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Lug 6, 2011 - opinioni    No Comments

Piccole cose.

@Democrazia e Partecipazione è binomio inscindibile, per stimolare la partecipazione l’informazione è strumento indispensabile.

Oggi sono molti i canali su cui la notizia può essere veicolata, ai tradizionali strumenti quali il volantino, i manifesti, i media locali da qualche lustro si è aggiunto il web.

Internet offre strumenti per informare moltissimi cittadini in tempo reale, la rete decuplica i contatti con impegno economico davvero irrilevante.

Dotare il sito del Comune di Origgio di una newsletter risponde pienamente a queste esigenze: informare i cittadini senza un impegno economico di rilievo!

Con la newsletter i cittadini potranno ricevere in tempo reale, informazioni sull’attività comunale, sedute del Consiglio Comunale, riunioni Commissioni aperte al pubblico, etc.

Diceva un “Grande”:«Non esistono grandi uomini che fanno grandi cose ma tante piccole cose che uomini normali possono fare!»

Ad Origgio sono tante le cose che mancano, cominciamo dalle “piccole” cose, cominciamo dal coinvolgere i cittadini, cominciamo dall’informarli!

Spero che qualcuno raccolga il mio appello e finalmente si cominci con l’informare i cittadini di sedute del Consiglio Comunale anche quando tratta temi “secondari”, la surroga di un Consigliere non mi pare di importanza “secondaria” (non menzionato nemmeno sul sito del Comune) o seduta pubblica (non ho visto nessun avviso ufficiale) per presentare il PGT.Da quanto mi è dato di vedere, il giudizio che io esprimo è molto negativo, l’obiettivo che l’attuale “maggioranza” che governa Origgio persegue è la”mortificazione” dell’informazione e della partecipazione dei Cittadini alla gestione della cosa pubblica.

AMMINISTRARE ORIGGIO È COSA LORO o “COSA NOSTRA”?

Lug 2, 2011 - opinioni    No Comments

Una riflessione dopo la vittoria dei 4SI.

3517064824…. è con grande soddisfazione che ho accolto, lo scorso 13 giugno, il meraviglioso risultato referendario che ha visto la maggioranza assoluta dei cittadini italiani, votare Sì ai 4 quesiti proposti dalla consultazione popolare.

Per quanto concerne la norma che introduceva il “legittimo impedimento” si è ottenuto con la vittoria dei SI la cancellazione di un privilegio e nessun vuoto legislativo è stato provocato, non c’è necessità che il Parlamento legifera sull’argomento, il popolo italiano ha sancito che la legge deve continuare ad essere uguale per tutti.

Sul “nucleare” la vittoria del Si ha cancellato il piano del governo che voleva costruire centrali per produrre energia dall’atomo. Sicuramente sull’argomento non si tratta solo di colmare eventuali vuoti legislativi, si tratta di redigere e dotare l’Italia di un piano energetico basato essenzialmente sulle rinnovabili e sul risparmio energetico come ha chiesto per la seconda volta il popolo italiano.

La vittoria del Sì ai due quesiti “sull’Acqua”, che abrogano l’art. 23/bis del Decreto Ronchi del 2008 (e successive modifiche) e il “profitto garantito” per il gestore nella tariffa dell’acqua sicuramente hanno creato un vuoto legislativo da colmare con una nuova legge varata dal Parlamento italiano.

Io non ho certezza di questo ma credo che in questo momento, sul tema della gestione dell’acqua, siano le norme europee a “regolare” il quadro legislativo, in assenza di una nuova legge del Parlamento italiano che recepisce e si armonizza con le leggi comunitarie.

Ritengo quindi che la nuova legge non possa uscire dai vincoli stabiliti dalla UE in termini di concorrenza e libero mercato; una legge che non preveda plurimi tipi di gestione del servizio idrico, credo non sia accettabile nel quadro legislativo europeo.

È evidente però che questi miei dubbi si scontrano frontalmente con l’interpretazione data dai Comitati dell’Acqua sulla volontà espressa da 27 milioni di italiani che col loro Sì ai referendum hanno indicato che i privati devono essere esclusi dalla gestione delle risorse idriche.

