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Feb 1, 2012 - opinioni    No Comments

Se io fossi stato Sindaco?

imagesMolti risponderanno: meno male che non lo sei stato!

Il titolo è solo per avere lo spunto per un ragionamento che porti a chiarire alcuni dubbi che ho sul tema della gestione del Servizio Idrico Integrato. Questo post vuole essere una lettera aperta agli amici e compagni del Comitato del saronnese dell’Acqua Bene Comune. Comincio col ribadire che io non voglio difendere niente, sia se si tratta di difendere i partiti o le mie opinioni, voglio semplicemente capire cosa fare.

Facciamo l’ipotesi che uno di noi, del comitato, fosse Sindaco in uno dei Comuni della provincia di Varese, quali provvedimenti avremmo preso, senza rischiare una denuncia per abuso o omissione di atti d’ufficio, sul tema della gestione del SII?

Diamo per scontato che di alcune iniziative ne saremmo stati “promotori” anziché “interlocutori” ad esempio:

  1. Consiglio Comunale aperto per informare e dare voce ai cittadini e renderli partecipi alle decisioni sulla gestione del SII.
  2.  Modifica dello statuto comunale non in contrasto con la legislazione vigente ma per inserire principi universali in difesa dell’acqua e dei Beni Comuni.
  3. Approvazione  “mozione” per chiedere al Parlamento di approvare una legge sul SII, tenendo conto della proposta di legge d’iniziativa popolare e l’esito referendario del giugno 2011.
  4. Approvazione “mozione” per chiedere alla regione Lombardia la modifica della legge 21 che assegna alla Provincia il compito di gestire il SII, esautorando, di fatto, i sindaci.
  5. Attuazione dei “dettami” della legge regionale n° 21 del 2010 per conferire le attività del servizio idrico o il ramo d’azienda alla società di prossima costituzione, la Varese Acque. Certo lo avremmo fatto facendo sentire la nostra contrarietà ma adempiendo ad ogni obligo di legge.

L’obiezione a questo ragionamento può essere che poco o niente è stato fatto di tutto questo! La domanda che io mi faccio, è se noi siamo sempre stati “concreti”, se gli obiettivi perseguiti erano e sono realizzabili o forse non erano nelle nostre  “disponibilità” e nemmeno in quelle degli interlocutori che noi abbiamo “privilegiato” (Amministrazione di Saronno, PD di Saronno).

Ripeto, a mio parere sono stati sottovalutati alcuni aspetti:

  1. L’interpretazione del risultato referendario, dato dai promotori, è “forzato” oltre misura. I 27 milioni d’italiani si sono pronunciati per cancellare norme che obbligavano alla privatizzazione del SII. Affermare che la maggioranza degli italiani è per la gestione totalmente pubblica del SII è una forzatura che non tiene conto di tante variabili che hanno concorso a quel risultato. È stata la vittoria di Pirro! L’esito del referendum con la cancellazione dell’obbligo di privatizzare è stato una sorte di decreto che ha liberalizzato la gestione del SII, togliendo ogni vincolo. Per queste ragioni io affermo che l’obbiettivo e la piattaforma rivendicativa e mobilitazione dei comitati dovevano mettere al centro una nuova legge Nazionale sul SII. Tutte le manifestazioni, nazionali e locali, dovevano rivendicare e avere quest’obiettivo.
  2. Lo stesso ragionamento vale per la legge regionale 21 del 2010, varata dal centrodestra che governa la Lombardia. Con una scelta arbitraria e poco comprensibile, la legge fa coincidere gli Ambiti Territoriali Ottimali con i confini delle province, (ente in fase di superamento: abolizione delle province avviata dal Governo Monti). Meglio sarebbe stato individuare dei “sub-ambiti” omogenei, per affidarne poi la gestione ad un unico soggetto. Su questo è necessario una forte mobilitazione per indurre il Consiglio regionale a modificare la legge 21 e ridare titolarità e competenze ai Sindaci; modifica, tanto più necessaria dopo la cancellazione di alcune parti dalla Corte Costituzionale.

Alla luce di queste considerazioni ha senso, per un’Amministrazione Comunale, costituire una società di diritto pubblico, per gestire il Servizio Idrico Integrato,  se poi al più tardi entro fine 2012, gli attuali gestori dovranno conferire le attività del servizio idrico, o il ramo d’azienda interessato, assieme al personale, ad una società di prossima costituzione, la Varese Acque. Non ci sarebbe spreco di denaro pubblico?

