Il Senato e la funzione legislativa.
Nell’ottica di una differenziazione della composizione di Camera e Senato, quest’ultimo potrebbe svolgere le stesse funzioni della Camera o funzioni differenti nell’ambito del procedimento legislativo.
b2. Nel caso in cui il Senato sia costituito da rappresentanti degli enti territoriali, ritieni che esso partecipi all’attività legislativa:
solo proponendo modifiche ed emendamenti ai testi approvati dalla Camera dei Deputati, ma senza approvare in via definitiva le leggi dello Stato;

Le funzioni del Senato
Nell’ottica di una differenziazione della composizione di Camera e Senato, quest’ultimo potrebbe svolgere le stesse funzioni della Camera dei Deputati oppure funzioni differenti.
b3. Nel caso il Senato non eserciti in modo completo la funzione legislativa e la funzione di indirizzo politico al Governo, quali altre funzioni ritieni sia opportuno potenziare?(scegliere, eventualmente, tutte le voci che si ritengono opportune)
funzioni di controllo sull’operato del Governo;

L’esame dei provvedimenti del Governo in Parlamento
La programmazione dei lavori parlamentari viene generalmente definita sulla base delle indicazioni dei gruppi parlamentari e del Governo. La possibilità del Governo di incidere sull’agenda dei lavori parlamentari può consentire l’inserimento nella discussione parlamentare dei temi del programma di governo. Le indicazioni del Governo sull’agenda dei lavori possono essere vincolanti o non vincolanti per il Parlamento.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri può chiedere per i disegni di legge di iniziativa governativa il voto del Parlamento a data certa secondo tempi congrui per l’esame parlamentare?
Si, a condizione che siano garantiti adeguati tempi per l’esame delle proposte dei gruppi dell’opposizione.

Statuto dell’opposizione
Con l’espressione “statuto dell’opposizione” si fa riferimento a tutti quei meccanismi finalizzati a garantire il ruolo e le funzioni delle minoranze parlamentari nei confronti della maggioranza parlamentare e del Governo.
4. A fronte di meccanismi che consentono il rafforzamento del ruolo del Governo in Parlamento, si ritiene opportuna un’azione che rafforzi la funzione di controllo e di garanzia dell’opposizione. A tal fine, quali poteri dell’opposizione parlamentare ritieni sia prioritario rafforzare?
Potere di deliberare inchieste e indagini parlamentari.
Presidenza delle Giunte e degli altri organi di garanzia.
Riserva di una quota dei tempi di lavoro parlamentare per discutere le proprie proposte.

L’esito di un referendum
Nell’ordinamento italiano, nel caso in cui l’esito referendario sia favorevole all’abrogazione di una legge non sono previsti meccanismi volti ad impedire l’adozione di una normativa analoga a quella abrogata dal corpo elettorale.
5. In caso di abrogazione di una legge in seguito ad un referendum popolare:
la norma abrogata non deve essere reintrodotta, direttamente o indirettamente, per un ragionevole numero di anni;

I cittadini e le modifiche alla Costituzione
La Costituzione italiana può essere modificata attraverso un procedimento di revisione nell’ambito del quale il popolo può essere chiamato ad esprimersi attraverso un referendum popolare, quando la legge di modifica non è stata approvata dalla maggioranza dei ⅔ dei componenti di ciascuna Camera e vi facciano richiesta 5 Consigli regionali, un quinto dei membri di una Camera o 500.000 elettori.
6. Se il Parlamento modifica la Costituzione, il referendum popolare per confermare le modifiche deve essere fatto:
in ogni caso, senza necessità di richiesta;

Forme e strumenti di partecipazione
Gli strumenti per favorire la partecipazione nel processo di costruzione e adozione delle decisioni pubbliche possono essere molteplici. In alcuni casi il loro risultato è vincolante per le Istituzioni pubbliche, in altri hanno carattere consultivo o di indirizzo. Possono essere utilizzati dall’organo pubblico durante il processo di costruzione delle politiche, per individuare bisogni emergenti o soluzioni adatte al territorio, o dalla società civile per sollecitare l’attenzione su particolari tematiche.
7. Quale delle seguenti forme di partecipazione pubblica ritieni dovrebbero essere maggiormente utilizzate, con opportuni adeguamenti o indicazioni di metodo per la loro efficacia decisionale, dalle Istituzioni?
iniziativa legislativa popolare;
consultazioni online tramite questionari, invio di posizioni, documenti commentabili;
raccolta organizzata e aggregazione online di idee e soluzioni;

