Giu 2, 2013 - opinioni    No Comments

Una Commissione per salvare l’apparenza?

Casualmente ho scoperto che il 03/05/2013 è stato pubblicato sul sito del Comune di Origgio  il “Regolamento per le pari opportunità”. Scarica documento in pdf

Il “REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DELLE PARI

OPPORTUNITÀ ED ISTITUZIONE D’APPOSITA COMMISSIONE”, (Approvato dalla Giunta Comunale con la deliberazione n. 31 del 4 aprile 2013. Esecutivo dal 5 aprile 2013), che io sappia nessuna “menzione” ne è stata fatta in Consiglio Comunale, o forse io mi sono perso la seduta in cui era all’O.d.G. Io credo che un provvedimento così importante meritasse di essere adottato con maggior rilievo, dando alle cittadine e ai cittadini l’informazione ed il coinvolgimento necessario, per evitare il rischio di non combinare niente.

Ora nel merito del documento vorrei sottolineare che la Commissione istituita sarà composta da:

  1. Tutte le donne elette in Consiglio Comunale.
  2. Una donna per ogni gruppo consiliare.

Questo comporta che a costituire, oggi, la Commissione saranno solamente in QUATTRO (1 Consigliera Comunale e 3 Rappresentante dei gruppi Consiliari).

Una Commissione composta soltanto da QUATTRO donne a me sembra che sia limitata e rischia di essere la foglia di fico a nascondere la poca volontà di coinvolgere le cittadine/i nell’amministrazione della cosa pubblica. Prevedere un numero maggiore di Commissarie, un numero maggiore sette sarebbe più congruo, coinvolgendo le Associazioni, compresi i Partiti non presenti in Consiglio, dando la possibilità, alla Commissione, di poter valutare e accogliere singole candidature di donne disposte ad impegnarsi e dando il proprio contributo per migliorare la vita nella nostra collettività, dando piena attuazione di quando previsto dall’art.46 comma 6 dello Statuto comunale. Sarebbe bello che questa Commissione servisse per costituire un organismo più aperto alla partecipazione delle cittadine/i ed affrontasse tutti i temi sulla condizione femminile e desse vita alla Consulta Femminile, organismo di partecipazione delle donne all’azione dell’Amministrazione comunale. Maggiore risorse umane si mobilitano, maggiori saranno i risultati a beneficio della collettività.

PS: qualche domanda:

  1. Perché per essere eletti in Consiglio Comunale, basta raccogliere voti in numero sufficiente, non è richiesta nessuna sensibilità o competenza, mentre per far parte della Commissione per le pari opportunità e necessario: “che abbiano maturato sensibilità sulla condizione femminile”?
  2. Cosa vuol dire che il regolamento è: “Esecutivo dal 5 aprile 2013”? La Commissione è già stata “attivata”. Sono state nominate le Commissarie?
  3. Quando quest’Amministrazione per informare i cittadini, non tutti, attiverà la newsletter come fanno la stragrande maggioranza dei Comuni italiani?
Mag 18, 2013 - opinioni    No Comments

“Prima togliamo di mezzo il porcellum, meglio è”

Il Governo di servizio, guidato da Enrico Letta, non è nato a tutti i costi e non deve durare a tutti i costi. C’è un’alternativa al Governo Letta? L’attuale Governo si è dato degli obiettivi molto ambiziosi, in 100 giorni ci si è prefisso di attuare un cambiamento tale da avviare a soluzione molte questioni aperte da parecchio tempo. Il Partito Democratico non può rimanere a guardare lasciando l’iniziativa al PdL che ha impostato la sua azione con metodo cinico e calcolatore, di partito di lotta e di governo. Il PD è nato per governare, occorre ricordare che ci dobbiamo mobilitare e lottare per portare a buon fine quei provvedimenti di ridistribuzione della ricchezza, riducendo le diseguaglianze enormi tra i pochi RICCHI e i molti POVERI. Buone sono le intenzioni di intervenire sulle leggi Fornero, (pensioni e lavoro). Sono necessarie iniziative e provvedimenti che rilancino gli investimenti e creino posti di lavoro. Investimenti ed incentivi per la ricerca e lo sviluppo, green economy, banda larga, scuola, etc. L’allentamento del patto di stabilità per i Comuni virtuosi e il pagamento dei debiti delle P.A. devono essere realizzati. Modifica della legge sul finanziamento ai Partiti, NO alla sua eliminazione. Legge sui Partiti. Lo ius soli, cittadinanza ai nati in Italia. Rimodulazione dell’IMU o sostituzione con una tassa PATRIMONIALE. Non è l’IMU una tassa da eliminare! Se la si rimodula è necessario legarla al valore commerciale e al reddito. Le tasse da tagliare sono quelle con maggiore evasione o elusione, non la tassa sugli immobili.

