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Dic 14, 2018 - opinioni, Politica    No Comments

“Contro gli indifferenti”

antonio-gramsciNel 1917 Antonio Gramsci pubblicava una rivista cui diede un titolo evocativo, civile e poetico: “La città futura”. In quella rivista era contenuto, fra gli altri, uno scritto che giunge fino a noi con i toni laicamente epici di un grande manifesto politico e morale: “Contro gli indifferenti.”
“Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città.
Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, E’ la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica.
L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.
E’ la fatalità; e ciò su cui non si può contare; e ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza» e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non e tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non e altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo.
Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che e successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano cosi la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi da noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l’attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”
11 febbraio 1917

*Antonio Gramsci, uomo politico e pensatore
nome completo, Antonio Sebastiano Francesco Gramsci
(Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937)

Ott 27, 2018 - Politica    No Comments

SENTI CHI PARLA!

“Di solito accetto senza problemi le chiacchiere di tutti e senza problemi le lascio perdere.”
Non bastava il “delirio” a mezzo stampa?
… da “il Notiziario” di venerdì 19 ottobre 2018.
Da "il Notiziario" di venerdì 19 ottobre 2018
Anche la seduta del Consiglio Comunale del  24 ottobre 2018 ha avuto un suo preambolo con la discussione animosa tra “fascisti” e “antifascisti”.
Sul sito comunale si può ascoltare la discussione avvenuta nel Consiglio Comunale in data 24 ottobre 2018
http://www.comune.origgio.va.it/files/Consiglio_24_10_2018.MP3

Non ho capito quale sia stato ciò che ha “irritato” il forzanovista! Sono stati i due post che ho commentato e condiviso su facebook ? Di seguito sono riportati link e contenuti.
È stata la frase  contenuta nel commento al manifesto di FN:“Le teste quadre di FN si sentono soli?”.

Non ho capito perché avrebbe dovuto essere il capogruppo di Origgio Democratica a chiedere scusa; … e che ci azzecca la pagina su facebook “ XOriggio”. Si tratta di commenti e post su una bacheca “privata”.
Io mi sono fatto l’idea che il forzanovista non abbia letto tutti i contenuti del post o in subordine non ne ha capito il senso, a mio parere non ha colto il significato compiuto degli scritti in oggetto. Questo secondo me era un ottimo motivo per star zitto.
Ma questo è chiedere troppo a un forzanovista! Persone che utilizzano la loro presenza per intimidire e minacciare, quali altri argomenti hanno a disposizione.

Erano una decina le teste “inquadrate” e “schierate” tra il pubblico che assisteva alla seduta del Consiglio Comunale, in attesa che il loro referente abbozzasse una richiesta di scuse, un “filippica” sul nulla. Il Sindaco poteva gestire meglio la situazione, richiedendo la presenza della Forza pubblica, ad evitare il “teatrino” finale con intervento e interruzione della seduta da parte dei  forzanovisti prima che abbandonassero l’aula. Scorretto è stato affrontare una questione, riguardante un privato cittadino, in una seduta del Consiglio Comunale dove il diritto ad intervenire è riservato soltanto agli eletti in Consiglio e ad esperti qualora convocati.

Sul sito comunale è disponibile la registrazione della seduta e ognuno può farsene un’opinione. Certamente ai presenti in aula è sfuggito e a chi ascolterà la registrazione sfuggirà il contenuto della “sparata” forzanovista.  Per una corretta e completa documentazione, di seguito, sono riportati i post che hanno scatenato questa discussione e l’assurda richiesta che un Antifascista chieda scusa a un fascista!

Il post, su facebook, che ha fatto indignare il forzanovista:

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” Ma fare figli perché? Per farli emigrare all’estero? Per metterli a disposizione, sfruttare da un capitalismo senz’anima! Un tempo il Padrone qualche briciola faceva cadere, oggi raccoglie anche le briciole, anche lui schiavo o complice della finanza, della speculazione!
Le teste quadre di FN si sentono soli?
Ignoranti, razzisti, fascisti ce ne sono sempre troppi!

 

https://www.facebook.com/m.fumet/posts/10214549787033212

Il secondo post che ha fatto indignare il forzanovista; a secondo dell’APP utilizzata varia leggermente la visione dei contenuti.
https://www.facebook.com/m.fumet/posts/10214543978928013

Nuova immagine

Seguire link per consultare il contenuto integrale dell’articolo condiviso
http://www.forlitoday.it/cronaca/ronde-forza-nuova-passeggiate-sicurezza-indagati.html?fbclid=IwAR0g-3ANTWEdlVC3WB24yLTpOEmSxrNi_y7H2bO1eYBvv6cXhyGlVC5hPfg

P.S. P.S. carrellata di immagini e commenti dal passato, difficile da cancellare, postate su facebook, dalla persona ritenutasi offesa:

buonisti

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Mag 20, 2015 - opinioni, Politica    No Comments

CHI SONO, PERCHÉ MI CANDIDO.