Strumenti di democrazia diretta e tecnologie digitali
Le tecnologie digitali hanno ampliato le possibilità e modalità di partecipazione per i cittadini, sia facilitando processi democratici tradizionali sia affiancando a questi nuovi strumenti e metodi per la raccolta, gestione e analisi dei contributi dei cittadini. Se nella maggior parte dei casi è la società civile ad utilizzarle per numerose finalità, le Istituzioni hanno fatto ricorso sempre più frequentemente all’uso di tali strumenti.
8. Nell’ipotesi di gestione e utilizzo sistematico da parte dello Stato di strumenti di partecipazione diretta attraverso tecnologie digitali, su quali ritieni si dovrebbe intervenire prioritariamente? (indicare massimo 3 opzioni)
strumenti per facilitare l’iniziativa legislativa popolare online;
strumenti per raccolta e aggregazione online di idee, per la ricerca di soluzioni specifiche;
strumenti per discussione e deliberazione online;

L’assetto delle Regioni
La Costituzione prevede che la Repubblica sia costituita da più enti territoriali, ciascuno dotato di specifiche competenze. La Regione è un ente dotato di autonomia politica, legislativa e finanziaria, ha cioè la possibilità di darsi un proprio indirizzo politico, ha la possibilità di adottare proprie leggi in determinate materie ed è titolare di risorse finanziarie per l’esercizio delle sue funzioni.
9. In relazione alla capacità di governo e alle responsabilità delle Regioni, ritieni che si debba
non incidere sul numero, ma rafforzare gli strumenti di cooperazione e coordinamento istituzionale tra Regioni;

L’assetto delle Province
La Costituzione prevede che la Repubblica sia costituita da più enti territoriali, ciascuno dotato di specifiche competenze. La Provincia è un ente intermedio, posto tra Regione e Comune.
10. Ritieni che le Province debbano essere:
soppresse, attribuendo le relative funzioni ad un ente intermedio rappresentativo dei Comuni;

L’assetto dei Comuni
La Costituzione prevede che la Repubblica sia costituita da più enti territoriali, ciascuno dotato di specifiche competenze. Il Comune è l’ente più vicino al cittadino al quale sono attribuite in via prioritaria le funzioni amministrative, salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
11. Nell’ottica di una riorganizzazione dei Comuni, su cosa ritieni prioritario intervenire:
Sul numero:
incentivare l’accorpamento volontario dei Comuni;
Sulle funzioni:
introdurre una disposizione che differenzi le funzioni dei Comuni in ordine alle loro dimensioni;
Le competenze legislative tra Stato e Regioni
Lo Stato e le Regioni adottano proprie leggi. L’ambito di intervento statale e quello regionale sono individuati sulla base di una ripartizione per materie di competenza contenuta in Costituzione.
12. La Costituzione prevede che alcune materie siano competenza dello Stato, altre siano di competenza concorrente fra Stato e Regioni, altre siano competenza delle Regioni.Ritieni opportuno:
modificare l’assetto attuale, con materie assegnate o allo Stato o alle Regioni, lasciando allo Stato il potere di intervenire sulle materie assegnate alle Regioni in caso di interesse nazionale;

Le competenze legislative concorrenti.
L’Art. 117 della Costituzione elenca le materie di competenza legislativa statale esclusiva e quelle di competenza concorrente, nelle quali cioè intervengono sia lo Stato sia le Regioni: in particolare in queste ultime spetta allo Stato la disciplina dei principi fondamentali e alle Regioni la disciplina di dettaglio.
13. La Costituzione prevede che una serie di materie siano attribuite sia alla competenza dello Stato sia a quella delle Regioni (cosiddetta competenza concorrente). Nell’elenco sotto riportato indica quali materie vorresti fossero attribuite alla competenza esclusiva dello Stato:
rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
tutela della salute;
alimentazione;
protezione civile;
governo del territorio;
porti e aeroporti civili;
grandi reti di trasporto e di navigazione;
ordinamento della comunicazione;
produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
previdenza complementare e integrativa;
armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;

Regioni a statuto ordinario e speciale
L’articolo 116 della Costituzione ha confermato l’esistenza di Regioni dotate di una autonomia cosiddetta “speciale”, perchè diversa da quella del resto delle Regioni a statuto cosiddetto “ordinario”. Queste ultime possono comunque assumere, su richiesta, una più ampia autonomia in certe materie (cosiddetto regionalismo differenziato).
14. Ritieni che l’assetto delle autonomie regionali caratterizzato da Regioni ordinarie e regioni a statuto speciale:
debba essere modificato riequilibrando l’autonomia delle regioni a statuto speciale rispetto a quella delle regioni a statuto ordinario;

Ago 21, 2013 - opinioni    No Comments

L’estate stà finendo.

