Set 5, 2011 - opinioni    No Comments

Anch’io voglio dire la mia.

Punto di vistaMolti come me si domandano e domandano: Perché, nell’ambito di un’ennesima manovra finanziaria che dovrebbe avere il compito del contenimento del debito pubblico, il taglio degli sprechi e la lotta all’evasione, il moribondo governo in carica insiste  nel proporre norme che hanno il solo scopo di cancellare tutele faticosamente conquistate?

La risposta che ho sentito spesso da parte di Ministri dell’attuale governo e di quanti si riconoscono nel disegno restauratore perseguito, è sempre corredata dallo stesso preambolo: la CGIL e parte del PD difendono diritti/valori ormai superati/antistorici appartenenti al secolo passato.

Basta con i pochi privilegiati che difendono il posto fisso dobbiamo pensare ai giovani alle donne ad un nuovo welfare. Ma di questo non si vede nemmeno un inizio, ogni volta si comincia e finisce con interventi a ridurre solamente i diritti dei pensionati e dei lavoratori occupati in maniera più o meno stabile. Gli unici interventi visti in questi anni dominati dalla destra al comando di Berlusconi hanno portato all’estrema precarizzazione dei rapporti di lavoro ed a uno scadimento della qualità del lavoro, rivelatasi nei fatti tutta a sfavore dei lavoratori e di chi vorrebbe entrare stabilmente e con professionalità nel mondo del lavoro.

Dove sono i progetti di nuovo welfare del governo Berlusconi?

Dove sono le proposte di flexsecurity?  Eppure sono tante le proposte di legge depositate in Parlamento. Quando si deciderà di metterci mano?

Nessuna delle manovre economiche varate dall’attuale governo e tantomeno l’ultima contengono o affrontano il tema della riforma del welfare, si vedono solo interventi punitivi verso quelle categorie e i suoi rappresentanti non appartenenti al bacino di voto di riferimento della compagine governativa.

Di proposte per modificare e magari migliorare il welfare ce ne sono tante. Si tratta solamente, non è cosa facile,  di ascoltare quanti hanno proposte e di mettere insieme il progetto migliore che non sempre è il proprio.

Qualche titolo:

  • 35 ore. Occorre ricominciare un ragionamento anche su una riduzione dell’orario di lavoro, riduzione che deve servire per aprire il mondo del lavoro a nuove energie, riduzione che serva ad una ridistribuzione del lavoro. Ripensiamo nuovamente ad una solidarietà nel mondo del lavoro con l’obiettivo di incrementare l’occupazione mediante una programmata riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione. Al datore di lavoro che, a seguito della stipulazione di un contratto di lavoro, proceda all’assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale, vengono riconosciuti particolari benefici. (riduzione IRAP). Ai lavoratori compensazione con innalzamento della quota esente dell’IRPEF. Oltre a pensare ad una riduzione di orario generalizzata è però necessario ragionare in termini di  durata dei tempi di lavoro che assume un arco temporale più ampio che non il giorno o la settimana, ma calendari annui e il ciclo della vita. In pratica  una gestione flessibile della durata del lavoro  i cui disagi  devono essere ricompensati dalla riduzione dell’orario, con i modi e le entità definite. Occorre porsi almeno l’obiettivo, anche se difficilmente raggiungibile, della piena occupazione.
  • La flexicurity (o flessicurezza) intende assicurare che i cittadini dell’Unione europea possano beneficiare di un livello elevato di sicurezza occupazionale, vale a dire poter trovare agevolmente un lavoro in ogni fase della loro vita attiva e di avere buone prospettive di sviluppo della carriera in un contesto economico in rapido cambiamento. La flexicurity vuole inoltre sostenere sia i lavoratori che i datori di retribuzione a cogliere appieno le opportunità che la globalizzazione presenta loro. Essa crea quindi una situazione in cui la sicurezza e la flessibilità possono rafforzarsi reciprocamente
  • Le pensioni. Perche non si stabilisce un range di eta dai 62 ai 70 anni e che ogni uno abbia facoltà di scegliere se andare o meno in pensione in funzione all’entità dell’assegno maturato. Per chi al 31-12-1995 non aveva 18 anni di contributi la pensione viene calcolato con il metodo contributivo e quindi l’assegno è calcolato in funzione a quanto versato, aggiungiamo anche che è previsto anche l’adeguamento dell’eta pensionabile in funzione della speranza di vita, quindi dare la possibilità di posticipare volontariamente l’uscita dal lavoro è senz’altro un vantaggio. Occorre smettere di ragionare sulle pensioni come se il sistema retributivo non sarà mai superato.