Ma! Subito una nuova legge elettorale, non vogliamo correre il rischio di votare, ancora una volta, con il PORCELLUM.

Nei primi 100 giorni oltre che affrontare i temi economici, è indispensabile fare subito legge elettorale, per dare a  questo governo un minimo di senso. In un paese democratico, la legge elettorale va cambiata a inizio legislatura come ci ha più volte ricordato l’Europa nella scorsa legislatura. Se il governo vuole avere un minimo di serietà, faccia discutere la legge elettorale ORA! Non possiamo correre il rischio di essere accusati di non aver voluto cambiare la legge. Siamo favorevoli al doppio turno di collegio BINOMINALE (in ogni collegio si elegge un uomo e una donna).  Dobbiamo dire NO a rinviare l’approvazione di una nuova legge elettorale a dopo le modifiche alla Costituzione.

NO alla Convenzione per le modifiche costituzionali, (NON HA PIÙ SENSO). La Commissione  Affari Costituzionali può operare e limitatamente procedere a:

  • Superamento del bicameralismo perfetto, differenziando le competenze delle due camere, Senato delle Autonomie.
  • Riduzione del numero dei Parlamentari.
  • Abolizione delle Province.

Per una Repubblica semi o presidenziale non sembra questo il MOMENTO propizio. Prima di procedere a una riscrittura completa della seconda parte della Costituzione è necessario approvare una normativa SERIA sui CONFLITTI D’INTERESSI.

Niente voti di fiducia o limitarne drasticamente il numero. Sia il Parlamento, il luogo del confronto e dello scontro accettando il rischio di maggioranze variabili sui singoli provvedimenti. È compito del PD far maturare in Parlamento quella maggioranza che all’indomani delle elezioni, Bersani con quasi tutto il gruppo dirigente, non è riuscito a realizzare. Un cambio di maggioranza non è un’ipotesi velleitaria, si potrebbe mettere in pratica e sostituire le larghe intese, se il PdL si tirasse fuori, ritirando i suoi Ministri. È compito nostro agire per occupare, togliendo spazio politico al M5S costringendoli alla responsabilità, forzando il PdL a fare scelte nell’interesse del Paese e non del suo Padrone. Questo è nell’immediato il nostro compito, l’azione che il Partito Democratico nel dare sostegno all’Esecutivo guidato da Enrico Letta.

Subito una nuova legge elettorale per non rimanere “prigionieri” dei giochi di potere del PdL.

Mag 15, 2013 - opinioni    No Comments

Un decalogo per Amministrare Origgio.

Il paese che vogliamo: un decalogo per Amministrare Origgio.

Fino al palesarsi della crisi economica nel 2008, l’edilizia ha galoppato, trascurando il problema-casa per poveri, giovani, immigrati,anziani soli e però imbruttendo il paesaggio.

Oggi è necessario ricominciare a ragionare sui guasti dell’urbanistica contrattata con/per i privati, sul cemento dilagante, ecc.

Dalla lotta contro il potere degli immobiliaristi ormai padroni di città/paese e campagne emerge un decalogo a cui ancorare pensiero e azione.

  1. La città/paese è un bene comune: deve garantire gli interessi collettivi, senza negoziazioni con gli quelli privati.
  2.  Moratoria delle nuove urbanizzazioni per rigenerare città/paese e campagna.
  3. Legalità: no condoni.
  4. No agli strumenti che vanificano la pianificazione e all’iniziativa privata come impulso alla pianificazione.
  5. Darsi l’obiettivo di destinare in modo crescendo ad investimenti gli oneri di urbanizzazione.
  6. Rilanciare la pianificazione paesaggistica.
  7. Tutelare identità culturale e integrità fisica quale cardine della pianificazione urbanistica ordinaria, secondo i migliori esempi recenti.
  8. Recuperare le periferie degradate, anche con radicali ristrutturazioni urbanistiche di abusi e speculazioni, vincolandole ad antisismicità rischio idrogeologico e risparmio energetico.
  9. Mobilità sostenibile: incentivare il trasporto pubblico e contenere quello privato.
  10. Ridefinire regole per una vera trasparenza/partecipazione (a partire da comitati, associazioni ecc.) nel processo di formazione delle scelte.