Io ho votato SI per abrogare quelle norme che obbligavano in maniera forzata l’affidamento ai privati dell’acqua potabile e della depurazione e non per escludere qualcuno; così come me avranno fatto un gran numero di cittadini e quindi ritengo che sia una forzatura dire che gli italiani con i loro SI hanno voluto escludere i privati dalla gestione del servizio idrico.

Io sono per una gestione pubblica del servizio idrico in un quadro di regole e di libera concorrenza; imporre un modello a mio parere è sbagliato! Il modello di gestione pubblica si deve imporre perché si dimostra nei fatti di essere la scelta migliore e non imporlo in maniera aprioristica.

Io sono per la gestione pubblica e mi adoprerò per spingere l’Amministrazione Comunale verso la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, mediante l’affidamento della gestione dello stesso ad un ente di diritto pubblico e non ad una SpA, per quanto a totale capitale pubblico.

E’ questa infatti la battaglia che anima lo spirito dei Comitati Referendari per l’Acqua Bene Comune in ogni parte d’Italia a cui io associo il mio contributo; l’obiettivo principale della rivendicazione, è una gestione dell’acqua totalmente pubblica, che possa essere indirizzata, controllata, verificata dall’Amministrazione Comunale (Giunta e Consiglio), prevedendo forme di partecipazione diretta da parte di cittadini, lavoratori e utenti del servizio.

A conclusione ritengo che occorre agire su due piani differenti:

  1. Il livello Nazionale, dove il riferimento è il testo della legge di iniziativa popolare che nel 2007 raccolse oltre 400.000 firme, che enuncia i principi che il quadro legislativo futuro deve accogliere. La legge d’iniziativa popolare deve armonizzarsi con il quadro legislativo comunitario e deve regolamentare la gestione e la partecipazione con proposte dettagliate; cose che tiene in debito conto la proposta di legge presentata dal Partito Democratico che sicuramente un qualche piccolo ritocco necessita.
  2. Il livello locale si deve articolare verso le Amministrazioni Comunali con l’obiettivo principale di arrivare ad una gestione dell’acqua totalmente pubblica e verso i cittadini per informarli. Questo per arrivare all’adozione di forme di democrazia partecipativa che conferiscano strumenti di partecipazione attiva alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione del servizio idrico integrato a tutti gli utenti e abitanti del territorio.

Responsabilità e Ragionevolezza; mettiamo da parte un pò d’integralismo e contrapposizione e lavoriamo insieme per il meglio che non siamo noi a dirlo quale è ma sarà la Storia a sancirlo noi possiamo percorrere una via e cambiarla se ci accorgiamo che possa esser meglio cambiarla.

Convincetemi che sbaglio, … che erro.

Giu 9, 2011 - opinioni    No Comments

Un mercoledì al cinema.

Punto di vistaLo scorso 8 giugno non trovando di mio gradimento i programmi trasmessi in televisione sono andato ad assistere alla seduta del Consiglio Comunale. La presenza di un pubblico più numeroso del solito a qualcuno ha dato la sensazione di assistere alla proiezione di un nuovo film. Io ho avuto la sensazione di assistere ad un’opera teatrale con colpo di scena e quasi finale effetto. La trama:
Primo Tempo; durata tre quarti d’ora circa, si dibatte una mozione io cui si chiede se è stata rispettata la convenzione del 2010 richiamata da delibera di giunta, in cui venivano richiamati alcuni adempimenti che i contraenti erano tenuti a rispettare. L’Amministrazione ha sostenuto che nulla è stato disatteso, l’Opposizione ha ribadito che ci sono state manchevolezze e deroghe alla convenzione. Alla fine “sfiniti” il voto ha sancito che la “Maggioranza” ha quasi sempre ragione.
Secondo Tempo;durata  altri tre quarti d’ora. La mozione è diventata una interpellanza, è sempre lo stesso documento la convenzione del 2010 tema della discussione. Dopo ampia discussione, le stesse cose dette nel primo tempo, il Sindaco legge la parte del documento, la convenzione, in questione e qui si verifica il colpo di scena, il documento con i suoi contenuti su cui ci si è scontrati per quasi due ore non sono gli stessi. La delibera richiama la convenzione del 2010 ma allegata ne aveva una nuova  convenzione in cui l’oggetto della discussione non c’è più.
Tanto rumore per “nulla” ?
Il nulla è ciò che ho capito io.
Il rumore è il prodotto di tante parole in libertà in cui la “maggioranza” che amministra Origgio è brava.
THE END

Mar 19, 2011 - opinioni    No Comments

Una nuova strada collegherà la Bustese con il Sempione.