Scritto tutto questo cosa rimane? Rimane un governo composto da Ministri sordi; hanno il “paraocchi” e vanno avanti comunque, loro sono senza “macchia” e senza nessun dubbio, sperano di cavarsela sempre!

Un solo problema nessuno più gli da credito e noi paghiamo!

Set 4, 2011 - opinioni    No Comments

Ridistribuire il lavoro.

Ridurre l’orario di lavoro settimanale a 35 ore.

quarto_stato_ok1Occorre una ridistribuzione del lavoro ripensiamo ai Contratti di solidarietà, alla riduzione di orario, alla riduzione degli straordinari, etc.

  • Ai lavoratori compensazione con innalzamento della quota esente dell’IRPEF
  • Ai datori di lavoro riducendo la quota IRAP
    • L’obiettivo del contratto espansivo è quello di incrementare l’occupazione aziendale mediante programmata riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione. Al datore di lavoro che, a seguito della stipulazione di un contratto collettivo aziendale, proceda all’assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale, vengono riconosciuti particolari benefici.
    • Il lavoratore usufruisce, fino a 24 mesi, di una integrazione salariale a carico della Cassa integrazione guadagni, nella misura del 60% della retribuzione perduta (prima del ’96 era al 50%) a seguito della riduzione d’orario. Per il Mezzogiorno il parametro tempo sale a 36 mesi.
Set 4, 2011 - opinioni    No Comments

Una risposta dovuta.

@Premessa. Un amico termina la e-mail con questa frase: «…. scusa ma io sono concreto, non come Bersani che spara sempre ma non da mai soluzioni concrete e fattibili.»

Ho sentito il dovere di rispondergli in modo articolato e propositivo per non fare solamente qualunquismo o demagogia.

La risposta. Intanto occorre far chiarezza su chi Governa l’Italia e quindi ha il compito di indicare le soluzioni concrete per tenere il Paese nel contesto dei paesi sviluppati. Oggi Berlusconi, con i suoi problemi, e l’incapacità palese dei suoi sostenitori ad indicare soluzioni, stanno portando l’Italia al declino verso il sottosviluppo e la barbaria. La responsabilità è di chi governa. L’opposizione cosa propone? Bersani che soluzioni indica? Se vai sul sito sel Partito Democratico trovi scritte le proposte concrete che Bersani annuncia ma ci sono troppi sordi a non voler sentire ed ascoltare le ragioni dell’opposizione!

Vogliono mettere in galera chi evade più di 3 milioni! Perchè chi ne evade 2999999 è più onesto?
Hanno buttato all’aria quello che aveva fatto Visco per contrastare l’evasione ora per la vergogna di doverle ripristinare si inventano cose che non stanno ne in cielo e ne in terra e fanno solo pasticci.
Vuoi sapere quali sono le cose concrete da fare?

