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Apr 6, 2012 - opinioni    No Comments

Saronno: MOZIONE o eMOZIONE?

acqua pubblicaNella “lotta politica” è necessario senz’altro caricarsi di motivazioni, ideali e darsi degli obiettivi ma è anche necessario spogliarsi dei “personalismi”, del “partito preso”, dall’emotività e predisporsi all’ascolto di chi la pensa in maniera diversa.

Devo confessarvi che sono tante le cose che non “capisco”, Vi assicuro che non ho dubbi sulle mie capacità di “comprensione” di “adattamento” ed di “apertura mentale” che io ritengo siano nella “media”. Non capisco lo “sconforto” di alcuni attivisti del Comitato del saronnese Acqua Bene Comune, nel non voler accettare che l’azione condotta finora dal Comitato ha sortito degli effetti positivi e se non totalmente la posizione del PD di Saronno e l’Amministrazione comunale di Saronno si sono “avvicinati” parecchio fino a condividere alcuni obiettivi. Sono sempre più convinto che il PD non trova, e mai lo troverà, credito presso il Comitato del saronnese dell’Acqua Bene Comune sia quando si schiera dalla sua/nostra parte e concorre alla vittoria dei  SI ai referendum dello scorso anno, sia quando a Saronno si avvicina alle sue/nostre posizione, (non allineandosi con il vertice PD sia provinciale che regionale). Non sono assolutamente d’accordo con questo modo d’essere del Comitato. Io ho sempre rivendicato per il Partito Democratico le stesse credenziali date ad altre formazioni politiche che operano sul territorio e ritengo errato ed endemico l’atteggiamento quasi “ostile” al PD della quasi totalità dei partecipanti ai lavori del Comitato. Lo stato d’amino che traspare sembra nascondere l’aspettativa che forse era meglio il “muro contro muro”, che il confronto tra le diverse ragioni, le nostre e le loro non hanno “pari” dignità. Io ritengo che occorre valorizzare il cammino di avvicinamento fatto dall’Amministrazione comunale di Saronno e i partiti che compongono la maggioranza che lo regge alle  del Comitato e contemporaneamente sottolineare i punti “deboli” che a nostro parere vanno rafforzati per garantire veramente una gestione pubblica e partecipata del Servizio Idrico Integrato.

Io ritengo un errore sottovalutare la portata degli impegni che con l’approvazione in Consiglio Comunale della mozione  si assume la maggioranza che amministra Saronno. Il contenuto della mozione, (la bozza attuale è prevedibile che subisca qualche correzione), riporta:

DA  MANDATO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  • di  contattare i Sindaci degli altri Comuni, favorire e raccogliere le adesioni alla richiesta di riconoscimento dell’ambito territoriale omogeneo incentrato sul  bacino idrografico del torrente Lura da inviare alla Regione Lombardia entro la data ultima del 31 maggio 2012.
  • di perseguire, congiuntamente agli altri comuni interessati, l’iter volto alla costituzione di un ambito territoriale omogeneo incentrato sul bacino idrografico del torrente Lura
  • di avviare, sulla base di tale ambito, un percorso di costituzione di una gestione consortile cui affidare la gestione dei SII dei comuni interessati
  • di valutare in tal senso la già esistente “Lura Ambiente s.p.a.” come la società naturalmente deputata a tale scopo, e in caso positivo di adottare ogni iniziativa politica ed ogni provvedimento amministrativo, per quanto di sua competenza,  necessario a trasformare la stessa “Lura Ambiente s.p.a.” in soggetto giuridico di diritto pubblico (azienda speciale consortile) al fine di garantire l’effettiva tutela della gestione del servizio idrico secondo la volontà espressa dalla maggioranza assoluta dei cittadini italiani attraverso il referendum abrogativo del 12-13 giugno 2011;
  • di garantire la partecipazione dei rappresentanti eletti  e del pubblico degli utenti dell’acqua dei comuni coinvolti, fornendo informazioni adeguate e referendo tempestivamente in merito allo stato di avanzamento dei processi sopra indicati,ed in particolare alla presentazione della richiesta di riconoscimento dell’ambito territoriale omogeneo incentrato sul bacino idrografico del torrente Lura entro il 31 maggio 2012, al processo di attuazione dell’azienda speciale consortile, all’elaborazione ed aggiornamento dei piani di gestione del bacino idrografico;

Ritengo quindi che l’azione del Comitato del saronnese Acqua Bene Comune deve partire da questo punto, incalzando l’Amministrazione comunale, i partiti che la compongono, a portare avanti e mantenere questi impegni senza fare sconti o critiche e fare proposte che diano un contributo utile al conseguimento degli obiettivi postoci.

Non possiamo affermare che ottenere il riconoscimento che siano i confini naturali del bacino idrico l’ambito per la gestione del SII non sia una priorità. Se non viene modificata la situazione attuale in cui è il confine amministrativo della Provincia l’ambito territoriale per la gestione del SII l’amministrazione comunale non può far altro che esprimere la propria contrarietà ma poi procedere agli obblighi di legge.