LO SVINCOLO ORIGGIO-UBOLDOIl progetto, non ancora definitivo, prevede che la nuova strada passi dalla cascina Regusella, (periferia di Uboldo), e dal Broggio, (frazione di Origgio) e vada ad incrociare il percorso dell’autostrada A8 (MILANO-VARESE). La realizzazione di quest’opera, che dovrà essere completata entro la fine del 2014, costerà circa 10 milioni di Euro.

Il Sindaco di Origgio, ha chiesto, che contemporaneamente avvenga il completamento dello svincolo autostradale, (Origgio Ovest). Si può anche essere d’accordo sulla necessità di ultimare l’uscita, che quando venne realizzata fu inaugurata in pompa magna, ma il completamento deve prevedere da un lato (Origgio),l’entrata verso Varese e dall’altro (Cantalupo), l’ingresso verso Milano/Como e l’uscita per chi proviene da Varese. Tutto ciò comporta la realizzazione, di una “mega” rotonda per l’inversione di marcia di auto e camion con un consumo notevole di territorio nel nostro Comune. Dobbiamo sicuramente scongiurare un altro “eco-mostro” come lo svincolo in fase di realizzazione sull’A9 (MILANO-COMO) tra Origgio ed Uboldo. Quando sarà ultimato questo svincolo, non si capisce quale possa essere la necessità di realizzare una strada parallela all’autostrada A8 (Milano Varese), che collega il Sempione alla Bustese e sottrae tanti metri quadri al parco intercomunale, (parco dei Mughetti), in fase di realizzazione! La domanda alla quale dobbiamo rispondere è: vale la pena rinunciare ancora al verde a favore di strade inutili? Ha senso continuare in modo indiscriminato a consumare territorio con strade che anziché collegare aprono alla “speculazione” di nuovi insediamenti, capannoni, villette, etc.?

Una volta realizzati i due svincoli, (Origgio-Ovest e Origgio-Uboldo), tra tre anni, si corre il rischio, senza le opportune contromisure, che Origgio e la frazione del Broggio, siano congestionati da un traffico sia leggero che pesante, che provocherà ulteriore inquinamento.

Pertanto è urgente vincolare l’area su cui si estende il Parco dei Mughetti e in secondo luogo approntare un piano viabilistico che consenta di mantenere il traffico al di fuori dal centro abitato e quindi:

  1. Completare la tangenzialina che colleghi i due svincoli senza l’attraversamento della frazione del Broggio, adeguando anche il ponte sul Bozzente in modo da consentire il passaggio in sicurezza di due camion che si incrociano;
  2. Istituire “zone a priorità pedonale” con strade inibite al traffico pesante e con limite di velocità di 30 Km/h;
  3. Investire sulla mobilità con mezzi diversi dall’auto privata, trasporto pubblico, bicicletta e mobilità pedonale.

Non si tratta di condannarci all’immobilismo ma di progettare il nuovo, avendo presente che la priorità è il risparmio e la tutela del territorio. Per fare questo è necessario avere ben chiaro il disegno complessivo e non affidarsi agli interventi episodici, che sono sempre molto costosi e mai risolutivi.

Mar 13, 2011 - opinioni    No Comments

Una tassa solo sugli speculatori.

euro-soldi-tasse3Correttezza e risarcimento: sono queste le motivazioni che mobilitano, tante associazioni  e movimenti politici, per avviare la realizzazione di una tassa(FTT), dello 0,05% per gli speculatori finanziari. Quelli che con le loro frenetiche vendite e acquisiti, guadagnano montagne di soldi, senza curarsi dell’effetto collaterale dell’aumento dei prezzi delle principali materie prime, che poi si scarica su noi consumatori. Nei giorni scorsi, il Parlamento Europeo ha approvato una prima, storica risoluzione in questo senso. Riconoscendo valida la richiesta della “tassa sulla speculazione”, anche se applicata in ambito europeo. Questo è solo l’inizio di un lungo percorso, la resistenza dei signori della speculazione sarà fortissima, ma la via è tracciata.

Mar 9, 2011 - opinioni    No Comments

Comitato Rimozione Dossi Artificiali.