  • I proventi da operazioni finanziarie devono essere tassati come gli stipendi, o almeno al 20%
  • Chi possiede ingenti patrimoni deve concorrere con almeno un 0,5 % In Italia il 10% della popolazione possiede il 50% della ricchezza totale.
  • Chi possiede dei capitali, coloro che hanno goduto dello scudo fiscale, possono pagare anche loro oggi un 15%.
  • La tracciabilità del denaro serve a contrastare il lavoro nero! Anzichè avere un limite di 2500 € per pagamenti in contanti abbassare a 500€ o meno. Le transazioni irregolari sarebbero più limitate.
  • La tassa di solidarietà per stipendi oltre i 100 000 € perchè toglierla?
  • Mettiamo un tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici, ripristiniamo il tetto 300 000€ introdotto dal governo Prodi e subito tolto da Berlusconi. Per i privati una aliquota più altra oltre un certo redito non sarebbe uno scandalo.
  • Le frequenze del digitale terrestre anziche fare un regalo a Piersilvio Berlusconi si possono vendere mettendole all’asta.
  • Le pensioni. Perche non si stabilisce un range di eta dai 62 ai 70 anni e che ogni uno abbia facoltà di scegliere se andare o meno in pensione in funzione all’entità dell’assegno maturato. Per chi al 31-12-1995 non aveva 18 anni di contributi la pensione viene calcolato con il metodo contributivo e quindi l’assegno è calcolato in funzione a quanto versato, aggiungiamo anche che è previsto anche l’adeguamento dell’eta pensionabile in funzione della speranza di vita, quindi dare la possibilità di posticipare volontariamente l’uscita dal lavoro è senz’altro un vantaggio. Occorre smettere di ragionare sulle pensioni come se il sistema retributivo non sarà mai superato.
  • Riforma del Senato, riducendo il numero di senatori e cambiandone la funzione facendolo diventare Senato delle Regioni e Autonomie locali.
  • I doppi incarichi dei parlamentari. Tutti gli avvocati di Berlusconi o fanno il parlamentare o l’avvocato. etc. etc.
  • Etc. etc. etc.

Ti bastano queste proposte?
Potrei continuare fino a domani.
Ma per iniziare a governare seriamente occorre che Silvio Berlusconi venga rinchiuso, almeno in una casa di riposo! Loro sono contenti. Io non ne vedo il motivo  Lo vedi che adesso l’Italia che considerazione ha nel mondo. Berlusconi è stato messo da parte da tutti, Gheddafi sta scappando, Putin si è scompagnato, Obama,SarkozyMerkel, Cameron, lo trattano per quello che è, non gli da retta più nessuno. La Banca Europea gli scrive per dirgli quello che deve fare.

…. e allora?
Tu credi ancora di salvarti? Se si va a rotoli si va a rotoli tutti! Il rischio non è solo quello di stringere un pò la cinghia ma anche che la violenza abbia il sopravvento e a quel punto è difficile che i cittadini onesti non ne paghino le conseguenze. Vogliamo tornare  “barbari” o avanzare nella civilta? Leggi Da Cavour a Berlusconi – dall’alba al tramonto e non continuare a fare il QUALUNQUISTA non possiamo più permettercelo.
Ciao
Michele

Ago 13, 2011 - opinioni    No Comments

No alle privatizzazioni per legge.

euro-soldi-tasse3Il 12 giugno scorso, la maggioranza degli italiani,(maggioranza vera 50% + 1), ha detto NO all’obbligo di privatizzare la gestione del servizio idrico, cancellando le norme che imponevano ai Comuni italiani di dare ai privati entro i 31 dicembre 2011 la gestione del servizio.

Oggi a poco più di 60 giorni dall’esito referendario, si parla di privatizzare QUASITUTTO per risanare i conti dell’Italia non tenendo in debita considerazione l’opinione degli italiani. Il pronunciamento degl’italiani è stato sul servizio idrico, (acqua bene comune), ma non si può nascondere che sui beni comuni l’opinione pubblica maggioritaria è orientata verso un mercato LIBERO dove PUBBLICO e PRIVATO hanno pari dignità, contro ogni elemento PREVARICATORE, Monopolistico o Lobbistico che sia.