Il riconoscimento del sub ambito è senz’altro una priorità. Quindi un’azione di pressione verso il Consiglio Regionale Lombardo  per  cancellare o modificare la legge Regionale è la prima di ogni alta iniziativa.

Una volta modificato la legge regionale lombarda e riconosciuto che la gestione del  SII  possa essere fatta in ambiti diversi dal confine provinciale, l’Amministrazione deve mantenere l’impegno ”a trasformare la stessa “Lura Ambiente s.p.a.” in soggetto giuridico di diritto pubblico (azienda speciale consortile)”.

Quello che l’Amministrazione può mettere in campo fin da subito è l’attivazione e la messa a punto di un percorso partecipato dei cittadini, degli utenti per la definizione e la ricerca della migliore soluzione che vale non solo per la gestione del  SII ma anche per tanti altri aspetti dell’amministrazione della città che a secondo delle scelte impattano in modo positivo o negativo sulla qualità della vita dei cittadini. Non solo il Servizio Idrico ma il consumo del suolo, risparmio energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili, la viabilità, etc, etc, devono essere amministrati con la ricerca del consenso e la partecipazione dei cittadini.

Per concludere voglio dire che i contenuti di questa mozione sono la base di partenza per l’azione del Comitato del saronnese Acqua Bene Comune e non il punto di arrivo. Il nostro interlocutore o controparte non può essere solo l’Amministrazione comunale di Saronno ed i partiti che la compongono ma tutte le istituzioni a iniziare dai Comuni, non solo Saronno, la Provincia, la regione Lombardia e le forze politiche che reggono queste Amministrazioni, cioè PDL e Lega Nord. Lega Lombarda per l’indipendenza della padania cioè i due partiti che in regione e Provincia comandano.

 

Nella “lotta politica” è necessario senz’altro caricarsi di motivazioni, ideali e darsi degli obiettivi ma è anche necessario spogliarsi dei “personalismi”, del “partito preso”, dall’emotività e predisporsi all’ascolto di chi la pensa in maniera diversa.

Devo confessarvi che sono tante le cose che non “capisco”, Vi assicuro che non ho dubbi sulle mie capacità di “comprensione” di “adattamento” ed di “apertura mentale” che io ritengo siano nella “media”. Non capisco lo “sconforto” di alcuni attivisti del Comitato del saronnese Acqua Bene Comune, nel non voler accettare che l’azione condotta finora dal Comitato ha sortito degli effetti positivi e se non totalmente la posizione del PD di Saronno e l’Amministrazione comunale di Saronno si sono “avvicinati” parecchio fino a condividere alcuni obiettivi. Il giudizio che la quasi totalità degli attivisti il Comitato ABC dà, è stigmatizzata in quest’affermazione:“ Il documento è ricamato del miglior politichese e bisogna ammettere che accoglie, in alcuni punti , del contenuto interessante (vedi trasformazione in azienda speciale) che, luccicando lì in mezzo rende tutto più accattivante; fin lì non ci si era mai spinti”  o “alla fine le posizioni del PD prevalgono, il problema è che nella mozione viene detto che si ha intenzione di far si che sia una società di diritto pubblico a gestire il servizio, poi ci sono mille se e mille ma (e questo potrebbe essere anche normale, se noi non avessimo mai letto il giornale del PD IN PIAZZA o sentito i discorsi di Gilardoni)”. Il contenuto e lo stato d’amino che traspare in questa frase sembra nascondere l’aspettativa che forse era meglio un “muro contro muro” che il confronto tra le diverse ragioni, le nostre e le loro che a mio parere hanno “pari” dignità. Io ritengo che occorre valorizzare il cammino di avvicinamento fatto dall’Amministrazione comunale di Saronno e i partiti che compongono la maggioranza che lo regge alle  del Comitato e contemporaneamente sottolineare i punti “deboli” che a nostro parere vanno rafforzati per garantire veramente una gestione pubblica e partecipata del Servizio Idrico Integrato.

Io ritengo un errore sottovalutare la portata degli impegni che con l’approvazione in Consiglio Comunale della mozione  si assume la maggioranza che amministra Saronno. Il contenuto della mozione, (la bozza attuale è prevedibile che subisca qualche correzione), riporta:

DA  MANDATO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  • di  contattare i Sindaci degli altri Comuni, favorire e raccogliere le adesioni alla richiesta di riconoscimento dell’ambito territoriale omogeneo incentrato sul  bacino idrografico del torrente Lura da inviare alla Regione Lombardia entro la data ultima del 31 maggio 2012.
  • di perseguire, congiuntamente agli altri comuni interessati, l’iter volto alla costituzione di un ambito territoriale omogeneo incentrato sul bacino idrografico del torrente Lura
  • di avviare, sulla base di tale ambito, un percorso di costituzione di una gestione consortile cui affidare la gestione dei SII dei comuni interessati
  • di valutare in tal senso la già esistente “Lura Ambiente s.p.a.” come la società naturalmente deputata a tale scopo, e in caso positivo di adottare ogni iniziativa politica ed ogni provvedimento amministrativo, per quanto di sua competenza,  necessario a trasformare la stessa “Lura Ambiente s.p.a.” in soggetto giuridico di diritto pubblico (azienda speciale consortile) al fine di garantire l’effettiva tutela della gestione del servizio idrico secondo la volontà espressa dalla maggioranza assoluta dei cittadini italiani attraverso il referendum abrogativo del 12-13 giugno 2011;
  • di garantire la partecipazione dei rappresentanti eletti  e del pubblico degli utenti dell’acqua dei comuni coinvolti, fornendo informazioni adeguate e referendo tempestivamente in merito allo stato di avanzamento dei processi sopra indicati, ed in particolare alla presentazione della richiesta di riconoscimento dell’ambito territoriale omogeneo incentrato sul bacino idrografico del torrente Lura entro il 31 maggio 2012, al processo di attuazione dell’azienda speciale consortile, all’elaborazione ed aggiornamento dei piani di gestione del bacino idrografico;

Ritengo quindi che l’azione del Comitato del saronnese Acqua Bene Comune deve partire da questo punto, incalzando l’Amministrazione comunale, i partiti che la compongono, a portare avanti e mantenere questi impegni senza fare sconti o critiche e fare proposte che diano un contributo utile al conseguimento degli obiettivi postoci.

Non possiamo affermare che ottenere il riconoscimento che siano i confini naturali del bacino idrico l’ambito per la gestione del SII non sia una priorità. Se non viene modificata la situazione attuale in cui è il confine amministrativo della Provincia l’ambito territoriale per la gestione del SII l’amministrazione comunale non può far altro che esprimere la propria contrarietà ma poi procedere agli obblighi di legge.

Il riconoscimento del sub ambito è senz’altro una priorità. Quindi un’azione di pressione verso il Consiglio Regionale Lombardo  per  cancellare o modificare la legge Regionale è la prima di ogni alta iniziativa.

Una volta modificato la legge regionale lombarda e riconosciuto che la gestione del  SII  possa essere fatta in ambiti diversi dal confine provinciale, l’Amministrazione deve mantenere l’impegno ”a trasformare la stessa “Lura Ambiente s.p.a.” in soggetto giuridico di diritto pubblico (azienda speciale consortile)”.

Quello che l’Amministrazione può mettere in campo fin da subito è l’attivazione e la messa a punto di un percorso partecipato dei cittadini, degli utenti per la definizione e la ricerca della migliore soluzione che vale non solo per la gestione del  SII ma anche per tanti altri aspetti dell’amministrazione della città che a secondo delle scelte impattano in modo positivo o negativo sulla qualità della vita dei cittadini. Non solo il Servizio Idrico ma il consumo del suolo, risparmio energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili, la viabilità, etc, etc, devono essere amministrati con la ricerca del consenso e la partecipazione dei cittadini.

Per concludere voglio dire che i contenuti di mesta mozione sono la base di partenza per l’azione del Comitato del saronnese Acqua Bene Comune e non il punto di arrivo. Il nostro interlocutore o controparte non può essere solo l’Amministrazione comunale di Saronno ed i partiti che la compongono ma tutte le istituzioni a iniziare dai Comuni, non solo Saronno, la Provincia, la regione Lombardia e le forze politiche che reggono queste Amministrazioni, cioè PDL e Lega Nord. Lega Lombarda per l’indipendenza della padania cioè i due partiti che in regione e Provincia comandano.

Apr 1, 2012 - opinioni    No Comments

IMU: per non dimenticarci.