30Io ho sempre avversato l’istallazione dei dossi artificiali.

Avrei voluto costituire il Comitato Rimozione Dossi Artificiali per fermare il proliferare di opere sicuramente discutibili.

Quale è il fine di questi dossi?

Sicuramente danno una “svegliata” ai conducenti di autoveicoli distratti o appesantiti dal sonno, ma questo avviene dopo aver superato l’ostacolo; è sufficiente ciò ad aumentare la sicurezza?

Ho assistito personalmente a tanti “salti” compiuti da autoveicoli che hanno affrontato l’ostacolo a velocità “sostenuta”; i segni delle “strisciate”, lasciati a terra, sono a testimoniare finanche una certa pericolosità dell’artificio.

A questo punto qualcuno mi farà presente che i dossi artificiali sono quasi sempre segnalati da cartelli con anche l’indicazione della velocità con cui superare l’ostacolo, ma in caso di “distrazione” la segnaletica non ferma o rallenta niente.

Affrontare questi dossi a velocità superiore ai 20 Km/h oltre che mettere in difficoltà il mezzo meccanico, sono un pericolo per i conducenti l’autoveicolo e soprattutto i passeggeri sottoposti a forti “sballottamenti” che sicuramente non sono terapeutici per l’apparato scheletrico.

Questi ostacoli procurano disaggi ancora più importanti ai mezzi di trasporto pubblici, autobus, mezzi di soccorso, ambulanze, (provare per credere).

Se lo scopo dei dossi è quello di “costringere” i conducenti gli autoveicoli a ridurre la velocità per aumentare la sicurezza di tutti, ciclisti e pedoni in primo luogo non è il sistema migliore, oltre che essere oneroso per la collettività.

Il fine della sicurezza stradale a mio parere si realizza perseguendo vari obiettivi:

  • 1. Riduzione del numero di autoveicoli, sia in marcia che fermi sulle strade.
  • 2. Dare priorità ai mezzi di mobilita alternativi all’auto privata, trasporto pubblico, bicicletta, pedone.
  • 3. Riduzione della velocità degli autoveicoli in tutte le zone del centro città dove la priorità deve essere data al pedone.
  • 4. Occorre agire affinché i cittadini maturino un diverso senso civico, di rispetto delle regole del codice stradale.

Occorre mettere le donne, gli uomini al centro di ogni Progetto futuro. La centralità deve essere una migliore qualità della vita della comunità, non il bene del singolo.

Feb 9, 2011 - opinioni    No Comments

30 Km/h

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A Saronno, l’Amministrazione Comunale ha posto un limite di 30 Km/h ai veicoli che transitano su “tutto” il territorio, si dice per ridurre l’inquinamento dell’aria da polveri sottili.

Io non so quanto possa essere efficace questo provvedimento! Sicuramente ci sono due dati di fatto da considerare:

1. La qualità dell’aria è pessima; e questo non è un fenomeno solo di quest’ultime settimane!

2. Occorre intervenire per porre rimedio affinché l’aria delle nostre città o paesi sia “respirabile”.

Sicuramente questo “problema” non è da affrontare singolarmente dalle varie amministrazioni comunali! Ma è innegabile che la Regione Lombardia, (PdL, Lega Nord), su questo non svolgono fino in fondo il ruolo loro assegnato dalla legge.

Io penso una sola cosa, per PdL e Lega Nord per l’indipendenza della padania, la salute dei cittadini viene dopo i loro affari. Anche quando autorevoli esponenti della loro parte politica, il Sindaco di Milano, chiedono interventi ed adottano provvedimenti si parla di propaganda.

A mio parere il limite dei 30 Km/h và visto come una nuova unità di misura della qualità della vita non a misura dell’automobile ma a misura d’uomo. Dobbiamo “riprogettare” i nostri centri abitati intorno ad una comunità che abbia le famiglie quale fulcro sociale con servizi a portata di mano e ridurre fortemente la dipendenza dall’auto per la loro fruizione.

Feb 8, 2011 - opinioni    No Comments

Da Cavour a Berlusconi; dall’alba a tramonto?

Camillo Benso conte di Cavour«Pronti a combattere tutto ciò che potrebbe sconvolgere l’ordine sociale, dichiariamo pero considerare come stretto dovere della società, il consacrare parte delle ricchezze che si vanno accumulando col progredire del tempo al miglioramento delle condizioni materiali e morali delle classi inferiori».