Sani princìpii e scelte rigorose per una sinistra riformatrice di governo.

Mag 15, 2013 - opinioni    No Comments

C’è un’alternativa al Governo Letta?

Il Governo di servizio guidato da Enrico Letta non è nato a tutti i costi e non deve durare a tutti i costi. C’è un’alternativa al Governo Letta! L’attuale Governo è nato per FARE FINALMENTE:

  • Subito una nuova legge elettorale, non vogliamo correre il rischio di votare, ancora una volta, con il PORCELLUM.
  • Provvedimenti di ridistribuzione della ricchezza, riducendo le diseguaglianze enormi tra i pochi RICCHI e i molti POVERI.
  • Modifica legge Fornero sulle pensioni (soluzione per tutti gli esodati).
  • Modifica della legge Fornero sul Lavoro, introduzione del reddito minimo garantito e finanziamento CIGS in deroga,
  • Iniziative e provvedimenti che rilanciano gli investimenti e creano posti di lavoro. Investimenti ed incentivi per la ricerca e lo sviluppo, green economy, banda larga, scuola, etc.
  • Allentamento del patto di stabilita per i Comuni virtuosi. Pagamento debiti delle P.A.
  • Rimodulazione della IMU o sostituzione con una tassa PATRIMONIALE. Non è la IMU una tassa da eliminare! Se la si rimodula è necessario legarla al valore commerciale e al reddito. Le tasse da tagliare sono quelle con maggiore evasione o elusione, non la tassa sugli immobili.
  • Cittadinanza ai nati in Italia.
  • Modifica della legge sul finanziamento ai Partiti, NO alla sua eliminazione. Legge sui Partiti.

NO alla Convenzione per le modifiche costituzionali, (NON HA PIÙ SENSO). La Commissione  Affari Costituzionali può operare e limitatamente può procedere a:

  • Superamento del bicameralismo perfetto, differenziando le competenze delle due camere, Senato delle Autonomie.
  • Riduzione del numero dei Parlamentari.
  • Abolizione delle Province.

Per una Repubblica semi o presidenziale non mi sembra questo il MOMENTO propizio. Prima di procedere ad una riscrittura completa della seconda parte della Costituzione è necessario approvare una normativa SERIA sui CONFLITTI D’INTERESSI.
Sono QUESTI i TEMI che sono di fronte QUESTO PARLAMENTO.

Nei primi 100 giorni oltre che affrontare i temi economici è indispensabile  fare subito legge elettorale, per dare a  questo governo un minimo di senso. In un paese democratico, la legge elettorale va cambiata ad inizio legislatura come ci ha più volte ricordato l’Europa nella scorsa legislatura. Se il governo vuole avere un minimo di serietà, faccia discutere legge elettorale ORA! Non possiamo correre il rischi ancora una volta di andare a nuove elezioni con il PORCELLUM ed essere accusati di non aver voluto cambiare la legge. Io sono favorevole al doppio turno di collegio BINOMINALE (un uomo e una donna).

Ora queste cose possono esser fatte “sbilanciate” a destra o a sinistra, possono piacere o non piacere. È esatto affermare  che Silvio Berlusconi detiene la Golden Share di questo Esecutivo, ma questa situazione,  potrebbe servire per l’acquisizione di un minimo di autonomia del gruppo dirigente del PdL; potrebbe! Ma è altrettanto vero che, attualmente nella Società e in questo Parlamento, Berlusconi non gode dei consensi del passato, il suo appeal di esercitare un’egemonia si stà dissolvendo, anzi, altre maggioranze sono possibili.

Niente voti di fiducia o limitarne drasticamente il numero. Sia il Parlamento il luogo del confronto e dello scontro accettando il rischio di maggioranze variabili sui singoli provvedimenti. È compito del PD far maturare in Parlamento quella maggioranza che all’indomani delle elezioni, Bersani con quasi tutto il gruppo dirigente, non è riuscito a concretizzare.

Dobbiamo togliere spazio politico al M5S costringendoli alla responsabilità.

Questo è nell’immediato il compito del Partito Democratico nel dare sostegno all’Esecutivo guidato da Enrico Letta.

Apr 23, 2013 - opinioni    No Comments

Le vicende per l’elezione del Presidente della Repubblica. La mia opinione.