La prima piova d’agosto desfröida la tera el bosc.
La prima pioggia di agosto raffredda la terra ed il bosco.

 

Passata è la tempesta, …

L’aria più fresca s’è fatta, la pelle sembra ritemprarsi,

le lunghe giornate, la calura, diventano ricordi,

una dolce malinconia s’insinua.

S’accresce il buio, la bella stagione se ne va,
ognuno torna alle proprie responsabilità.

L’autunno e un’altro inverno c’attendono.

Origgio; 20 agosto 2013

 

 

L’estate stà finendo.

L’aria più fresca, insinua malinconia.

S’accresce il buio, la bella stagione se ne va.
Ognuno è chiamato alle proprie responsabilità.

L’autunno e un’altro inverno c’attendono.

Pensierino della sera; passeggiando con Lampo.

Origgio;19 agosto 2013

Giu 3, 2013 - opinioni    No Comments

TROPPE ambizioni portano al fallimento!

Avevo sospeso ogni giudizio sull’Esecutivo guidato da Enrico Letta e sostenuto da PD-PdL-SC.  È passato più di un mese dal giuramento del Governo Letta, svoltasi al Quirinale, il 28 aprile 2013, e di concretezza ne ho vista poco, alcuni nodi sono stati spostati più il là o sono in fase di studio:

  • Rimodulazione dell’IMU, (maggiori detrazioni e legarla a valore di mercato dell’abitazione).
  • Modifica legge Fornero sulle pensioni, (introdurre una certa flessibilità).
  • Interventi sul cuneo fiscale, (riduzione delle tasse sul lavoro,etc.).
  • Proroga del bonus casa fino al 31 dicembre 2013.
  • Cassa integrazione in deroga, (rifinanziata).
  • Precari Pubblica amministrazione, (spostata al 31 dicembre 2013 la scadenza dei precari).
  • Abolizione del doppio stipendio dei Ministri Parlamentari.
  • Etc.
Non mi sembra molto ma aspetto la conversione in legge per un giudizio definitivo.
Dal lato delle riforme costituzionali e legge elettorale le mie perplessità sono aumentate. Questo Parlamento non può prefiggersi di cambiare in modo radicale la Costituzione, non è stato eletto per questo! Si prevede che alla fine dell’iter ci sia un referendum confermativo. Il rischio che si corre è che alla maggioranza dei cittadini non piaccia e lo bocci con un risultato ottenuto equivalente a ZERO riforme, e TOTALE perdita di tempo. Gli obiettivi che questo Parlamento deve perseguire, e il Governo Letta deve tracciarne il percorso, devono essere più realistici, condivisi da QUASITUTTI cittadini e forze politiche, e limitarsi a:
  1. Superamento del bicameralismo perfetto, differenziando le competenze delle due camere con il varo del Senato delle Autonomie.
  2. Riduzione del numero dei Parlamentari.
  3. Abolizione delle Province.

Subito, contemporaneamente, una nuova legge elettorale si può fare, l’assetto costituzionale non si modifica, per non correre il rischio di votare, ancora una volta, con il PORCELLUM.

Per una Repubblica semi o presidenziale non mi sembra questo il MOMENTO propizio. Prima di procedere a una riscrittura completa della seconda parte della Costituzione è necessario approvare una normativa SERIA sui CONFLITTI D’INTERESSI.
Sono QUESTI i TEMI che sono di fronte QUESTO PARLAMENTO.

Proporsi di fare di più si rischia ancora una volta di non fare nulla. 

Giu 2, 2013 - opinioni    No Comments

Una Commissione per salvare l’apparenza?