[…] «Facciamo si che tutti i nostri concittadini ricchi e poveri, i poveri più che i ricchi, partecipino ai benefici della progredita civiltà, delle crescenti ricchezze, ed avremo risolto pacificamente, cristianamente il gran problema sociale ch’altri pretenderebbe sciogliere con sovversioni tremende e rovine spaventose».

Da “Il Risorgimento” del 25 marzo 1848 “Influenza delle riforme sulle condizioni economiche dell’Italia” Camillo Benso conte di Cavour. 

Dopo oltre 150 anni e 20 anni di berlusconismo, sostenuto dal leghismo padano, la situazione dell’Italia pare senza via d’uscita; in uno scenario di grave crisi economica, la profonda caduta morale della classe politica ha travolto la nostra società tradendo ogni “valore” e “principio” ispiratore dell’unità d’Italia.

L’attualità indecente di queste settimane è “fotografata” nell’ultimo rapporto annuale Gender Gap del World Economic Forum rivelando come l’Italia si trovi al 74° posto in materia di uguaglianza e pari opportunità.

Discriminazione sociale e culturale, disparità degli stipendi, divario fra Nord e Sud, Welfare inesistente: questi gli ingredienti del “terzo mondo” verso cui siamo avviati.

Assicurare maggior benessere al “vicino” al “Prossimo” non può far altro che aumentare il proprio benessere; difendere l’orticello chiudersi nei propri egoismi ci spinge sempre di più verso l’insicurezza che è all’origine di ogni male e non ci fa apprezzare e godere di quanto già abbiamo.

Una realtà culturale ai minimi storici, in cui l’indignazione stessa finisce nel dimenticatoio, insieme all’indimenticabile per eccellenza.

La televisione, la radio, i giornali, i media dettano l’agenda guardando solamente al “Business”; una volta il tempo era “scandito” dal ricordo delle Ricorrenze religiose, civili, etc. dalla “Memoria” di avvenimenti che avevano visto protagonisti, (nella buona o cattiva sorte), i nostri Padri.

… e succede che una parte di “italiani”, una minoranza, provano fastidio al dover dare il “giusto” risalto alla Celebrazione del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

Spero che davanti a noi non ci sia una lunga notte buia e tempestosa ma l’alba di un nuovo Risorgimento.

… ha da passà a nuttata!

Feb 4, 2011 - opinioni    No Comments

Perché no ad una PATRIMONIALE?

Andamento debito pubblicoBisogna iniziare una volta per tutte a far diminuire il debito pubblico!…è necessario fare investimenti per rilanciare l’economia e l’occupazione! Chi ha grandi patrimoni deve contribuire prima di tutti! Una PATRIMONIALE in questo momento non possiamo escluderla a priori o saranno ancora i lavoratori, gli impiegati, gli insegnanti, i commercianti, gli artigiani, gli imprenditori, insomma tutti quelli che lavorano a pagare per poter fare investimenti e rilanciare l’economia! Meno tasse sul LAVORO e più tasse su FINANZA e PATRIMONI. Ci viene raccontato che se si applicano questo tipo di tasse “SCAPPANO” all’estero! Mi chiedo come faranno a portarsi all’estero, le ville, i castelli, i palazzi, le grandi tenute, se “SCAPPANO” ci lasciano tutto! I pochi ricchi detengono meta della ricchezza italiana; rischiano di perdere tutto se non rinunciano a qualcosa! La storia insegna; ciò che sta accadendo sull’altra sponda del mediterraneo sia di monito!

 

A chi fà paura la PATRIMONIALE?

Questo è il paese dove i guadagni di borsa e le stock options sono tassate al 12,5%, i salari sono colpiti il triplo. Ma lo scandalo sarebbe la patrimoniale…

Il debito pubblico italiano si aggira intorno ai 2000 miliardi di Euro, l’unica soluzione possibile potrebbe essere l’introduzione di prelievo sul patrimonio. Con la riduzione del 50% del debito pubblico si risparmierebbero circa 40 miliardi di interessi passivi annui. Che potrebbero essere impiegati in altro modo: per gli investimenti, per la ricerca, per la riduzione dell’Irpef, per ridurre le tasse che gravano sul mondo del LAVORO e rendere le “nostre” imprese” più competitivi nello scenario economico globalizzato.