Due considerazioni:

1)      Se la gestione di un servizio produce utili per la collettività perchè occorre privatizzarlo?

2)      Se la gestione risulta essere in passivo perchè un privato dovrebbe pagare un prezzo congruo? Il rischio è che il privato riceva in “regalo” la gestione e successivamente per ottenere utili richiederà l’adeguamento delle tariffe.

Quindi imporre di PRIVATIZZARE beni comuni è contrario alla volontà popolare ed in questo momento non conveniente e remunerativo per le casse dello Stato.

Oggi è necessario LIBERALIZZARE e REGOLARE il mercato per evitare storture e dare ai beni, alla produzione priorità nei confronti della finanza.

Occorre difendere l’art.41 della Costituzione italiana che recita:

«L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».

Se i contenuti dell’articolo 41 non fossero disattesi anche l’attività finanziaria sarebbe stata indirizzata e coordinata a fini sociali anziché per fare la guerra agli Stati ed affamare i popoli.

Ago 1, 2011 - opinioni    No Comments

Acqua: Che fare?

Fiore_innaffUn volantino del Comitato del Saronnese “ 2 Sì per l’acqua bene comune” distribuito giovedì 14 luglio in Piazza a Saronno riportava la seguente critica alla proposta di legge presentata in Parlamento dal PD: «Dopo i referendum non si può rispondere, come fa il Partito Democratico, con una proposta di legge che lascia ancora la possibilità ai privati di gestire gli acquedotti, soluzione che il voto referendario ha voluto cancellare; né si può continuare ad ignorare la scelta fatta dalla maggioranza degli italiani, come altri vorrebbero».

Un critica alla proposta di legge presentata dal Partito Democratico, da me condivisa, è che avanzando il concetto, alquanto confuso di “remunerazione dell’attività industriale” si ripropone in una forma molto simile la remunerazione del capitale, bocciato dal secondo referendum.

La gestione dopo l’esito del referendum deve fondarsi sul pareggio tra costi e ricavi e questo deve essere garantito dalla tariffa che deve vedere negli atti della sua “formazione” di un’ampia partecipazione dei cittadini, soprattutto è necessario che siano gli utenti ad avere un grosso peso decisionale e di controllo dell’equità della tariffa applicata e soprattutto vigilare sulla qualità del servizio fornito sotto ogni aspetto.

Deve essere la tariffa il discrimine tra i vari tipo di gestione. Trovo molto negativo sancire per legge un “monopolio” che nei fatti domani potrebbe rilevarsi non al passo coi tempi e quindi oneroso e qualitativamente carente.

Ora io vedo un pericolo: i Comitati “2 SI per l’acqua bene comune” forti della vittoria dei Si ed incassato l’abrogazione di norme che imponevano la privatizzazione forzata del servizio idrico integrato si gongolano sopravalutando ed attribuendosi gran parte del merito per il consenso e la mobilitazione che c’è stata, non dando e arrivando anche a sottovalutare il ruolo che altri soggetti hanno svolto e non riconoscendo che sono stati, soprattutto, i singoli cittadini sensibili ai temi in questione, (acqua, nucleare ed anche il tema della giustizia).

Questo atteggiamento di onnipotenza porta a credere che abbiamo vinto e continueremo a vincere dando per scontato molte cose. Il rischio è di farci perdere di vista i veri obiettivi su cui il consenso dei cittadini si rinnoverà e di imboccare strade dove difficilmente i cittadini ci seguiranno.

Per tutto questo io ritengo che porsi l’obiettivo di eliminare tutte le S.p.A. o S.r.l. che gestiscono i servizi idrici sia un falso obiettivo nell’immediato ma sicuramente un punto di approdo naturale se la gestione pubblica, come io credo, possa essere la migliore.

Io ritengo che in questo momento sia necessario fare una grande lotta sulle tariffe, sulle regole per formarle e che deve vedere gli utenti tra i soggetti protagonisti come controllo ma anche gestione.