Può l’Amministrazione Comunale rifiutarsi di conferire le attività del SII alla società Varese Acqua? Il sindaco non rischia una denuncia per omissioni d’atti d’ufficio o commissariamento?

Non ho risposte! Ho qualche dubbio ed una sola certezza: le leggi e le regole vanno rispettate sempre e comunque! Le leggi, le regole, se si ha il “potere” per cambiarle si cambiano, altrimenti ci si “batte” per farle cambiare.

Se le cose non stanno cosi, allora non ho capito niente e come me molti degli italiani che nel giugno 2010 hanno votato SI per abrogare l’obbligo di privatizzare il Servizio Idrico Integrato.

Gen 26, 2012 - opinioni    No Comments

Un Consiglio Comunale aperto ad Origgio?

… ma quando mai!

Punto di vistaSono passati due mesi da quando il Consiglio Comunale, discutendo la mozione del gruppo consiliare “Insieme per Origgio” in merito alla situazione occupazionale sul territorio, all’unanimità, ha preso l’impegno: “che l’Amministrazione valuti inoltre l’opportunità di convocare un Consiglio comunale aperto per dare pubblica voce alle rappresentanze delle aziende e dei lavoratori o anche ai singoli cittadini che sono stati coinvolti in situazioni di crisi occupazionali nell’ultimo periodo”, come riportato al punto quattro della mozione.  Come succede quasi sempre in questi casi dai buoni intendi o promesse non si passa alla fase attuativa e alla concretezza. Voglio precisare che essere concreti non è necessario trovare e dare subito la soluzione ma avviare un percorso serio che apra una prospettiva ed individua delle opportunità anche sul lungo termine. Ora quale può essere l’utilità o lo scopo di un Consiglio Comunale aperto? Intanto è uno strumento di democrazia per dare voce e una più ampia platea a quanti non hanno un palco per far sentire le loro problematiche o segnalare il proprio disagio. Un Consiglio Comunale aperto anche per dare solidarietà a quanti in questo lungo periodo di crisi perdono insieme al posto di lavoro anche tutte le aspettative per un futuro più a misura d’uomo. Un Consiglio Comunale aperto per dare voce ai giovani, alle donne che vivono ai margini di questo mondo. Un Consiglio Comunale aperto che abbia l’ambizione di coinvolgere i cittadini e di far partecipare un gran numero di soggetti necessita di preparazione e capacità organizzative; qualità che mai ho avuto modo di vedere nell’azione dell’attuale Amministrazione comunale.

Assenza di qualità e la mancanza di volontà porteranno a far naufragare l’iniziativa del Consiglio Comunale aperto e a chiudere ogni prospettiva o progetto aperto al contributo dei cittadini.

Mi domando se non sarebbe più onesto dichiararlo apertamente, e dire che si ha in mente un’amministrazione della cosa pubblica senza la partecipazione ed il consenso dei cittadini se non chiedere al momento delle elezioni una delega su programmi o libri dei sogni il più delle volte non rispondenti alla realtà. Si dica apertamente che a Origgio, e non solo, si vuole un paese d’individui, facilmente ricattabili, senza politica e senza partecipazione, senza gente che ci mette la faccia e che si possa sentire protagonista di un vivere collettivo.

Gen 12, 2012 - opinioni    No Comments

Un regolamento per il centro urbano.

images (1)Leggo sul periodico Origgio, n°1 dicembre 2011, la lettera del sindaco Panzeri dove tra un convenevole e un augurio di buone feste afferma: «[…] Mi capita di vedere le fotografie di Origgio com’era cinquant’anni fa, le paragono al paese di oggi e rimango ammirato per la differenza. Basta passeggiare per le strade e ammirare le case, ordinate e belle, che quasi ogni famiglia ha edificato, per sé e per la propria discendenza. […]».

… non capisco da dove, il nostro signor Sindaco, ricava gli elementi per arrivare a queste conclusioni. Credo di non sbagliare se affermo che qualunque cittadino che si muove per le strade di Origgio ha una percezione differente da quanto scritto dal Sindaco Panzeri, a “passeggiare” per la centrale via Dante il rischio di un qualche “incidente” è notevolmente elevato. Inoltre il degrado e la fatiscenza presente nella gran parte dei cortili sono contemporaneamente un pericolo, strutture non sempre realizzate ad arte, e una risorsa, il loro recupero otterrebbe tre effetti entrambi positivi.

