Nov 18, 2011 - opinioni    No Comments

Origgio: Quale gestione del servizio idrico integrato?

Fiore_innaffIl gruppo Consigliare “Insieme per Origgio” ha presentato una interrogazione per conoscere i: PROVVEDIMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE A SEGUITO DEL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 

L’Amministrazione comunale, dovrebbe iniziare la sua “risposta” all’interrogazione partendo dagli impegni, presi un anno fa, quando nel Consiglio Comunale del 29 novembre 2010, nel corso della discussione, la mozione in difesa dell’acqua, quale bene comune, la maggioranza, in contrapposizione ai gruppi di minoranza, (Arca, Insieme per Origgio), aveva assunto alcuni impegni. Impegni assunti da: (Lega Nord per l’indipendenza della padania, PdL, UdC), nella certezza che il referendum non avrebbe avuto successo.

Oggi il “clima” è diverso:

  • Ricordo a quanti leggeranno questo post, che nel giugno 2011 oltre il 60 % (3641) dei cittadini di Origgio hanno partecipato alla consultazione e hanno votato Si il 93,19% (3393) all’abrogazione della legge che imponeva la privatizzazione del servizio idrico, chiedendone che il bene comune qual è l’acqua fosse sottratto alla logica del mercato e assicurarne la disponibilità a tutti i cittadini.
  • Chiedo all’Amministrazione, come di cittadino di Origgio, l’impegno a rispettare i risultati della consultazione referendaria e dare al Servizio Idrico Integrato una gestione pubblica e trasparente con il coinvolgimento della cittadinanza.

 

Il COMITATO del Saronnese per L’ACQUA BENE COMUNE, (cittadini di Origgio, insieme al Comitato), negli scorsi mesi hanno avanzato varie richieste che a oggi sono “inevase” non perche non accolte o respinte ma perche non è stata data nessuna risposta. Oggi, in attesa di una nuova legge nazionale che regoli in modo inequivocabile il settore, per rispettare lo spirito referendario sarebbe corretto non compiere passi verso la cessione a privati del SII. L’Amministrazione Comunale non avendo un quadro normativo di riferimento ed esautorata dalla L.R. 21/2010 che affida alla Provincia il ruolo principale nella gestione del SII ha un campo d’azione molto limitato.

Premesso tutto ciò, ci sono in campo varie iniziative. Io alcune le condivido pienamente e mi associo al coro richiedendo agli Amministratori locali di attivarsi per:

  • L’adozione delle necessarie modifiche statutarie per la “salvaguardia” del bene comune acqua quale “servizio di interesse pubblico generale privo di rilevanza economica” e della sua gestione al di fuori del mercato e della concorrenza secondo principi di equità e solidarietà, attraverso soggetti di diritto pubblico e partecipati dalla cittadinanza;
  • Richiedere al CONSIGLIO della Regione Lombardia di modificare la Legge Regionale n. 26/2003 (così come modificata dalla L.R. 21/2010) per la parte riguardante i servizi idrici, che nel testo vigente prevede l’esproprio delle competenze dei Comuni (attraverso la soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale – A.ATO) e la privatizzazione dell’acqua (poiché contiene ancora i riferimenti al Decreto Ronchi, abrogato dal Referendum nazionale, che obbligava a cedere ai privati la gestione dei servizi idrici);
  •  Chiedere al nuovo Governo, presieduto dal Senatore Mario Monti, che si muova nella direzione della volontà popolare legiferando nel rispetto dei principi ispiratori dei referendum; quegli stessi principi che sono contenuti nel testo della legge d’iniziativa popolare che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha depositato in Parlamento nel 2007 con il sostegno di oltre 400.000 firme; quegli stessi principi sanciti dall’Art. 43 della Costituzione Italiana.
  • Iniziare la costruzione di un percorso, per la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini/utenti nella gestione del SII con un dibattito trasparente e partecipativo, attraverso la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, in merito alla riorganizzazione in essere del servizio idrico integrato e le sue ripercussioni a livello locale.

La mia preoccupazione è che senza l’approvazione di una legge Nazionale e senza le modifiche alla legge Regionale, il rischio che si corre è che la gestione del Servizio Idrico Integrato, in tutta l’Italia e soprattutto in Lombardia, finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto senza nessuna garanzia sulla qualità dell’acqua.

Questo, sarebbe l’ennesimo tradimento della volontà, del popolo italiano, espressa con il voto il 12 e 13 giugno 2011.

Origgio: Quale gestione del servizio idrico integrato?ultima modifica: 2011-11-18T16:39:40+01:00da fumet
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