Il principio su cui deve formare la tariffa e tutta la gestione del servizio è sul pareggio tra costi e ricavi; principio non derogabile nè da ente pubblico ne tanto meno da società private.

Lug 11, 2011 - opinioni    No Comments

Centralismo democratico o egocentrismo?

Punto di vistaQuasitutti1 vogliono un Partito Democratico che parli all’unisono, una sola lingua e una sola voce, un solo punto di vista che indichi la via da seguire! Poi scopro che quasitutti i “critici” vorrebbero che la voce il punto di vista sia il loro, senza se e senza ma. Io vorrei conoscere quali sono le idee e i punti di vista per “giudicare” nel merito quale sia la proposta “migliore”, dal mio punto di vista naturalmente, quella del PD o quella dei “critici”. Giudicare errate le posizioni assunte dal PD affermando: “… già prima di entrare nel merito delle ragioni e dei torti delle varie posizioni. …” e non arrivare  mai a dire cosa si propone. Io ritengo che il “merito” deve essere il “discrimine” tra DEMAGOGIA e CONCRETEZZA. Facciamo proposte non enunciazioni che non arrivano mai al nocciolo delle questioni.

NOTE: 1 – Propongo di sostituire nel vocabolario la parola TUTTI con QUASITUTTI, tutt’attaccato, per evitare generalizzazioni e qualunquismo. Si eviterebbe in questa maniera di pronunciare frasi del tipo «Lo dicono tutti!» «Fanno tutti così!» «Sono tutti uguali!» «etc. etc.» – TUTTI CHI? Mi domando io. «La legge è uguale per tutti» …QUASITUTTI, c’è sempre qualcuno che la fa franca.

Lug 6, 2011 - opinioni    No Comments

Piccole cose.

@Democrazia e Partecipazione è binomio inscindibile, per stimolare la partecipazione l’informazione è strumento indispensabile.

Oggi sono molti i canali su cui la notizia può essere veicolata, ai tradizionali strumenti quali il volantino, i manifesti, i media locali da qualche lustro si è aggiunto il web.

Internet offre strumenti per informare moltissimi cittadini in tempo reale, la rete decuplica i contatti con impegno economico davvero irrilevante.

Dotare il sito del Comune di Origgio di una newsletter risponde pienamente a queste esigenze: informare i cittadini senza un impegno economico di rilievo!

Con la newsletter i cittadini potranno ricevere in tempo reale, informazioni sull’attività comunale, sedute del Consiglio Comunale, riunioni Commissioni aperte al pubblico, etc.

Diceva un “Grande”:«Non esistono grandi uomini che fanno grandi cose ma tante piccole cose che uomini normali possono fare!»

Ad Origgio sono tante le cose che mancano, cominciamo dalle “piccole” cose, cominciamo dal coinvolgere i cittadini, cominciamo dall’informarli!

Spero che qualcuno raccolga il mio appello e finalmente si cominci con l’informare i cittadini di sedute del Consiglio Comunale anche quando tratta temi “secondari”, la surroga di un Consigliere non mi pare di importanza “secondaria” (non menzionato nemmeno sul sito del Comune) o seduta pubblica (non ho visto nessun avviso ufficiale) per presentare il PGT.Da quanto mi è dato di vedere, il giudizio che io esprimo è molto negativo, l’obiettivo che l’attuale “maggioranza” che governa Origgio persegue è la”mortificazione” dell’informazione e della partecipazione dei Cittadini alla gestione della cosa pubblica.

AMMINISTRARE ORIGGIO È COSA LORO o “COSA NOSTRA”?

Lug 2, 2011 - opinioni    No Comments

Una riflessione dopo la vittoria dei 4SI.

3517064824…. è con grande soddisfazione che ho accolto, lo scorso 13 giugno, il meraviglioso risultato referendario che ha visto la maggioranza assoluta dei cittadini italiani, votare Sì ai 4 quesiti proposti dalla consultazione popolare.