Casualmente ho scoperto che il 03/05/2013 è stato pubblicato sul sito del Comune di Origgio  il “Regolamento per le pari opportunità”. Scarica documento in pdf

Il “REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DELLE PARI

OPPORTUNITÀ ED ISTITUZIONE D’APPOSITA COMMISSIONE”, (Approvato dalla Giunta Comunale con la deliberazione n. 31 del 4 aprile 2013. Esecutivo dal 5 aprile 2013), che io sappia nessuna “menzione” ne è stata fatta in Consiglio Comunale, o forse io mi sono perso la seduta in cui era all’O.d.G. Io credo che un provvedimento così importante meritasse di essere adottato con maggior rilievo, dando alle cittadine e ai cittadini l’informazione ed il coinvolgimento necessario, per evitare il rischio di non combinare niente.

Ora nel merito del documento vorrei sottolineare che la Commissione istituita sarà composta da:

  1. Tutte le donne elette in Consiglio Comunale.
  2. Una donna per ogni gruppo consiliare.

Questo comporta che a costituire, oggi, la Commissione saranno solamente in QUATTRO (1 Consigliera Comunale e 3 Rappresentante dei gruppi Consiliari).

Una Commissione composta soltanto da QUATTRO donne a me sembra che sia limitata e rischia di essere la foglia di fico a nascondere la poca volontà di coinvolgere le cittadine/i nell’amministrazione della cosa pubblica. Prevedere un numero maggiore di Commissarie, un numero maggiore sette sarebbe più congruo, coinvolgendo le Associazioni, compresi i Partiti non presenti in Consiglio, dando la possibilità, alla Commissione, di poter valutare e accogliere singole candidature di donne disposte ad impegnarsi e dando il proprio contributo per migliorare la vita nella nostra collettività, dando piena attuazione di quando previsto dall’art.46 comma 6 dello Statuto comunale. Sarebbe bello che questa Commissione servisse per costituire un organismo più aperto alla partecipazione delle cittadine/i ed affrontasse tutti i temi sulla condizione femminile e desse vita alla Consulta Femminile, organismo di partecipazione delle donne all’azione dell’Amministrazione comunale. Maggiore risorse umane si mobilitano, maggiori saranno i risultati a beneficio della collettività.

PS: qualche domanda:

  1. Perché per essere eletti in Consiglio Comunale, basta raccogliere voti in numero sufficiente, non è richiesta nessuna sensibilità o competenza, mentre per far parte della Commissione per le pari opportunità e necessario: “che abbiano maturato sensibilità sulla condizione femminile”?
  2. Cosa vuol dire che il regolamento è: “Esecutivo dal 5 aprile 2013”? La Commissione è già stata “attivata”. Sono state nominate le Commissarie?
  3. Quando quest’Amministrazione per informare i cittadini, non tutti, attiverà la newsletter come fanno la stragrande maggioranza dei Comuni italiani?
Mag 18, 2013 - opinioni    No Comments

“Prima togliamo di mezzo il porcellum, meglio è”

Il Governo di servizio, guidato da Enrico Letta, non è nato a tutti i costi e non deve durare a tutti i costi. C’è un’alternativa al Governo Letta? L’attuale Governo si è dato degli obiettivi molto ambiziosi, in 100 giorni ci si è prefisso di attuare un cambiamento tale da avviare a soluzione molte questioni aperte da parecchio tempo. Il Partito Democratico non può rimanere a guardare lasciando l’iniziativa al PdL che ha impostato la sua azione con metodo cinico e calcolatore, di partito di lotta e di governo. Il PD è nato per governare, occorre ricordare che ci dobbiamo mobilitare e lottare per portare a buon fine quei provvedimenti di ridistribuzione della ricchezza, riducendo le diseguaglianze enormi tra i pochi RICCHI e i molti POVERI. Buone sono le intenzioni di intervenire sulle leggi Fornero, (pensioni e lavoro). Sono necessarie iniziative e provvedimenti che rilancino gli investimenti e creino posti di lavoro. Investimenti ed incentivi per la ricerca e lo sviluppo, green economy, banda larga, scuola, etc. L’allentamento del patto di stabilità per i Comuni virtuosi e il pagamento dei debiti delle P.A. devono essere realizzati. Modifica della legge sul finanziamento ai Partiti, NO alla sua eliminazione. Legge sui Partiti. Lo ius soli, cittadinanza ai nati in Italia. Rimodulazione dell’IMU o sostituzione con una tassa PATRIMONIALE. Non è l’IMU una tassa da eliminare! Se la si rimodula è necessario legarla al valore commerciale e al reddito. Le tasse da tagliare sono quelle con maggiore evasione o elusione, non la tassa sugli immobili.

