Dic 5, 2011 - opinioni    No Comments

Il Paradosso di Achille e la tartaruga.

Punto di vistaIl Paradosso di Achille e la tartaruga – uno dei paradossi più famosi di Zenone di Elea ( 489 a.C. – 431 a.C.)  – afferma che se Achille (detto “pie’ veloce”) venisse sfidato da una tartaruga nella corsa e concedesse alla tartaruga un piede di vantaggio, egli non riuscirebbe mai a raggiungerla, dato che Achille dovrebbe prima raggiungere la posizione occupata precedentemente dalla tartaruga che, nel frattempo, sarà avanzata raggiungendo una nuova posizione che la farà essere ancora in vantaggio; quando poi Achille raggiungerà quella posizione nuovamente la tartaruga sarà avanzata precedendolo ancora. Questo stesso discorso si può ripetere per tutte le posizioni successivamente occupate dalla tartaruga e così la distanza tra Achille e la lenta tartaruga pur riducendosi verso l’infinitamente piccolo non arriverà mai ad essere pari a zero.

Ora rischio di stare io dentro paradosso, possiamo chiamarlo Michele e la pensione, più mi avvicino al traguardo e più la corsa è allungata spostando la linea d’arrivo. Ho iniziato a lavorare il 5 maggio 1970 e valutando il mio iter lavorativo avrei terminato nel 2005 dopo 35 anni di lavoro. Sono nato il 28 settembre del 1954 e quindi sono entrato in fabbrica a 15,5 anni circa e ne sarei uscito a quasi 51 anni. Niente da recriminare, avevo davanti a me una bella prospettiva e quanto ancor giovane fossi andato in pensione avrei avuto molto tempo da impegnare, in politica, nella società, nella cultura, etc. Per non fare lo stesso lavoro per tutta la vita, ho iniziato lavorando in officina sulle macchine utensili, ho frequentato le scuole serali, tre anni che sicuramente mi non ammettevano distrazioni, ma devo dire che mi sono stati utili. Un bel giorno del 1995 arriva il Governo Dini e di un botto mi ha detto che dovevo lavorare 5 anni in più, avevo maturato circa 24 anni di anzianità, si è parlato di lavoratori precoci o lavori usuranti, ma di questo io non ho avuto riscontro. Comincio a fare calcoli più precisi e mi accorgo che le 2080 settimane per raggiungere 40 anni di anzianità coincidono con la prima settimana del gennaio 2011. Niente di male, sono giovane e mi piace lavorare, anzi con la professionalità acquisita ottengo qualche soddisfazione in più, andare in pensione a 56,5 anni non è poi tanto male, considerando l’incremento della speranza di vita di tempo per godermi la pensione ne avevo ancora tanto davanti a me. Inizia il giochetto delle finestre d’uscita dal lavoro ed iniziano i primi dolori. I 40 anni di anzianità, come scritto, si completano il 10 gennaio 2011 e questa singola settimana mi fa slittare la mia uscita alla prima finestra utile dopo il compimento del 57 anno e cioè il 1 ottobre del 2011. Nell’agosto del 2008 la società in cui lavoravo ha pensato di mettermi in mobilità. Ho svolto per 18 mesi un Lavoro Socialmente Utile presso gli uffici comunali; ho svolto l’incarico molto volentieri ed avrei continuato a farlo, senza ricevere nessun compenso o rimborso spese. Nel frattempo scopro che l’uscita al 1 di ottobre 2011 è limitato a solo 10000 unità, quindi se non avrò la fortuna di rientrarci, la mia finestra d’uscita diventa dal 1 febbraio 2012, (finestra mobile di 12 mesi istituita dal governo Berlusconi). Oggi il nuovo governo guidato da Monti con la riforma delle pensioni ha portato le pensioni d’anzianità degli uomini a 42 anni più un mese  e scatterà una penalizzazione del 3% per ogni anno di età prima dei 62 anni, non ho sentito parlare di lavoratori precoci o lavori usuranti, il problema si vuole rimuoverlo; con questo calcolo io maturerò il requisito il 1 marzo 2013.

Come ci arrivo?

In tutto l’attuale dibattito sulla “riforma” (tagli) delle pensioni si parla poco o niente di Pensione Complementare, istituite allo scopo di garantire prestazioni pensionistiche aggiuntive rispetto a quelle erogate dagli enti previdenziali obbligatori. Io non ho avuto il tempo per maturare un assegno minimo di “pensione integrativa”, per maturarlo era necessario fare versamenti per almeno 15 anni, ed io questo tempo non lo avuto. Quindi se la mia pensione sarà calcolata con sistema contributivo pro rata subirò una penalizzazione a cui non ho potuto porre rimedio con una pensione complementare.

Conclusioni; se io ero ancora impiegato in azienda non avrei nessun problema a continuare a lavorare; unico mio problema è che se non sarò fortunato e non rientrerò nei 10000 io non so cosa mi aspetta e sicuramente sono penalizzato molto rispetto a chi ha maturato i 40 anni di anzianità una settimana prima, il 31-12-2010 anziché il 10-01-2011 del mio caso.

È vero ai giovani gli è stato rubato il futuro ed è necessario rimediare, ma è vero anche che il mio tempo è “suonato”, davanti a me non c’è futuro, vorrei almeno qualche certezza.

… e non mi dite che ho vissuto al di sopra dei propri mezzi, che il debito pubblico ho contribuito io a crearlo dilapidando e scialacquando ogni ricchezza.

NON È VERO!

Il Paradosso di Achille e la tartaruga.ultima modifica: 2011-12-05T17:09:23+01:00da fumet
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