B&BVoglio ricordare che questa tassa sulla casa è stata istituita dal governo Berlusconi sostenuto da Bossi e la sua Lega Nord per l’indipendenza della padania. Non dimentichiamoci così in fretta dei disastri fatti dal duo padano Bossi & Berlusconi. Il governo Monti ne ha solamente anticipata la riscossione ed aumentato i coefficienti rendendola di fatto una tassa senza alcun dubbio pesantissima. L’IMU è una tassa che va rateata, sarebbe un palliativo per affievolire le gravi conseguenze che avrà l’imposta sui bilanci delle famiglie. Fu grave l’errore, commesso per pura propaganda dal governo Berlusconi e Bossi, nel abolire l’ICI per i ricchi, (il governo Prodi aveva tolto l’ICI che gravava sulle case delle fasce più povere). Quella scelta è costata tantissimo alle casse dei Comuni e da tassa locale ICI, (Imposta Comunale sugli Immobili a disposizione dei Comuni), fu reintrodotta e denominata IMU, (Imposta Municipale Unica), tassa statale dal governo leghista di Bossi & Berlusconi, (alla faccia del federalismo predicato). Quelle risorse se fossero state impiegate in favore della crescita, quando Berlusconi raccontava la balla che la crisi non c’era, forse l’Italia starebbe in una situazione meno critica, non avremmo dovuto pagare il costo della mala gestione leghista-berlusconiana. Occorre senz’altro rendere l’IMU compatibile con politiche di equità sociale: una rateizzazione è senz’altro necessario per non creare difficoltà e far accrescere tensioni soprattutto per quei nuclei famigliari molto deboli; occorre che gran parte del gettito sia gestito dai Comuni; occorrerebbe che sia garantita una progressività come le imposte sul reddito. Occorre dire e ripetere che se le tasse sono aumentate è colpa loro, di Bossi e Berlusconi, della Lega Nord e PdL, la destra italiana deve assumersi gran parte delle responsabilità per non aver affrontato in modo adeguato e tempestivo la crisi economica. La crisi è mondiale ma la Destra, italiana, europea e mondiale non è stata in grado a fronteggiarla, anzi ha concorso al suo aggravamento.

Mar 28, 2012 - opinioni    No Comments

Petizioni: un modo per chiedere di contare.

Zona 20Molti cittadini chiedono a gran voce di “contare” di più di essere partecipe e protagonista nelle scelte che interessano la loro qualità di vita. La grande mobilitazione, tuttora attiva, sui temi della gestione del Servizio Idrico Integrato, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipata da parte dei cittadini/utenti ed ha raggiunto il suo culmine con il successo straordinario ottenuto nella campagna referendaria del giugno 2011. Si raccolgono firme per petizioni, si presentano mozioni per richiamare l’attenzione e mobilitarsi in difesa dei Beni Comuni per evitare la privatizzazione obbligata di tanti servizi “vitali” per cittadini; si chiede all’amministrazione comunale di parlarne, a fare scelte chiare; scelte che possono essere non condivise, ma devono essere trasparenti e i cittadini esserne informati e resi partecipe. Si raccolgono firme per chiedere di realizzare opere e servizi utili ai cittadini, la casa dell’acqua, la realizzazione di un dosso, l’istituzione di un senso unico, etc. etc. A Origgio l’assetto viabilistico, con il completamento dei due svincoli, avrà sicuramente un pesante impatto sulla qualità della mobilità. Se non si adottano opportuni interventi, (non come il senso unico, “velleitario”, istituito al sottopasso Origgio-Uboldo e subito revocato), il rischio di un traffico congestionato, in alcune vie e in fasce orarie precise, potrebbe diventare una realtà amara per i cittadini di Origgio e comuni limitrofi. L’Amministrazione anziché “aprirsi” al confronto su questi temi con i cittadini si “arrocca” in Municipio rispondendo forse “malvolentieri” ai singoli cittadini anziché dare risposte all’intera comunità a tutti i cittadini di Origgio. Sarebbe utile che su questi temi l’Amministrazione comunale si confrontasse pubblicamente con i cittadini promuovendo e organizzando incontri, assemblee, Consiglio Comunale aperto, invitando esperti e personalità che sul tema possono portare elaborazioni o progetti sviluppabili sul nostro territorio. Non voglio limitarmi alla critica ma avanzare anche proposte, il file allegato è una bozza, un’insieme di mie proposte e richieste dei cittadini per iniziare una discussione complessiva, sulla viabilità, la mobilità, etc. a Origgio. La mia speranza è di ricevere qualche contributo, proposta o critica, per arricchire la discussione; sono lo stesso soddisfatto se qualcuno troverà interessante le proposte contenute nel documento allegato. Scarica il documento

Mar 19, 2012 - opinioni    No Comments

TRA SFIDUCIA E CRISI.

1332855832371La curva della partecipazione continua a puntare verso il basso e l’area del consenso ai partiti si riduce sempre più.

Quando alle promesse non seguono i fatti uno dei risultati che si ottiene è questo.

Sono passati QUATTRO mesi da quando il Consiglio Comunale, discutendo la mozione del gruppo consiliare “Insieme per Origgio” in merito alla situazione occupazionale sul territorio, all’unanimità, ha preso l’impegno: “che l’Amministrazione valuti inoltre l’opportunità di convocare un Consiglio comunale aperto per dare pubblica voce alle rappresentanze delle aziende e dei lavoratori o anche ai singoli cittadini che sono stati coinvolti in situazioni di crisi occupazionali nell’ultimo periodo”, come riportato al punto quattro della mozione. 