1. Si recuperano spazi abitativi senza rubare al verde, all’agricoltura e fermare il consumo del territorio.

2. Si aumenta la densità abitativa del centro con i relativi vantaggi alla mobilità sostenibile, maggiore vitalità con i benefici al commercio locale e alla sicurezza.

3. Un terzo vantaggio, tutto estetico, è la conseguenza del rinnovamento che comporterà un’uniformità nelle finiture.

Per ottenere questi risultati è necessario che l’Amministrazione comunale svolga un ruolo attivo: d’indirizzo (capitolato/regolamento), di stimolo (creazione di un fondo per aiutare quei proprietari che non hanno disponibilità finanziarie immediate per ridare la facciata), coercitivo (obbligare i proprietari della messa io sicurezza dell’edificio). I fondi per queste operazioni sarebbero da ricavare da una diversa modulazione e calcolo degli oneri d’urbanizzazione, favorendo il recupero e restauro nel centro urbano e penalizzando le costruzioni su nuove aree e periferiche.

Una maggiore densità abitativa nel centro urbano e l’arresto del consumo del territorio sono i due obiettivi da perseguire in un progetto urbanistico sostenibile.

Dic 5, 2011 - opinioni    No Comments

Il Paradosso di Achille e la tartaruga.

Punto di vistaIl Paradosso di Achille e la tartaruga – uno dei paradossi più famosi di Zenone di Elea ( 489 a.C. – 431 a.C.)  – afferma che se Achille (detto “pie’ veloce”) venisse sfidato da una tartaruga nella corsa e concedesse alla tartaruga un piede di vantaggio, egli non riuscirebbe mai a raggiungerla, dato che Achille dovrebbe prima raggiungere la posizione occupata precedentemente dalla tartaruga che, nel frattempo, sarà avanzata raggiungendo una nuova posizione che la farà essere ancora in vantaggio; quando poi Achille raggiungerà quella posizione nuovamente la tartaruga sarà avanzata precedendolo ancora. Questo stesso discorso si può ripetere per tutte le posizioni successivamente occupate dalla tartaruga e così la distanza tra Achille e la lenta tartaruga pur riducendosi verso l’infinitamente piccolo non arriverà mai ad essere pari a zero.

Ora rischio di stare io dentro paradosso, possiamo chiamarlo Michele e la pensione, più mi avvicino al traguardo e più la corsa è allungata spostando la linea d’arrivo. Ho iniziato a lavorare il 5 maggio 1970 e valutando il mio iter lavorativo avrei terminato nel 2005 dopo 35 anni di lavoro. Sono nato il 28 settembre del 1954 e quindi sono entrato in fabbrica a 15,5 anni circa e ne sarei uscito a quasi 51 anni. Niente da recriminare, avevo davanti a me una bella prospettiva e quanto ancor giovane fossi andato in pensione avrei avuto molto tempo da impegnare, in politica, nella società, nella cultura, etc. Per non fare lo stesso lavoro per tutta la vita, ho iniziato lavorando in officina sulle macchine utensili, ho frequentato le scuole serali, tre anni che sicuramente mi non ammettevano distrazioni, ma devo dire che mi sono stati utili. Un bel giorno del 1995 arriva il Governo Dini e di un botto mi ha detto che dovevo lavorare 5 anni in più, avevo maturato circa 24 anni di anzianità, si è parlato di lavoratori precoci o lavori usuranti, ma di questo io non ho avuto riscontro. Comincio a fare calcoli più precisi e mi accorgo che le 2080 settimane per raggiungere 40 anni di anzianità coincidono con la prima settimana del gennaio 2011. Niente di male, sono giovane e mi piace lavorare, anzi con la professionalità acquisita ottengo qualche soddisfazione in più, andare in pensione a 56,5 anni non è poi tanto male, considerando l’incremento della speranza di vita di tempo per godermi la pensione ne avevo ancora tanto davanti a me. Inizia il giochetto delle finestre d’uscita dal lavoro ed iniziano i primi dolori. I 40 anni di anzianità, come scritto, si completano il 10 gennaio 2011 e questa singola settimana mi fa slittare la mia uscita alla prima finestra utile dopo il compimento del 57 anno e cioè il 1 ottobre del 2011. Nell’agosto del 2008 la società in cui lavoravo ha pensato di mettermi in mobilità. Ho svolto per 18 mesi un Lavoro Socialmente Utile presso gli uffici comunali; ho svolto l’incarico molto volentieri ed avrei continuato a farlo, senza ricevere nessun compenso o rimborso spese. Nel frattempo scopro che l’uscita al 1 di ottobre 2011 è limitato a solo 10000 unità, quindi se non avrò la fortuna di rientrarci, la mia finestra d’uscita diventa dal 1 febbraio 2012, (finestra mobile di 12 mesi istituita dal governo Berlusconi). Oggi il nuovo governo guidato da Monti con la riforma delle pensioni ha portato le pensioni d’anzianità degli uomini a 42 anni più un mese  e scatterà una penalizzazione del 3% per ogni anno di età prima dei 62 anni, non ho sentito parlare di lavoratori precoci o lavori usuranti, il problema si vuole rimuoverlo; con questo calcolo io maturerò il requisito il 1 marzo 2013.