Ma! Subito una nuova legge elettorale, non vogliamo correre il rischio di votare, ancora una volta, con il PORCELLUM.

Nei primi 100 giorni oltre che affrontare i temi economici, è indispensabile fare subito legge elettorale, per dare a  questo governo un minimo di senso. In un paese democratico, la legge elettorale va cambiata a inizio legislatura come ci ha più volte ricordato l’Europa nella scorsa legislatura. Se il governo vuole avere un minimo di serietà, faccia discutere la legge elettorale ORA! Non possiamo correre il rischio di essere accusati di non aver voluto cambiare la legge. Siamo favorevoli al doppio turno di collegio BINOMINALE (in ogni collegio si elegge un uomo e una donna).  Dobbiamo dire NO a rinviare l’approvazione di una nuova legge elettorale a dopo le modifiche alla Costituzione.

NO alla Convenzione per le modifiche costituzionali, (NON HA PIÙ SENSO). La Commissione  Affari Costituzionali può operare e limitatamente procedere a:

  • Superamento del bicameralismo perfetto, differenziando le competenze delle due camere, Senato delle Autonomie.
  • Riduzione del numero dei Parlamentari.
  • Abolizione delle Province.

Per una Repubblica semi o presidenziale non sembra questo il MOMENTO propizio. Prima di procedere a una riscrittura completa della seconda parte della Costituzione è necessario approvare una normativa SERIA sui CONFLITTI D’INTERESSI.

Niente voti di fiducia o limitarne drasticamente il numero. Sia il Parlamento, il luogo del confronto e dello scontro accettando il rischio di maggioranze variabili sui singoli provvedimenti. È compito del PD far maturare in Parlamento quella maggioranza che all’indomani delle elezioni, Bersani con quasi tutto il gruppo dirigente, non è riuscito a realizzare. Un cambio di maggioranza non è un’ipotesi velleitaria, si potrebbe mettere in pratica e sostituire le larghe intese, se il PdL si tirasse fuori, ritirando i suoi Ministri. È compito nostro agire per occupare, togliendo spazio politico al M5S costringendoli alla responsabilità, forzando il PdL a fare scelte nell’interesse del Paese e non del suo Padrone. Questo è nell’immediato il nostro compito, l’azione che il Partito Democratico nel dare sostegno all’Esecutivo guidato da Enrico Letta.

Subito una nuova legge elettorale per non rimanere “prigionieri” dei giochi di potere del PdL.

Mag 15, 2013 - opinioni    No Comments

Un decalogo per Amministrare Origgio.

Il paese che vogliamo: un decalogo per Amministrare Origgio.

Fino al palesarsi della crisi economica nel 2008, l’edilizia ha galoppato, trascurando il problema-casa per poveri, giovani, immigrati,anziani soli e però imbruttendo il paesaggio.

Oggi è necessario ricominciare a ragionare sui guasti dell’urbanistica contrattata con/per i privati, sul cemento dilagante, ecc.

Dalla lotta contro il potere degli immobiliaristi ormai padroni di città/paese e campagne emerge un decalogo a cui ancorare pensiero e azione.

  1. La città/paese è un bene comune: deve garantire gli interessi collettivi, senza negoziazioni con gli quelli privati.
  2.  Moratoria delle nuove urbanizzazioni per rigenerare città/paese e campagna.
  3. Legalità: no condoni.
  4. No agli strumenti che vanificano la pianificazione e all’iniziativa privata come impulso alla pianificazione.
  5. Darsi l’obiettivo di destinare in modo crescendo ad investimenti gli oneri di urbanizzazione.
  6. Rilanciare la pianificazione paesaggistica.
  7. Tutelare identità culturale e integrità fisica quale cardine della pianificazione urbanistica ordinaria, secondo i migliori esempi recenti.
  8. Recuperare le periferie degradate, anche con radicali ristrutturazioni urbanistiche di abusi e speculazioni, vincolandole ad antisismicità rischio idrogeologico e risparmio energetico.
  9. Mobilità sostenibile: incentivare il trasporto pubblico e contenere quello privato.
  10. Ridefinire regole per una vera trasparenza/partecipazione (a partire da comitati, associazioni ecc.) nel processo di formazione delle scelte.