Come succede quasi sempre in questi casi dai buoni intendi o promesse non si passa alla fase attuativa e alla concretezza. Voglio precisare che essere concreti non è necessario trovare e dare subito la soluzione ma avviare un percorso serio che apra una prospettiva ed individua delle opportunità anche sul lungo termine. Ora quale può essere l’utilità o lo scopo di un Consiglio Comunale aperto? Intanto è uno strumento di democrazia per dare voce e una più ampia platea a quanti non hanno un palco per far sentire le loro problematiche o segnalare il proprio disagio. Un Consiglio Comunale aperto anche per dare solidarietà a quanti in questo lungo periodo di crisi perdono insieme al posto di lavoro anche tutte le aspettative per un futuro più a misura d’uomo. Un Consiglio Comunale aperto per dare voce ai giovani, alle donne che vivono ai margini di questo mondo. Un Consiglio Comunale aperto che abbia l’ambizione di coinvolgere i cittadini e di far partecipare un gran numero di soggetti necessita di preparazione e capacità organizzative; qualità che mai ho avuto modo di vedere nell’azione dell’attuale Amministrazione comunale.

Assenza di qualità e la mancanza di volontà porteranno a far naufragare l’iniziativa del Consiglio Comunale aperto e a chiudere ogni prospettiva o progetto aperto al contributo dei cittadini e questo è una delle tante spiegazioni al calo di consensi ai partiti. Quando alle promesse non seguono i fatti, quando la politica diventa cronaca e “malaffare”, i cittadini si allontanano e reagiscono con il non voto lasciando campo libero a chi fa politica per il proprio tornaconto.

Mi domando se non sarebbe più onesto dichiararlo apertamente, e dire che si ha in mente un’amministrazione della cosa pubblica senza la partecipazione ed il consenso dei cittadini se non chiedere al momento delle elezioni una delega su programmi o libri dei sogni il più delle volte non rispondenti alla realtà. Si dica apertamente che a Origgio, e non solo, si vuole un paese d’individui, facilmente ricattabili, senza politica e senza partecipazione, senza gente che ci mette la faccia e che si possa sentire protagonista di un vivere collettivo.

Mar 9, 2012 - opinioni    No Comments

Si può partecipare al corteo della FIOM o della GCIL?

Ci risiamo!

Il 9 marzo la FIOM ha indetto uno sciopero generale con manifestazione a Roma e il PD si consuma nell’ennesima polemica sull’opportunità o meno di partecipare.

Ma è mai possibile che ogni qualvolta la CGIL o la FIOM organizza uno sciopero o una manifestazione di protesta si deve aprire nel Partito Democratico una discussione senza fine del tutto autolesionista?

Sarebbe meno controproducente stabilire una volta per tutte che:

  • Se l’iniziativa è promossa dal PD ,“TUTTI” si è chiamati a condividere e adoperarsi per la riuscita della manifestazione.
  • Se il PD non è tra i promotori, la partecipazione non può che essere a titolo personale e nessuno credo ha titolo per negare questa possibilità.
Mar 2, 2012 - opinioni    No Comments

Gestione SII: Azienda Speciale o SpA?

manifestazionefiomNella gestione del Servizio Idrico Integrato il modello tedesco può essere una possibilità?

Questo vuole essere un mio contributo al dibattito interno al Comitato del Saronnese Acqua Bene Comune su le vie da seguire per ottenere il rispetto dell’esito referendario che hanno abrogato norme che imponevano la privatizzazione del Servizio Idrico Integrato e la remunerazione del capitale investito. Spero sia chiaro il mio messaggio e possa essere utile a fare passi avanti.

Ho la sensazione che ci stiamo addentrando in ragionamenti e proposte che diventano giorno dopo giorno, dopo ogni riproposizione, sempre più sterili non trovando terreno fertile su cui attecchire e non ci avviciniamo all’obiettivo di realizzare un governo pubblico e partecipato dei beni comuni, in una prospettiva di effettivo cambiamento.

Ritengo che dobbiamo arricchire la nostra proposta con ulteriori articolazioni che interpretano meglio la realtà in cui operiamo e possono far avanzare le nostre rivendicazioni di maggiore Democrazia e Partecipazione.

Limitarci a sostenere e rivendicare che solo con un’Azienda Speciale si garantisce una gestione ottimale del SII, nel contesto in cui agiamo, legge regionale lombarda e assenza di una legge nazionale, difficilmente troverà sponsor tra quanti hanno potere decisionale sul tema, Provincia e Regione sono amministrati da Lega e PdL che sono per la SpA ed anche metà del PD è su questa linea.

Sappiamo bene cosa significa SpA: meno responsabilità per gli amministratori locali, più corruzione e clientelismo, (vedere precedente post).

Un tentativo e un’elaborazione sono necessari farla per avanzare una proposta che a mio parere potrebbe ampliare la platea dei sostenitori contrari alla privatizzazione del SII.

In alternativa all’Azienda Speciale si potrebbe perseguire la strada di una SpA congestita, forse è sufficiente solo la modifica dello statuto, una società simile a quanto esistente in Germania, dove i dipendenti e aggiungerei gli utenti devono avere voce in capitolo.