Come ci arrivo?

In tutto l’attuale dibattito sulla “riforma” (tagli) delle pensioni si parla poco o niente di Pensione Complementare, istituite allo scopo di garantire prestazioni pensionistiche aggiuntive rispetto a quelle erogate dagli enti previdenziali obbligatori. Io non ho avuto il tempo per maturare un assegno minimo di “pensione integrativa”, per maturarlo era necessario fare versamenti per almeno 15 anni, ed io questo tempo non lo avuto. Quindi se la mia pensione sarà calcolata con sistema contributivo pro rata subirò una penalizzazione a cui non ho potuto porre rimedio con una pensione complementare.

Conclusioni; se io ero ancora impiegato in azienda non avrei nessun problema a continuare a lavorare; unico mio problema è che se non sarò fortunato e non rientrerò nei 10000 io non so cosa mi aspetta e sicuramente sono penalizzato molto rispetto a chi ha maturato i 40 anni di anzianità una settimana prima, il 31-12-2010 anziché il 10-01-2011 del mio caso.

È vero ai giovani gli è stato rubato il futuro ed è necessario rimediare, ma è vero anche che il mio tempo è “suonato”, davanti a me non c’è futuro, vorrei almeno qualche certezza.

… e non mi dite che ho vissuto al di sopra dei propri mezzi, che il debito pubblico ho contribuito io a crearlo dilapidando e scialacquando ogni ricchezza.

NON È VERO!

Nov 30, 2011 - opinioni    No Comments

Non risposte dovute, ma “deposizioni” spontanee.

imagesFatto alquanto eccezionale, in otto giorni due sedute del Consiglio Comunale: lunedì 21 novembre 2011  e lunedì 28 novembre 2011. Alcuni temi sono stati comuni alle due adunate, per il semplice motivo che la seduta del 21 trattava solamente interrogazioni su vari temi. Quasitutte le risposte alle interrogazioni da parte dell’Amministrazione sono state evasive e a mio parere poco convincenti; le risposte erano piene di nulla! Quanto affermato corrisponde al vero ed è stato confermato nel giro di pochi giorni. Due esempi:

  1. Scuola materna: “DESTINAZIONE CONTRIBUTO STRAORDINARIO ALL’ASILO “SAN CARLO BORROMEO”; nel Consiglio Comunale del 21 non c’era niente di nuovo, si valutava un progetto per impiegare i quattrocentomila e rotti Euro già stanziati. Nel Consiglio Comunale del 28 la cifra si raddoppia, ottocentomila e rotti quasi novecento, a fronte di progetti in fase di formazione.
  2. Origgio Ovest: STATO DI REALIZZAZIONE DELLO SVINCOLO “ORIGGIO OVEST”; nel Consiglio Comunale del 21 si affermava che non c’era ancora niente di certo che tutto fosse ancora in alto mare. Sulla “Prealpina” di sabato 26 si legge:”Lo svincolo si allarga. Via libera alla rotonda esterna all’A8, l’uscita di Origgio Ovest quadruplicherà Origgio – Cambierà volto lo svincolo di Origgio Ovest sull’A8: l’Anas ha infatti approvato il progetto per la realizzazione di una rotonda esterna all’autostrada in cui confluiranno le due entrate e le due uscite verso Milano e verso Varese oltre alle bretelle di collegamento con la Saronnese e con il Sempione. Ancora non si sa in quali tempi l’opera andrà in porto, ma certo l’attuale svincolo (una sola rampa di uscita verso Varese) sarà ampiamente superato. Il sì dell’Anas è stato reso di pubblico dominio dal sindaco Luca Panzeri dopo un colloquio con l’assessore regionale alla mobilità Raffaele Cattaneo. «L’opera a noi non costerà un centesimo – ha concluso Panzeri – la pagheranno la Regione e i Comuni di Parabiago e Cerro Maggiore”.