Premetto che TUTTA la vicenda, così come è andata, non mi è piaciuta! Certamente non ho TUTTI gli elementi per trarne un giudizio definitivo, ma alcuni fatti, noti a TUTTI, hanno contribuito a formare una mia opinione. Ho detto che non ho elementi specifici ad individuare precise responsabilità, quindi ritengo che TUTTI, non in ugual misura, siamo responsabili. Ora a chiarimento di come sono maturati i miei convincimenti, elenco alcune questione, che non sono il racconto completo dei fatti ma solo alcuni appunti, a mio giudizio importanti:

  1. Bersani, TUTTO il Partito, quindi TUTTO il gruppo dirigente, (la coalizione Italia Bene Comune), si è posizionato per un Governo di cambiamento, (governo di minoranza della coalizione IBC aperta sui singoli provvedimenti al contributo di: SC, M5S, PdL, Lega, etc.),   con una collaborazione anche con il Pdl solo limitata ai temi delle modifiche costituzione, (Convenzione). No a GOVERNISSIMO, No a nuova esperienza del Governo Monti.
  2. Bersani, TUTTO il gruppo dirigente, avevano separato le vicende della formazione di un Governo dall’elezione del Presidente della Repubblica italiana.
  3. Il primo equivoco. Alla candidatura di Marini è stata mossa, a Bersani  in primo luogo, l’accusa che era il “placet” al Governo di larghe intese, GOVERNISSIMO, l’INCIUCIO con il PdL (Berlusconi). Non era così! Per eleggere un Presidente nelle prime tre votazioni occorrevano numeri importanti 2/3 dei Grandi elettori, 672 voti e la coalizione IBC, il PD, non li avevano. Bersani ha sempre sostenuto le tesi concordate. La critica che io muovo è che nella proposta di nomi (rosa) da proporre alle altre forze politiche dovevano esserci solo persone capaci di dimostrata esperienza, giovani  dai 50 ai 70 anni,  donna, non appartenenti alla “nomenclatura”. Una volta però che a maggioranza si è scelto Marini, vale il principio di democrazia, e occorreva sostenerla da TUTTI fino alle estreme conseguenze nella  Ia, IIa e IIIa votazione. Sono quindi  “deprecabili” quei comportamenti  concretizzatisi nel voto “contro” Marini come sono “deplorevoli” le prese di posizioni che tendono a spargere discredito sui vari nomi alla ribalta.
  4. Il secondo equivoco. Pensare che alla IVa votazione, (necessario 504 voti per produrre un risultato positivo che la coalizione IBC, il PD, continuavano a non averli), sarebbe bastato il nome di Romano Prodi, (fondatore del Partito Democratico), senza nessuna azione o contatto per tentare di allargare o almeno cercare il consenso delle altre forze politiche è stato un errore quasi di “inesperienza”. Ripeto e vale quanto detto prima: sono  “deprecabili” e “deplorevoli” quei comportamenti  concretizzatisi nel voto “contro” Romano Prodi.
  5. Il terzo equivoco. Il principio di democrazia vale sempre e per TUTTI altrimenti il Partito è un’altra cosa. Occorre su questo che come Partito Democratico ci diamo regole chiare, condivise e rispettate. Secondo alcuni, per alcune votazioni, elezione del Presidente, fiducia al Governo, il Principio di democrazia non vale. … non mi pare che una posizione di questo tipo sia “funzionale” per la casa comune, quale vuole essere il Partito Democratico.

Il reincarico a Napolitano è un fallimento dei Partiti, di tutta questa “classe dirigente” se così è definibile. Napolitano qualche responsabilità l’ha avuta, una inezia rispetto alle responsabilità di TUTTA la “classe dirigente” politica e non politica, responsabilità da distribuire non in ugual misura. L’accettazione di un nuovo settennato e l’indicazione della strada da seguire, contenuta nel secondo discorso d’insediamento, fanno di Napolitano un “unicum”, il faro, la luce che può illuminare il cammino per portare l’Italia fuori dal tunnel. ORA GUARDIAMO ALLE COSE DA FARE; lo dice un uomo di 88 anni.

Feb 7, 2013 - opinioni    No Comments

CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO.

Io mi sono sempre pronunciato contro gli eccessi del gioco, qualunque esso sia.