Un sistema simile a quello tedesco, per garantire trasparenza, partecipazione e democrazia.

In Germania vige fin dal dopoguerra il sistema della codeterminazione, la quale consiste nella partecipazione dei lavoratori nei consigli di sorveglianza delle società per azioni e nell’attribuzione di un insieme di funzioni codeterminative ai consigli aziendali, eletti da tutti i lavoratori nelle imprese.

Io penso a una società/azienda con un Amministratore Unico e un Comitato di Controllo di cui sono oltre ai rappresentanti dei lavoratori ci sono anche i rappresentati degli utenti, eletti dagli stessi utenti.

Sono passati oltre sei mesi dai referendum del 12 e 13 giugno 2011, e ad oggi le Autorità d’Ambito territoriale ottimale e tutti i gestori del servizio idrico integrato hanno ignorato l’esito e la volontà dei cittadini, che hanno votato per abrogare i profitti nella gestione del servizio idrico integrato, per rendere inesigibile in tariffa la “remunerazione del capitale investito” e chiesto la gestione pubblica del servizio idrico integrato.

Occorre dare attuazione e rispettare la volontà della maggioranza degli italiani sancito dalla vittoria dei Si, solo il coinvolgimento e partecipazione dei cittadini può garantire un reale controllo sulla risorsa più importante per la vita.

Feb 9, 2012 - opinioni    No Comments

Commissione sviluppo: lavoro ed istruzione, formazione ed occupazione.

manifestazionefiomQuali sono o possono essere i compiti e i temi da affrontare e sviluppare con uno strumento di  partecipazione dei cittadini e di mobilitazione di risorse presenti nel paese di cui è necessario che un’Amministrazione Comunale seria e democratica non se ne privi? Intanto è necessario chiarire che un’Amministrazione Comunale che fà dell’autoreferenza un Totem è carente di democrazia e priva la comunità dei saperi e delle risorse presenti in essa, altrimenti non  mobilitabili.

Intanto per la formazione e composizione la Commissione è necessario uscire dai vecchi schemi delle semplici rappresentanze politiche e mobilitare quanti più soggetti operanti sul territorio che possono portare contributi all’analisi ed elaborazione.

Il punto di partenza del lavoro della Commissione non può che essere una ricognizione e raccolta dati per fotografare la situazione in cui versa il tessuto produttivo e l’offerta formativa ad Origgio cercando di proiettarsi oltre e vedere anche quanto succede anche nel nostro circondario.

Quindi un lavoro di raccolta dati per un’analisi e per individuare progetti o nuove opportunità che potranno dare un prospettiva di sviluppo all’economia locale.

L’obiettivo che occorre porsi è assicurare la presenza sul territorio di: «Una formazione permanente e una politica di riqualificazione, capace di garantire in luogo del posto fisso, prima di tutto un’occasione di mobilità professionale all’interno dell’impresa e, in ogni caso, una sicurezza che accompagni il lavoratore il quale dopo un’esperienza lavorativa possa affrontare in condizioni migliori, di maggiore forza contrattuale, il mercato del lavoro».(Bruno Trentin)

Questa è condizione per una maggiore sicurezza sul futuro garantita da possibili cambi di lavoro senza perdita di tutele e redditi.

Ma la formazione è molto più efficace se non si presenta all’improvviso nella vita del lavoratore quando il lavoro è in pericolo.

Anche i lavoratori a tempo indeterminato, a cui non sempre le imprese sono in grado o non vogliono accollarsi l’onere di un  percorso formativo, hanno bisogni di strumenti per la loro continua riqualificazione e mantenere alto il valore del proprio lavoro.

Avere a disposizione gli strumenti per aggiornare il proprio sapere e saper fare è la condizione per non essere schiacciati dal cambiamento, perché la flessibilità è necessaria, (per l’instabilità dei mercati, i cambiamenti tecnologici sempre più rapidi, per rispondere in tempo reale al diversificarsi della domanda), non viri inesorabilmente verso la precarietà.

Si rende più che mai necessario un coordinamento tra il mondo della scuola e quello del lavoro, attraverso una stretta collaborazione tra i due livelli, in modo che gli istituti della zona siano in grado di offrire una più efficace risposta alle richieste del mondo del lavoro.

La scuola ha saputo essere all’altezza del compito di formare e preparare le nuove generazioni per l’accesso al lavoro fino a quando le imprese sono state disposte a completare il percorso formativo sostenendo i costi e aspettare che l’investimento sulla persone desse i suoi frutti con l’acquisizione di professionalità e produttività.

Nel momento in cui i tempi e l’innovazione hanno avuto un’accelerazione significativa la scuola e l’offerta formativa è diventata inadeguata.

Feb 1, 2012 - opinioni    No Comments

Se io fossi stato Sindaco?

imagesMolti risponderanno: meno male che non lo sei stato!