La patrimoniale, piaccia o no, avrebbe invece oggi un grande valore in un paese dove le differenze e le ingiustizie sono enormi e si estendono sempre più. Un po’ di giustizia, un po’ di equità, magari un po’ di redistribuzione non sono la rivoluzione. Sarebbe un gesto politico coraggioso, di rottura certo. Questo è il paese dove i guadagni di borsa e le stock options sono tassate al 12,5% mentre sulle retribuzioni dei lavoratori grava un prelievo triplo e più, questo è il paese dove sono penalizzati i redditi del lavoro e dell’impresa mentre trionfa l’evasione fiscale e viene premiato chi fa rientrare i capitali illecitamente esportati all’estero. In questo contesto perché dovrebbe far paura la patrimoniale? Probabilmente solo gli evasori fiscali accaniti sarebbero preoccupati, ma loro sono abituati a scappare ci sono i fatti, poi c’è la propaganda.

I fatti. Il reddito delle famiglie italiane, dice l’Istat, è diminuito in un anno del 2,7 per cento. Le medie come si sa non rendono giustizia della realtà: alcune famiglie (pochissime) si sono arricchite, altre (poche) hanno mantenuto il livello, altre ancora (la maggioranza) si sono impoverite di molto più del 2,7 per cento. Il 10 per cento delle famiglie detiene in Italia il 50 per cento della ricchezza. Si calcola che gli evasori fiscali sottraggano allo Stato (dunque anche a quelle famiglie che perdono reddito) 50 miliardi di euro. Le stock options, le rendite finanziarie sono tassate al 12,5 per cento. Chi non dirige le aziende ma ci lavora vede il suo reddito tassato del triplo. Fatti inconfutabili.

Gen 14, 2011 - opinioni    No Comments

Farneticazioni o Ferneticazioni?

StemmaFarneticare: Scrivere a sproposito, dire cose assurde o senza senso; vaneggiare, delirare.

Ferneticare: Elaborazione che si fa nello stomaco e nell’intestino del noto liquido amaro e tonico, il quale si assimila e converte in nutrimento vitale.

Ho pensato a questo ieri sera, assistendo alla seduta del Consiglio Comunale.

Dopo le “polemiche” e “chiacchiere” siamo al “vaneggio”!

Il nostro “reticente” Sindaco rispondendo all’interpellanza de “L’Arca” sulla disciplina dei centri di raccolta differenziata dei rifiuti ha affermato ancora una volta che i Consiglieri Comunali, di maggioranza o minoranza che siano, oltre a fare le domande devono darsi le risposte.

Questa volta è stato “bravissimo” ha citato persino Gigi Marzullo, è riuscito a dire: “fatti una domanda e datti una risposta”.

Ripeto quando già scritto in altri precedenti post.

I Consiglieri Comunali di “maggioranza” o di “minoranza”, non parlano a titolo personale ma a nome dei propri elettori e le domande ed i quesiti che pongono sono nell’interesse dei Cittadini.

Le risposte dell’Amministrazione sono dovute non solo al Consigliere Comunale che pone l’interpellanza ma all’intera Cittadinanza.

Io ritengo poco “consono” l’atteggiamento che l’attuale Amministrazione Comunale tiene nel rispondere alle interpellanze o mozioni. Rispondere “infastiditi” o dare risposte “parziali” equivale a voler tenere lontano, non informata e partecipe la cittadinanza, a nascondere una “cattiva” amministrazione della cosa pubblica?

Io penso che tutti i Cittadini debbano essere messi nella condizione di conoscere e partecipare compiutamente al bene comune, l’obiettivo deve esse quello di garantire  la trasparenza in ogni atto dell’Amministrazione, questo a garanzia che l’interesse comune prevalga sul l’interesse privato.

PS: Dimenticavo; si è anche parlato di Celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia! Il Sindaco ha affermato che la situazione della “cassa” comunale non consente al momento di pensare a “fuochi pirotecnici tricolori” ma ci stà pensando. Di questo passo festeggeremo i 200 anni dell’unità di non so cosa. Di positivo vedo che per questa volta lo abbiamo scampata: nessuna menzione è stata fatta dell’ipotesi di un passaggio sopra Origgio delle Frecce Tricolori per celebrare l’Anniversario.

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