Approvo e sollecito, facendomi promotore di una discussione, da questo mio blog, del “MANIFESTO DEI SINDACI PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO”, chiedendo al Sindaco, a tutti gli Amministratori locali, alla maggioranza e alle minoranze in Consiglio Comunale di aprire una discussione e valutare l’adesione del Comune di Origgio al Manifesto.

I NUMERI E LE CONSEGUENZE DEL GIOCO D’AZZARDO L’ALLARME DEI SINDACI

100 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana, 8 miliardi di tasse.

12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine, 6.181 locali e agenzie autorizzate.

15 milioni di giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici.

5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico.

Sono i numeri del gioco d’azzardo lecito che sta distruggendo le persone, le famiglie, le comunità.

Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero, e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro. Altera i presupposti morali e sociali degli Italiani sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti.

Sono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità.

Spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata. Il gioco d’azzardo lecito è materia statale, e i Sindaci non hanno alcun potere regolativo, ispettivo, autorizzativo.

 

Il Manifesto potrebbe essere una buona occasione, anche, per analizzare, discutere e delineare proposte organiche e coerenti di interventi contro la presenza delle mafie al Nord. Non si può, infatti, parlare esclusivamente di minacce o di pericoli di infiltrazioni della criminalità organizzata nei gangli vitali dell’economia, dell’amministrazione pubblica, della politica nelle regioni più ricche del Paese. C’è qualche cosa di più e di diverso ormai sul territorio, nei comuni della cintura milanese, nel tessuto economico. Le mafie si sono fatte impresa, sono diventate protagoniste, addirittura prevalenti in certi settori (ad esempio negli scavi, nel movimento terra, nei servizi all’edilizia si allargano alle bonifiche, ora ai giochi d’azzardo).

Io sono per fissare un limite alle vincite massime realizzabile in Italia; sarebbe bene anche limitare o abolire la pubblicità sul gioco, (come fatto per le sigarette). Un tempo il gioco d’azzardo era proibito, oggi per raccogliere “Tasse” tanti giochi sono legalizzati.

Io dico di porre un freno all’immoralità dei facili guadagni, alla ricerca del successo ad ogni costo; bisogna mettere al centro il lavoro. E’ solo con l’impegno, con il merito, che si deve poter soddisfare i propri “bi-SOGNI”.

Il miraggio dei facili guadagni, la ricerca del successo ad ogni costo, è l’humus per far crescere le frustrazioni, l’illegalità.

Feb 2, 2013 - opinioni    No Comments

Viabilità: Potè più la crisi dello svincolo.

LO SVINCOLO ORIGGIO-UBOLDOLa coalizione di centro-destra (PdL e Lega Nord), che stà amministrando Origgio e gli amministratori gli stessi nell’ultimo decennio, hanno affrontato con molta superficialità la questione relativa allo SVINCOLO ORIGGIO – UBOLDO, con il risultato che questo intervento, anziché risolvere, ha aggravato i problemi di viabilità.

Il Comitato NO ALLO SVINCOLO, ritengono che su questo importante intervento, sarebbe stato necessaria una attenta valutazione e una maggiore assunzione di responsabilità.

Purtroppo lo svincolo è stato realizzato e ad essere penalizzati saranno  gli automobilisti che si recano a Saronno, che hanno già avuto modo  di vedere i problemi che lo svincolo ha generato sul territorio e avranno anche verificato, a loro spese, quanto sia aumentato il traffico e di conseguenza i tempi per gli spostamenti.

Solo il difficile momento di crisi economica che ha costretto molti lavoratori ad utilizzare mezzi di trasporto alternativi all’auto privata, (bus, moto, bici, etc.), o costretti in tanti a restare a casa, privi di un posto di lavoro, ha alleggerito il traffico sulle nostre strade interne e sulle strade esterne dove si somma la riduzione del traffico pesante dovuto al diminuito interscambi di merci.

Se questo svincolo, vanto delle amministrazioni di Origgio e Uboldo, doveva raggiungere un obiettivo,  ha ottenuto l’esatto contrario: HA DEVASTATO IL TERRITORIO E PEGGIORATO  LA VIABILITA’.

Non va dimenticato l’impegno e le battaglie  che il Comitato NO ALLO SVINCOLO ha sostenuto negli anni passati per impedire la realizzazione di quest’ opera, che avrebbe dovuto risolvere i problemi del traffico, e ora anche coloro che erano dubbiosi nei confronti delle iniziative promosse dal COMITATO , si saranno resi conto che c’erano dei buoni motivi per contrastare la realizzazione di questo inutile e costoso intervento.