Una domanda sorge spontanea, cosa serve fare domande a questa Amministrazione se si ottengono solo risposte “evasive”?

Nov 30, 2011 - opinioni    No Comments

Come si affronta la crisi ad Origgio?

StemmaNon voglio fare un resoconto dettagliato della seduta del Consiglio Comunale di Lunedì 28 novembre 2011, voglio qui segnalare alcune “criticità” che ho visto e di cui voglio rendere partecipi quanti seguono il mio blog “ERRANDO,ERRANDO.”. Intanto segnalo lo scarso “impegno” dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Panzeri, nel pubblicizzare gli incontri istituzionali con i cittadini, (Consigli Comunali, incontri pubblici, etc. vedere post precedenti), tutto viene ricondotto ad un rapporto privato tra il Sindaco ed il singolo Cittadino. Nonostante tutto ciò dato i temi in discussione la serata ha visto una folta presenza di pubblico; la partecipazione dei lavoratori della Sanofi-Aventis è stata notevole in quanto il primo punto all’O.d.G. trattava della loro situazione di crisi. La mozione in discussione, presentata dal gruppo “Insieme per Origgio”, muovendo dalla situazione critica creatasi alla Sanofi-Aventis di Origgio cercava di impegnare l’Amministrazione comunale ad un maggior dinamismo. Il voto finale, unanime, è il riconoscimento di una situazione economica ed occupazionale che si va aggravando e che occorre “monitorare” adeguatamente. Due le iniziative proposte ed emerse nella discussione della mozione che io voglio sottolineare:

  1. Nell’immediato è necessario che l’Amministrazioni valuti e convochi un Consiglio comunale aperto per dare pubblica voce alle rappresentanze delle aziende e dei lavoratori o anche ai singoli cittadini che sempre più sono coinvolti in situazioni di crisi occupazionali e problematiche economiche.
  2. Si ritiene più che mai necessaria e urgente la formazione di una commissione ad hoc che si occupi di conoscere la situazione occupazionale del nostro territorio e in concerto con le parti sociali (aziende e lavoratori), ricercare e favorire soluzioni possibili per le diverse situazioni. Il sindaco Panzeri nel suo “programma elettorale” annunciava l’istituzione di una “Commissione Anticrisi”, ma l’insediamento di questo “strumento” ancora non ha trovato accoglienza dall’attuale Amministrazione che da 18 mesi è a dirigere il comune di Origgio.

È corretto dare seguito alle proposte contenute nei programmi elettorali dei candidati Sindaci. È necessario che i Cittadini, “tutti”, siano edotti dei problemi del paese con una informazione puntuale e completa e vengano continuamente coinvolti nelle scelte di governo della collettività.

Nov 29, 2011 - opinioni    No Comments

Passaparola.

dubbio-1Ieri; sono stato tutto il giorno incerto! Un dubbio “amletico” mi ha accompagnato per l’intera giornata: il Consiglio Comunale ci sarà o non ci sarà?

Sul sito del comune risulta che il Consiglio Comunale è convocato per lunedì 28 novembre 2011. I manifesti affissi sui muri del paese sono ancora quelli della convocazione della seduta di lunedì 21 novembre. Finalmente arriva sera e mi reco in Municipio per avere finalmente qualche certezza. La sala del Consiglio è piena ci saranno una quarantina di persone, qualcuno dei soliti abitudinari manca, il “PASSAPAROLA” con cui, d’ora in avanti, ipotizzo saranno convocate le prossime riunioni, ha funzionato parzialmente.

Sull’informazione e il coinvolgimento dei cittadini questa Amministrazione è insufficiente.