Sani princìpii e scelte rigorose per una sinistra riformatrice di governo.

Mag 15, 2013 - opinioni    No Comments

C’è un’alternativa al Governo Letta?

Il Governo di servizio guidato da Enrico Letta non è nato a tutti i costi e non deve durare a tutti i costi. C’è un’alternativa al Governo Letta! L’attuale Governo è nato per FARE FINALMENTE:

  • Subito una nuova legge elettorale, non vogliamo correre il rischio di votare, ancora una volta, con il PORCELLUM.
  • Provvedimenti di ridistribuzione della ricchezza, riducendo le diseguaglianze enormi tra i pochi RICCHI e i molti POVERI.
  • Modifica legge Fornero sulle pensioni (soluzione per tutti gli esodati).
  • Modifica della legge Fornero sul Lavoro, introduzione del reddito minimo garantito e finanziamento CIGS in deroga,
  • Iniziative e provvedimenti che rilanciano gli investimenti e creano posti di lavoro. Investimenti ed incentivi per la ricerca e lo sviluppo, green economy, banda larga, scuola, etc.
  • Allentamento del patto di stabilita per i Comuni virtuosi. Pagamento debiti delle P.A.
  • Rimodulazione della IMU o sostituzione con una tassa PATRIMONIALE. Non è la IMU una tassa da eliminare! Se la si rimodula è necessario legarla al valore commerciale e al reddito. Le tasse da tagliare sono quelle con maggiore evasione o elusione, non la tassa sugli immobili.
  • Cittadinanza ai nati in Italia.
  • Modifica della legge sul finanziamento ai Partiti, NO alla sua eliminazione. Legge sui Partiti.

NO alla Convenzione per le modifiche costituzionali, (NON HA PIÙ SENSO). La Commissione  Affari Costituzionali può operare e limitatamente può procedere a:

  • Superamento del bicameralismo perfetto, differenziando le competenze delle due camere, Senato delle Autonomie.
  • Riduzione del numero dei Parlamentari.
  • Abolizione delle Province.

Per una Repubblica semi o presidenziale non mi sembra questo il MOMENTO propizio. Prima di procedere ad una riscrittura completa della seconda parte della Costituzione è necessario approvare una normativa SERIA sui CONFLITTI D’INTERESSI.
Sono QUESTI i TEMI che sono di fronte QUESTO PARLAMENTO.

Nei primi 100 giorni oltre che affrontare i temi economici è indispensabile  fare subito legge elettorale, per dare a  questo governo un minimo di senso. In un paese democratico, la legge elettorale va cambiata ad inizio legislatura come ci ha più volte ricordato l’Europa nella scorsa legislatura. Se il governo vuole avere un minimo di serietà, faccia discutere legge elettorale ORA! Non possiamo correre il rischi ancora una volta di andare a nuove elezioni con il PORCELLUM ed essere accusati di non aver voluto cambiare la legge. Io sono favorevole al doppio turno di collegio BINOMINALE (un uomo e una donna).

Ora queste cose possono esser fatte “sbilanciate” a destra o a sinistra, possono piacere o non piacere. È esatto affermare  che Silvio Berlusconi detiene la Golden Share di questo Esecutivo, ma questa situazione,  potrebbe servire per l’acquisizione di un minimo di autonomia del gruppo dirigente del PdL; potrebbe! Ma è altrettanto vero che, attualmente nella Società e in questo Parlamento, Berlusconi non gode dei consensi del passato, il suo appeal di esercitare un’egemonia si stà dissolvendo, anzi, altre maggioranze sono possibili.

Niente voti di fiducia o limitarne drasticamente il numero. Sia il Parlamento il luogo del confronto e dello scontro accettando il rischio di maggioranze variabili sui singoli provvedimenti. È compito del PD far maturare in Parlamento quella maggioranza che all’indomani delle elezioni, Bersani con quasi tutto il gruppo dirigente, non è riuscito a concretizzare.

Dobbiamo togliere spazio politico al M5S costringendoli alla responsabilità.

Questo è nell’immediato il compito del Partito Democratico nel dare sostegno all’Esecutivo guidato da Enrico Letta.

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