In merito alla MOBILITA’  INTERNA, non comprendiamo le ragioni che impediscono a questa amministrazione di affrontare i disagi della viabilità in via Dante,sulla quale sarà necessario trovare il coraggio di intervenire con soluzioni che migliorino la mobilità dei veicoli e la sicurezza dei  cittadini che la percorrono a piedi o in bicicletta.

L’Unione Europea rivolge una raccomandazione alle autorità competenti  ad introdurre una velocità massima di 30 km/h per le zone residenziali e per tutte le strade urbane a una sola corsia che non dispongono di pista ciclabile separata, al fine di proteggere meglio tutti gli utenti della strada.

La viabilità interna, presenta anche altre criticità che necessitano di interventi mirati per rendere il traffico più agevole; ci riferiamo a via Leonardo da Vinci, dove la sosta di veicoli rende particolarmente complicata la percorribilità del tratto stradale in prossimità delle vie Piantanida e Marconi.

Il Comitato NO ALLO SVINCOLO ritiene che sulla viabilità l’Amministrazione è stata ed è assente e tutto ciò ha penalizzato sia la viabilità esterna sia la mobilità all’interno del paese.

Considerato che sullo svincolo non è più possibile intervenire, ci auguriamo che questa amministrazione prenda in esame quanto prima la necessità di porre rimedio alle situazioni critiche della viabilità interna,  con soluzioni in grado di migliorare il traffico urbano e la mobilità dei cittadini. Un amministrare al passo coi tempi, deve guardare alla qualità della vita dei cittadini per non trasformare la maggiore speranza di vita in “disperazione” o aspirare di passare a miglior vita.

Oggi non basta più enunciare lo stop al consumo del suolo ma concretamente occorre recuperare quel territorio in passato ed ancor oggi devastato dalla “speculazione” e abbandonato.

Il Comitato NO ALLO SVINCOLO

Dic 29, 2012 - opinioni    No Comments

Io scendo …

quarto_stato_ok-1.jpg….. in Politica.

Ieri leggendo un post di R. Saviano su fb ho cliccato “mi piace”; dopo aver riflettuto, non mi è sembrato più tanto piacevole, anzi sono poco d’accordo.

Il post conteneva la rivendicazione della “primogenitura”di un modo di dire, “salgo in politica”, ultimamente molto di moda tra le New entry e usato da M. Monti per “iniziare” a fare politica. Questo succede per fare il verso a Berlusconi che vent’anni fa si dichiarò “unto del Signore” e “costretto” a “scendere in campo” ed è sceso talmente in basso che con l’appoggio della Lega Nord di Bossi, (oggi ed anche ieri di Maroni), hanno screditato la politica e l’Italia, contribuendo a mettere l’intero universo, (soprattutto l’occidente industrializzato), sull’orlo del baratro. Non perché, Berlusconi sceso troppo in basso, oggi sia necessario “elevarsi” per fare “buona politica” ma è necessario che la Politica sia una “prerogativa” dei cittadini che devono parteciparvi a pieno titolo senza deleghe in bianco.  Così come è stato quel “scendo in campo” di Berlusconi è altrettanto sfortunato il “salgo in politica” di Monti. Può essere che Monti essendo prima di tutto un professore per “deformazione professionale” è portato a “salire ….. in cattedra”.

Io penso che: «In Politica non ci sia nulla da insegnare, ma molto da imparare; l’esempio e il riconoscere gli errori sono la sola bussola per orientarsi».

Per finire direi che per far politica si deve “scendere in strada”, si deve “scendere in Piazza” in mezzo alla gente per confrontarsi continuamente con i problemi delle persone; si fa Politica in “rete” per arrivare in tempo reale più lontano ed allargare i propri orizzonti. Oggi, in Politica, secondo me, è “inaccettabile” che qualcuno voglia salire per recitare da un pulpito o tabernacolo il proprio sermone o dettare le proprie ricette senza un confronto ampio con i cittadini.

Non mi piace la Politica fatta da una elite o da una oligarchia che si auto compiace delle sue “belle pensate” e non si cura delle ricadute, di ciò che capita alle persone che sono e devono rimanere il soggetto principale della Politica con il fine di migliorarne la qualità di vita.

Dic 8, 2012 - opinioni    No Comments

Ad ognuno la sua via.

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La strada che ognuno di noi percorre è tortuosa, piena di incroci e di incontri.