Nov 29, 2011 - opinioni    No Comments

Origgio: espropriazioni provinciali, il Sindaco aspetta!

referendum_acqua copiaIl comune di Origgio viene espropriato delle competenze sulla gestione del Servizio Idrico Integrato e l’Amministrazione comunale non ha niente da dire o fare. Il sindaco Luca Panzeri, nel Consiglio Comunale del 28 novembre 2011, rispondendo all’interrogazione presentata dal gruppo ”Insieme per Origgio” afferma che in un quadro alquanto incerto aspetta le decisioni degli organi superiori, (Provincia, Regione, Governo nazionale, etc.). Non sono valse a nulla le sollecitazioni che il comitato Acqua Bene Comune del saronnese ha fatto nei mesi successivi all’esito del referendum sull’acqua del giugno scorso, scrivendo diverse volte al sindaco Panzeri, in cui si chiedeva una presa di posizione per:

·         Salvaguardare la titolarità dei Comuni nel governo dei servizi idrici, prevedendo forme di partecipazione della cittadinanza alle scelte sulla gestione dell’acqua, chiedendo la modifica della legge regionale, (bocciata in parte dalla Corte Costituzionale) per mantenere la titolarità del servizio idrico in capo ai Sindaci, che invece la legge regionale espropria per consegnare il potere di scelta alle Province.

  • L’adozione delle necessarie modifiche statutarie per la “salvaguardia” del bene comune acqua quale “servizio di interesse pubblico generale privo di rilevanza economica” e della sua gestione al di fuori del mercato e della concorrenza secondo principi di equità e solidarietà, attraverso soggetti di diritto pubblico e partecipati dalla cittadinanza;
  • Iniziare la costruzione di un percorso, per la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini/utenti nella gestione del Servizio Idrico Integrato con un dibattito trasparente e partecipativo, attraverso la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, in merito alla riorganizzazione in essere del servizio idrico integrato e le sue ripercussioni a livello locale.

Quando il nostro “reticente” Sindaco si degnerà a dare una risposta concreta ai cittadini di Origgio e si adopererà per dare attuazione allo spirito referendario uscito dalle urne il 12 e 13 giugno 2011?

Nov 24, 2011 - opinioni    No Comments

Pressapochismo.

StemmaLunedì 21 novembre 2011, per la precisione, si è svolta una seduta del Consiglio Comunale alquanto “artefatta”.

Non ci ho capito molto! Questo, però, è un mio problema!

…. certamente il clima “surreale” di cogestione della serata mi ha procurato un certo “sconcerto”.

Il nuovo regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, fresco di approvazione, ha mostrato i suoi limiti ed incongruenze, nell’immediato, il rimedio è stato, non quello di procedere a correggere ed integrare il regolamento, ma di celarne “una” delle sue lacune.

Il “REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ORIGGIOapprovato dal Consiglio Comunale con la deliberazione n. 44 del 28/9/2011 all’Art. 19 al quarto comma recita: “Il Sindaco, accertato che l’interrogazione corrisponde, per il suo contenuto, a quanto previsto dal precedente comma 2, dispone:

a) se deve essere data risposta scritta, di provvedere entro trenta giorni dal ricevimento;

b) se deve essere data risposta orale, che venga iscritta all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio, se possibile, e comunque non oltre il termine di trenta giorni dal ricevimento.

Se ne deduce che le interrogazioni con risposta scritta non passano dal Consiglio Comunale, rimane una corrispondenza privata tra il Consigliere ed il Sindaco, con la conseguenza che nulla rimane agli atti del Consiglio Comunale.

Questo è una grossa lacuna a cui bisogna porre rimedio.

Da queste considerazioni ne deduco che le otto interrogazioni, presentate dal gruppo “Insieme per Origgio” a cui si chiedeva risposta scritta, non dovevano passare dal Consiglio Comunale e visto che la seduta trattava solo queste interrogazioni, l’adunata del consiglio non si doveva nemmeno indirla. Approntare un “teatrino” ad ok, credo non possa considerarsi un buon rimedio al “pressapochismo” imperante. Queste “sviste” sono frutto dell’autosufficienza e autoreferenza insita nella “maggioranza” che governa Origgio che nel gestire la cosa pubblica non cerca il coinvolgimento dei Cittadini e non mobilità tutte le risorse presenti nel paese. Trasparenza e Partecipazione sono pilastri della Democrazia e sono un “argine” alla cattiva amministrazione della cosa pubblica.

Nov 18, 2011 - opinioni    No Comments

Origgio: Quale gestione del servizio idrico integrato?