Il titolo è solo per avere lo spunto per un ragionamento che porti a chiarire alcuni dubbi che ho sul tema della gestione del Servizio Idrico Integrato. Questo post vuole essere una lettera aperta agli amici e compagni del Comitato del saronnese dell’Acqua Bene Comune. Comincio col ribadire che io non voglio difendere niente, sia se si tratta di difendere i partiti o le mie opinioni, voglio semplicemente capire cosa fare.

Facciamo l’ipotesi che uno di noi, del comitato, fosse Sindaco in uno dei Comuni della provincia di Varese, quali provvedimenti avremmo preso, senza rischiare una denuncia per abuso o omissione di atti d’ufficio, sul tema della gestione del SII?

Diamo per scontato che di alcune iniziative ne saremmo stati “promotori” anziché “interlocutori” ad esempio:

  1. Consiglio Comunale aperto per informare e dare voce ai cittadini e renderli partecipi alle decisioni sulla gestione del SII.
  2.  Modifica dello statuto comunale non in contrasto con la legislazione vigente ma per inserire principi universali in difesa dell’acqua e dei Beni Comuni.
  3. Approvazione  “mozione” per chiedere al Parlamento di approvare una legge sul SII, tenendo conto della proposta di legge d’iniziativa popolare e l’esito referendario del giugno 2011.
  4. Approvazione “mozione” per chiedere alla regione Lombardia la modifica della legge 21 che assegna alla Provincia il compito di gestire il SII, esautorando, di fatto, i sindaci.
  5. Attuazione dei “dettami” della legge regionale n° 21 del 2010 per conferire le attività del servizio idrico o il ramo d’azienda alla società di prossima costituzione, la Varese Acque. Certo lo avremmo fatto facendo sentire la nostra contrarietà ma adempiendo ad ogni obligo di legge.

L’obiezione a questo ragionamento può essere che poco o niente è stato fatto di tutto questo! La domanda che io mi faccio, è se noi siamo sempre stati “concreti”, se gli obiettivi perseguiti erano e sono realizzabili o forse non erano nelle nostre  “disponibilità” e nemmeno in quelle degli interlocutori che noi abbiamo “privilegiato” (Amministrazione di Saronno, PD di Saronno).

Ripeto, a mio parere sono stati sottovalutati alcuni aspetti:

  1. L’interpretazione del risultato referendario, dato dai promotori, è “forzato” oltre misura. I 27 milioni d’italiani si sono pronunciati per cancellare norme che obbligavano alla privatizzazione del SII. Affermare che la maggioranza degli italiani è per la gestione totalmente pubblica del SII è una forzatura che non tiene conto di tante variabili che hanno concorso a quel risultato. È stata la vittoria di Pirro! L’esito del referendum con la cancellazione dell’obbligo di privatizzare è stato una sorte di decreto che ha liberalizzato la gestione del SII, togliendo ogni vincolo. Per queste ragioni io affermo che l’obbiettivo e la piattaforma rivendicativa e mobilitazione dei comitati dovevano mettere al centro una nuova legge Nazionale sul SII. Tutte le manifestazioni, nazionali e locali, dovevano rivendicare e avere quest’obiettivo.
  2. Lo stesso ragionamento vale per la legge regionale 21 del 2010, varata dal centrodestra che governa la Lombardia. Con una scelta arbitraria e poco comprensibile, la legge fa coincidere gli Ambiti Territoriali Ottimali con i confini delle province, (ente in fase di superamento: abolizione delle province avviata dal Governo Monti). Meglio sarebbe stato individuare dei “sub-ambiti” omogenei, per affidarne poi la gestione ad un unico soggetto. Su questo è necessario una forte mobilitazione per indurre il Consiglio regionale a modificare la legge 21 e ridare titolarità e competenze ai Sindaci; modifica, tanto più necessaria dopo la cancellazione di alcune parti dalla Corte Costituzionale.

Alla luce di queste considerazioni ha senso, per un’Amministrazione Comunale, costituire una società di diritto pubblico, per gestire il Servizio Idrico Integrato,  se poi al più tardi entro fine 2012, gli attuali gestori dovranno conferire le attività del servizio idrico, o il ramo d’azienda interessato, assieme al personale, ad una società di prossima costituzione, la Varese Acque. Non ci sarebbe spreco di denaro pubblico?

Può l’Amministrazione Comunale rifiutarsi di conferire le attività del SII alla società Varese Acqua? Il sindaco non rischia una denuncia per omissioni d’atti d’ufficio o commissariamento?

Non ho risposte! Ho qualche dubbio ed una sola certezza: le leggi e le regole vanno rispettate sempre e comunque! Le leggi, le regole, se si ha il “potere” per cambiarle si cambiano, altrimenti ci si “batte” per farle cambiare.

Se le cose non stanno cosi, allora non ho capito niente e come me molti degli italiani che nel giugno 2010 hanno votato SI per abrogare l’obbligo di privatizzare il Servizio Idrico Integrato.