Avvolte capita di percorrere un pezzo di strada insieme, strade parallele e sinuose che paiono condurre alla stessa meta, poi divergono, poi tornando ad incrociarsi ad incontrarsi o a seguire per sempre percorsi diversi. Con un fratello può capitare tutto questo!

Molto è il “caso” a determinarlo, il più delle volte si nasce nella stessa casa, quasi sempre mamma e papà si danno da fare per dare il meglio alle loro progenie, poi col tempo ognuno sceglie o è costretto ad incamminarsi su una strada per allontanarsi dalle radici e costringerci a ricercare nuova linfa per vivere, per affermarsi.

Così è stato per me, già ai miei quattro o cinque anni il mio destino ha cominciato a divergere ed incrociarsi con gli altri fratelli (due) o sorelle (quattro) cominciando la girandola del viavai da casa, per servire la Patria (servizio militare), per servire il Padrone (lavorare).

Non ho rimpianti o nostalgie dei tempi andati, solo la rabbia di non essere riuscito a gioire pienamente della Famiglia, degli affetti e dell’amore per e dai genitori, per e dai fratelli o sorelle; tutto è sbiadito nella lontananza.

Tutta questa premessa per presentare l’intervista o breve racconto di mio fratello Antonio. In poche parole ed in maniera concisa, lui racconta il cammino fatto e la strada che lo ha condotto sin qua.

Antonio Intervista

Nov 5, 2012 - opinioni    No Comments

ADESSO NO!

Primarie 2012 - RenziIo non voterò e non sosterrò Matteo Renzi, contrasterò la sua “vittoria” alle primarie della Coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune” per la scelta del/la candidato/a a Presidente del Consiglio dei Ministri, per vari motivi:

1)      Ho scritto su FB il 3 settembre scorso: “La candidatura di Matteo Renzi è fuori luogo perchè ritengo che essendo stato eletto Sindaco di Firenze deve terminare il mandato; sono assolutamente contrario a chi abbandona una carica per prenderne un altra; può confondersi con l’arrivismo con il protagonismo fine a se stesso. Avrebbe fatto meglio, Renzi, a lavorare per ricevere dai fiorentini il secondo mandato a Sindaco di Firenze o a fine mandato, dopo aver lavorato per la sua successione, si proponesse per un altro ruolo”. Affermava un suo ex collaboratore, l’ex assessore al bilancio del comune di Firenze: “Ho sempre pensato che chi è chiamato a governare Firenze sia al servizio della città e non che la città sia uno strumento utile al perseguimento di ambizioni personali”. Concordo pienamente con questa affermazione. Ora anche Grillo batte questo tasto.

2)     La ricetta liberista è assai dubbia che possa far riprendere il Paese. È stata l’idolatria del mercato e della rincorsa della ricchezza attraverso la finanza, che ci ha cacciato in questi guai. Tagliare va bene. Ma occorre creare ricchezza e distribuirla equamente oltre che  mobilitare energie. La condizione per tutto questo è la coesione sociale e la giustizia. È proprio ciò che è mancato in questi ultimi anni; Berlusconi non lo ha voluto dare, Monti non lo ha potuto, Renzi non credo ne abbia le capacità. Bersani è consapevole di questa sfida e penso che abbia le carte in regola per riuscirci.

3)     Ritengo sbagliato e stucchevole rivendicare continuamente una primogenitura su ogni argomento, non riconoscendo ad meriti a “nessuno”. Per “disconoscere” quanto di nuovo è avanzato, rinnovamento e ringiovanimento del quadro dirigente del Partito Democratico, ha lanciato nel campo politico il termine “rottamare”, per “eliminare alcune persone e non per far affermare nuove idee. Il Programma portato avanti da Matteo Renzi e quello del Partito Democratico sono quasi sovrapponibili, ma a sentire lui sono cose diverse. Le sue proposte anche se sono le stesse del PD, copia ed incolla, lui le vende per sue, il Partito Democratico non “esiste”, tranne quando è alle strette. Lui pensa che se è stato eletto Sindaco a Firenze è solo perché lui si è presentato e non che il PD lo abbia sostenuto.

Un velo di falsità anima quasi tutti i “renziani”; blaterano che si sono cambiate le regole delle primarie, ma l’unica regola cambiata è la deroga all’art.18 dello Statuto del Partito Democratico per consentire a Matteo Renzi di Parteciparvi.

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