Fiore_innaffIl gruppo Consigliare “Insieme per Origgio” ha presentato una interrogazione per conoscere i: PROVVEDIMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE A SEGUITO DEL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 

L’Amministrazione comunale, dovrebbe iniziare la sua “risposta” all’interrogazione partendo dagli impegni, presi un anno fa, quando nel Consiglio Comunale del 29 novembre 2010, nel corso della discussione, la mozione in difesa dell’acqua, quale bene comune, la maggioranza, in contrapposizione ai gruppi di minoranza, (Arca, Insieme per Origgio), aveva assunto alcuni impegni. Impegni assunti da: (Lega Nord per l’indipendenza della padania, PdL, UdC), nella certezza che il referendum non avrebbe avuto successo.

Oggi il “clima” è diverso:

  • Ricordo a quanti leggeranno questo post, che nel giugno 2011 oltre il 60 % (3641) dei cittadini di Origgio hanno partecipato alla consultazione e hanno votato Si il 93,19% (3393) all’abrogazione della legge che imponeva la privatizzazione del servizio idrico, chiedendone che il bene comune qual è l’acqua fosse sottratto alla logica del mercato e assicurarne la disponibilità a tutti i cittadini.
  • Chiedo all’Amministrazione, come di cittadino di Origgio, l’impegno a rispettare i risultati della consultazione referendaria e dare al Servizio Idrico Integrato una gestione pubblica e trasparente con il coinvolgimento della cittadinanza.

 

Il COMITATO del Saronnese per L’ACQUA BENE COMUNE, (cittadini di Origgio, insieme al Comitato), negli scorsi mesi hanno avanzato varie richieste che a oggi sono “inevase” non perche non accolte o respinte ma perche non è stata data nessuna risposta. Oggi, in attesa di una nuova legge nazionale che regoli in modo inequivocabile il settore, per rispettare lo spirito referendario sarebbe corretto non compiere passi verso la cessione a privati del SII. L’Amministrazione Comunale non avendo un quadro normativo di riferimento ed esautorata dalla L.R. 21/2010 che affida alla Provincia il ruolo principale nella gestione del SII ha un campo d’azione molto limitato.

Premesso tutto ciò, ci sono in campo varie iniziative. Io alcune le condivido pienamente e mi associo al coro richiedendo agli Amministratori locali di attivarsi per:

  • L’adozione delle necessarie modifiche statutarie per la “salvaguardia” del bene comune acqua quale “servizio di interesse pubblico generale privo di rilevanza economica” e della sua gestione al di fuori del mercato e della concorrenza secondo principi di equità e solidarietà, attraverso soggetti di diritto pubblico e partecipati dalla cittadinanza;
  • Richiedere al CONSIGLIO della Regione Lombardia di modificare la Legge Regionale n. 26/2003 (così come modificata dalla L.R. 21/2010) per la parte riguardante i servizi idrici, che nel testo vigente prevede l’esproprio delle competenze dei Comuni (attraverso la soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale – A.ATO) e la privatizzazione dell’acqua (poiché contiene ancora i riferimenti al Decreto Ronchi, abrogato dal Referendum nazionale, che obbligava a cedere ai privati la gestione dei servizi idrici);
  •  Chiedere al nuovo Governo, presieduto dal Senatore Mario Monti, che si muova nella direzione della volontà popolare legiferando nel rispetto dei principi ispiratori dei referendum; quegli stessi principi che sono contenuti nel testo della legge d’iniziativa popolare che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha depositato in Parlamento nel 2007 con il sostegno di oltre 400.000 firme; quegli stessi principi sanciti dall’Art. 43 della Costituzione Italiana.
  • Iniziare la costruzione di un percorso, per la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini/utenti nella gestione del SII con un dibattito trasparente e partecipativo, attraverso la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, in merito alla riorganizzazione in essere del servizio idrico integrato e le sue ripercussioni a livello locale.

La mia preoccupazione è che senza l’approvazione di una legge Nazionale e senza le modifiche alla legge Regionale, il rischio che si corre è che la gestione del Servizio Idrico Integrato, in tutta l’Italia e soprattutto in Lombardia, finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto senza nessuna garanzia sulla qualità dell’acqua.

Questo, sarebbe l’ennesimo tradimento della volontà, del popolo italiano, espressa con il voto il 12 e 13 giugno 2011.