Nigro MicheleMi presento:

“Ciao a tutti. Sono Michele Nigro, ho 60 anni e vivo a Origgio da 30 anni.

Sono nato a Laterza, in provincia di Taranto,  dove ho vissuto fino a 14 anni. Nel ottobre del 1968 sono arrivato a Milano e per diciotto mesi ho frequentato un corso di addestramento professionale. Ho cominciato a lavorare nel maggio del 1970. Ho completato il ciclo scolastico, diploma di disegno meccanico, frequentando le scuole serali, questo mi ha fornito gli elementi utili per acquisire professionalità e permettermi di svolgere mansioni sempre più qualificate; per ultimo ho lavorato, presso una nota multinazionale statunitense,  come Progettista e Assistente Clienti nel settore dei serramenti e facciate continue in alluminio. Sono pensionato dall’ottobre del 2011.

Ho sempre seguito le vicende politiche, sia nazionali che locali; mi sono impegnato perché credo sia bello far parte di una comunità. Ho vissuto a Parabiago dal 1971 al 1985; per dieci anni ho fatto politica e per tre anni sono stato Consigliere Comunale; dal 1980 al 1984 ho ricoperto il ruolo di Segretario del circolo del Partito Comunista Italiano di Parabiago.

Dopo un lungo periodo, in cui l’impegno professionale è stato prevalente, ho ripreso ad occuparmi di Politica con maggiore energia; dal 2013 sono Segretario del circolo di Origgio del Partito Democratico. Sono presente sui social con una pagina su Facebook XOriggio e un blog XOriggio dove riporto il mio punto di vista sui vari temi di attualità; inoltre sul blog errando,errando tratto argomenti che riguardano la sfera più intima, il mio privato senza scadere nel personalismo.

Sono sempre stato iscritto al sindacato, FIOM quando lavoravo, SPI ora che sono pensionato.

Sono iscritto all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia; sono antifascista!

Da quando seguo, 2009, regolamentare le vicende politiche di Origgio, oltre che aver seguito quanto fatto dall’Amministrazione uscente, (non voglio dare un giudizio, saranno i cittadini con il loro voto a darlo il 31 maggio), segnalo alcuni fatti a cui ritengo aver dato un contributo di sensibilizzazione importante.

Nel 2011 sono stato tra gli attivisti di Origgio che hanno sostenuto il referendum contro la privatizzazione dell’Acqua. Sono stato tra i primi a chiedere di realizzare, anche ad Origgio, la “Casa dell’Acqua”.  Sono tanti gli anni che chiediamo di rivedere la viabilità del centro di Origgio: senso unico in via Dante, 30 Km/h, etc. nessuno degli Amministratori passati/attuali ha messo mano a questo problema. La Piazza dell’Immacolata finalmente non ha più il muro di lamiere che la rendevano la più brutta del circondario, ma ancora non si capisce perché non si riesce a completare la villa Borletti e dotare Origgio di un centro urbano rigenerato, arredato per essere meglio usufruito dai cittadini.

Nel 2014 ho promosso una petizione per chiedere al Comune di Origgio di predisporre delle aree dedicate ai cani; sono state raccolte oltre 250 firme, il risultato di investire e sensibilizzare gli Amministratori  su questo tema è stato raggiunto. Una piccola area è già stata recintata e dedicata ai cani, anche se ci sono ancora alcuni interventi da fare per renderla veramente utile allo scopo.

Mi propongo di dare il mio contributo a riformare il modo di amministrare Origgio, aprendo ai cittadini e alle realtà produttive e associative operanti sul territorio mediante l’istituzione di consulte e commissioni comunali capaci di coinvolgere i cittadini nelle scelte decisionali.

La democrazia partecipativa è ormai parte integrante del modello europeo di società. Il Trattato di Lisbona sancisce la complementarità tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa. Conferisce ai cittadini «il diritto di partecipare alla vita democratica dell’Unione», e, precisando che «le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini».

Queste sono le motivazioni che mi hanno portato a candidarmi al Consiglio Comunale di Origgio nella lista “Origgio Democratica” e sostenere il candidato Sindaco Domenico Ambrosini.

Responsabilità, Trasparenza e Partecipazione sono i principi che mi guideranno.

… mi sono preso le mie responsabilità per dare il migliore contributo possibile; voglio contribuire a rendere Origgio più viva, più bella, più attenta, più dinamica e sono fermamente convinto che per raggiungere questi ambiziosi obiettivi ci voglia tanto impegno, cuore e cervello più che risorse economiche.

Quindi tutti insieme con Domenico Ambrosini sindaco per Origgio!

Scarica il pdf del Programma elettorale 2015-2020 di Origgio Democratica.

Nigro Michele

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