Ott 18, 2011 - opinioni    No Comments

Diseredati.

I numeri della povertà.

manifestazionefiom8 milioni 272 mila

Gli italiani in situazione di povertà relativa nel 2010.

7 810 000 (nel 2009)

13,8% Sull’intera popolazione 13,1% (nel 2009)

3 milioni 129 mila I poveri assoluti (il 5,2% degli italiani)

Le persone impoverite in caduta verso condizioni peggiori secondo i dati Eurostat sono pari al 25% della popolazione.

Il 50% delle pensioni INPS 2010 era costituito da assegni mensili sotto i 500 €

Se i poveri avessero dei diritti, il primo sarebbe quello di poter sperare in una vita migliore, per sé e per i propri figli, e di sapere che l’uscita dalla povertà è possibile.

  • La povertà colpisce con particolare violenza le famiglie numerose, con più di due figli.
  • In Italia, i cittadini tra i 15 e i 64 anni con un lavoro regolarmente retribuito sono quasi 22 milioni e 900 mila, il 56,9% dei cittadini. La percentuale è tra le più basse dell’Occidente. Ci sono poi tre categorie particolarmente vulnerabili: i giovani (l’occupazione è crollata dell’8% nel 2009 e del 5,3% nel 2010); le donne (in Italia lavora solo il 47%); le persone disabili (nel 2008 hanno fatto domanda di assunzione 99.515 disabili e nel 2009 83.148, ma gli avviamenti effettivi al lavoro sono stati rispettivamente 28.306 e 20.830).
  • I giovani che hanno iniziato a lavorare a metà degli anni Novanta matureranno verso il 2035 una pensione analoga a quella degli attuali pensionati con il minimo Inps, ossia di 500 euro. Sono i poveri relativi di oggi e i poveri assoluti di domani.

Il perdurare della condizione di povertà di molte persone e famiglie povere dimostra che le politiche di contrasto fin qui attuate non sono riuscite a incidere sul fenomeno.

Se l’attuale “maggioranza” che ha il dovere ad indicare una via d’uscita, andrà avanti come stà facendo, senza politiche per la crescita e con un decreto sullo sviluppo che ha difficoltà ad essere varato, vuoto di contenuti e senza aver coinvolto la società civile, i partiti d’opposizione, i sindacati e i vari rappresentanti le categorie ad iniziare dagli industriali, sarà sicuramente l’ennesimo flop (fiasco) di questo Governo. Di fronte ai problemi dei giovani sono lì a dividersi qualche poltrona. C’è un problema di fallimento delle promesse, cui si aggiunge quello molto concreto di migliaia di ragazzi che non riescono a trovare un lavoro e a tutto questo è necessario dare assoluta priorità.

Ormai siamo consapevoli che questa è una generazione che non ha alcuna speranza di migliorare rispetto alla precedente.

… ma Bossi e Berlusconi hanno altro a cui pensare. 

Dati estrapolati da: XI Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia

A cura di Caritas Italiana – Fondazione Zancan

Diseredati.ultima modifica: 2011-10-18T12:31:39+02:00da fumet
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