Gen 26, 2012 - opinioni    No Comments

Un Consiglio Comunale aperto ad Origgio?

… ma quando mai!

Punto di vistaSono passati due mesi da quando il Consiglio Comunale, discutendo la mozione del gruppo consiliare “Insieme per Origgio” in merito alla situazione occupazionale sul territorio, all’unanimità, ha preso l’impegno: “che l’Amministrazione valuti inoltre l’opportunità di convocare un Consiglio comunale aperto per dare pubblica voce alle rappresentanze delle aziende e dei lavoratori o anche ai singoli cittadini che sono stati coinvolti in situazioni di crisi occupazionali nell’ultimo periodo”, come riportato al punto quattro della mozione.  Come succede quasi sempre in questi casi dai buoni intendi o promesse non si passa alla fase attuativa e alla concretezza. Voglio precisare che essere concreti non è necessario trovare e dare subito la soluzione ma avviare un percorso serio che apra una prospettiva ed individua delle opportunità anche sul lungo termine. Ora quale può essere l’utilità o lo scopo di un Consiglio Comunale aperto? Intanto è uno strumento di democrazia per dare voce e una più ampia platea a quanti non hanno un palco per far sentire le loro problematiche o segnalare il proprio disagio. Un Consiglio Comunale aperto anche per dare solidarietà a quanti in questo lungo periodo di crisi perdono insieme al posto di lavoro anche tutte le aspettative per un futuro più a misura d’uomo. Un Consiglio Comunale aperto per dare voce ai giovani, alle donne che vivono ai margini di questo mondo. Un Consiglio Comunale aperto che abbia l’ambizione di coinvolgere i cittadini e di far partecipare un gran numero di soggetti necessita di preparazione e capacità organizzative; qualità che mai ho avuto modo di vedere nell’azione dell’attuale Amministrazione comunale.

Assenza di qualità e la mancanza di volontà porteranno a far naufragare l’iniziativa del Consiglio Comunale aperto e a chiudere ogni prospettiva o progetto aperto al contributo dei cittadini.

Mi domando se non sarebbe più onesto dichiararlo apertamente, e dire che si ha in mente un’amministrazione della cosa pubblica senza la partecipazione ed il consenso dei cittadini se non chiedere al momento delle elezioni una delega su programmi o libri dei sogni il più delle volte non rispondenti alla realtà. Si dica apertamente che a Origgio, e non solo, si vuole un paese d’individui, facilmente ricattabili, senza politica e senza partecipazione, senza gente che ci mette la faccia e che si possa sentire protagonista di un vivere collettivo.

Gen 12, 2012 - opinioni    No Comments

Un regolamento per il centro urbano.

images (1)Leggo sul periodico Origgio, n°1 dicembre 2011, la lettera del sindaco Panzeri dove tra un convenevole e un augurio di buone feste afferma: «[…] Mi capita di vedere le fotografie di Origgio com’era cinquant’anni fa, le paragono al paese di oggi e rimango ammirato per la differenza. Basta passeggiare per le strade e ammirare le case, ordinate e belle, che quasi ogni famiglia ha edificato, per sé e per la propria discendenza. […]».

… non capisco da dove, il nostro signor Sindaco, ricava gli elementi per arrivare a queste conclusioni. Credo di non sbagliare se affermo che qualunque cittadino che si muove per le strade di Origgio ha una percezione differente da quanto scritto dal Sindaco Panzeri, a “passeggiare” per la centrale via Dante il rischio di un qualche “incidente” è notevolmente elevato. Inoltre il degrado e la fatiscenza presente nella gran parte dei cortili sono contemporaneamente un pericolo, strutture non sempre realizzate ad arte, e una risorsa, il loro recupero otterrebbe tre effetti entrambi positivi.

1. Si recuperano spazi abitativi senza rubare al verde, all’agricoltura e fermare il consumo del territorio.

2. Si aumenta la densità abitativa del centro con i relativi vantaggi alla mobilità sostenibile, maggiore vitalità con i benefici al commercio locale e alla sicurezza.

3. Un terzo vantaggio, tutto estetico, è la conseguenza del rinnovamento che comporterà un’uniformità nelle finiture.

Per ottenere questi risultati è necessario che l’Amministrazione comunale svolga un ruolo attivo: d’indirizzo (capitolato/regolamento), di stimolo (creazione di un fondo per aiutare quei proprietari che non hanno disponibilità finanziarie immediate per ridare la facciata), coercitivo (obbligare i proprietari della messa io sicurezza dell’edificio). I fondi per queste operazioni sarebbero da ricavare da una diversa modulazione e calcolo degli oneri d’urbanizzazione, favorendo il recupero e restauro nel centro urbano e penalizzando le costruzioni su nuove aree e periferiche.

Una maggiore densità abitativa nel centro urbano e l’arresto del consumo del territorio sono i due obiettivi da perseguire in un progetto urbanistico sostenibile.