Per quanto concerne la norma che introduceva il “legittimo impedimento” si è ottenuto con la vittoria dei SI la cancellazione di un privilegio e nessun vuoto legislativo è stato provocato, non c’è necessità che il Parlamento legifera sull’argomento, il popolo italiano ha sancito che la legge deve continuare ad essere uguale per tutti.

Sul “nucleare” la vittoria del Si ha cancellato il piano del governo che voleva costruire centrali per produrre energia dall’atomo. Sicuramente sull’argomento non si tratta solo di colmare eventuali vuoti legislativi, si tratta di redigere e dotare l’Italia di un piano energetico basato essenzialmente sulle rinnovabili e sul risparmio energetico come ha chiesto per la seconda volta il popolo italiano.

La vittoria del Sì ai due quesiti “sull’Acqua”, che abrogano l’art. 23/bis del Decreto Ronchi del 2008 (e successive modifiche) e il “profitto garantito” per il gestore nella tariffa dell’acqua sicuramente hanno creato un vuoto legislativo da colmare con una nuova legge varata dal Parlamento italiano.

Io non ho certezza di questo ma credo che in questo momento, sul tema della gestione dell’acqua, siano le norme europee a “regolare” il quadro legislativo, in assenza di una nuova legge del Parlamento italiano che recepisce e si armonizza con le leggi comunitarie.

Ritengo quindi che la nuova legge non possa uscire dai vincoli stabiliti dalla UE in termini di concorrenza e libero mercato; una legge che non preveda plurimi tipi di gestione del servizio idrico, credo non sia accettabile nel quadro legislativo europeo.

È evidente però che questi miei dubbi si scontrano frontalmente con l’interpretazione data dai Comitati dell’Acqua sulla volontà espressa da 27 milioni di italiani che col loro Sì ai referendum hanno indicato che i privati devono essere esclusi dalla gestione delle risorse idriche.

Io ho votato SI per abrogare quelle norme che obbligavano in maniera forzata l’affidamento ai privati dell’acqua potabile e della depurazione e non per escludere qualcuno; così come me avranno fatto un gran numero di cittadini e quindi ritengo che sia una forzatura dire che gli italiani con i loro SI hanno voluto escludere i privati dalla gestione del servizio idrico.

Io sono per una gestione pubblica del servizio idrico in un quadro di regole e di libera concorrenza; imporre un modello a mio parere è sbagliato! Il modello di gestione pubblica si deve imporre perché si dimostra nei fatti di essere la scelta migliore e non imporlo in maniera aprioristica.

Io sono per la gestione pubblica e mi adoprerò per spingere l’Amministrazione Comunale verso la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, mediante l’affidamento della gestione dello stesso ad un ente di diritto pubblico e non ad una SpA, per quanto a totale capitale pubblico.

E’ questa infatti la battaglia che anima lo spirito dei Comitati Referendari per l’Acqua Bene Comune in ogni parte d’Italia a cui io associo il mio contributo; l’obiettivo principale della rivendicazione, è una gestione dell’acqua totalmente pubblica, che possa essere indirizzata, controllata, verificata dall’Amministrazione Comunale (Giunta e Consiglio), prevedendo forme di partecipazione diretta da parte di cittadini, lavoratori e utenti del servizio.

A conclusione ritengo che occorre agire su due piani differenti:

  1. Il livello Nazionale, dove il riferimento è il testo della legge di iniziativa popolare che nel 2007 raccolse oltre 400.000 firme, che enuncia i principi che il quadro legislativo futuro deve accogliere. La legge d’iniziativa popolare deve armonizzarsi con il quadro legislativo comunitario e deve regolamentare la gestione e la partecipazione con proposte dettagliate; cose che tiene in debito conto la proposta di legge presentata dal Partito Democratico che sicuramente un qualche piccolo ritocco necessita.
  2. Il livello locale si deve articolare verso le Amministrazioni Comunali con l’obiettivo principale di arrivare ad una gestione dell’acqua totalmente pubblica e verso i cittadini per informarli. Questo per arrivare all’adozione di forme di democrazia partecipativa che conferiscano strumenti di partecipazione attiva alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione del servizio idrico integrato a tutti gli utenti e abitanti del territorio.

Responsabilità e Ragionevolezza; mettiamo da parte un pò d’integralismo e contrapposizione e lavoriamo insieme per il meglio che non siamo noi a dirlo quale è ma sarà la Storia a sancirlo noi possiamo percorrere una via e cambiarla se ci accorgiamo che possa esser meglio cambiarla.

Convincetemi che sbaglio, … che erro.

Giu 9, 2011 - opinioni    No Comments

Un mercoledì al cinema.

Punto di vistaLo scorso 8 giugno non trovando di mio gradimento i programmi trasmessi in televisione sono andato ad assistere alla seduta del Consiglio Comunale. La presenza di un pubblico più numeroso del solito a qualcuno ha dato la sensazione di assistere alla proiezione di un nuovo film. Io ho avuto la sensazione di assistere ad un’opera teatrale con colpo di scena e quasi finale effetto. La trama:
Primo Tempo; durata tre quarti d’ora circa, si dibatte una mozione io cui si chiede se è stata rispettata la convenzione del 2010 richiamata da delibera di giunta, in cui venivano richiamati alcuni adempimenti che i contraenti erano tenuti a rispettare. L’Amministrazione ha sostenuto che nulla è stato disatteso, l’Opposizione ha ribadito che ci sono state manchevolezze e deroghe alla convenzione. Alla fine “sfiniti” il voto ha sancito che la “Maggioranza” ha quasi sempre ragione.
Secondo Tempo;durata  altri tre quarti d’ora. La mozione è diventata una interpellanza, è sempre lo stesso documento la convenzione del 2010 tema della discussione. Dopo ampia discussione, le stesse cose dette nel primo tempo, il Sindaco legge la parte del documento, la convenzione, in questione e qui si verifica il colpo di scena, il documento con i suoi contenuti su cui ci si è scontrati per quasi due ore non sono gli stessi. La delibera richiama la convenzione del 2010 ma allegata ne aveva una nuova  convenzione in cui l’oggetto della discussione non c’è più.
Tanto rumore per “nulla” ?
Il nulla è ciò che ho capito io.
Il rumore è il prodotto di tante parole in libertà in cui la “maggioranza” che amministra Origgio è brava.
THE END

Mar 19, 2011 - opinioni    No Comments

Una nuova strada collegherà la Bustese con il Sempione.

LO SVINCOLO ORIGGIO-UBOLDOIl progetto, non ancora definitivo, prevede che la nuova strada passi dalla cascina Regusella, (periferia di Uboldo), e dal Broggio, (frazione di Origgio) e vada ad incrociare il percorso dell’autostrada A8 (MILANO-VARESE). La realizzazione di quest’opera, che dovrà essere completata entro la fine del 2014, costerà circa 10 milioni di Euro.

Il Sindaco di Origgio, ha chiesto, che contemporaneamente avvenga il completamento dello svincolo autostradale, (Origgio Ovest). Si può anche essere d’accordo sulla necessità di ultimare l’uscita, che quando venne realizzata fu inaugurata in pompa magna, ma il completamento deve prevedere da un lato (Origgio),l’entrata verso Varese e dall’altro (Cantalupo), l’ingresso verso Milano/Como e l’uscita per chi proviene da Varese. Tutto ciò comporta la realizzazione, di una “mega” rotonda per l’inversione di marcia di auto e camion con un consumo notevole di territorio nel nostro Comune. Dobbiamo sicuramente scongiurare un altro “eco-mostro” come lo svincolo in fase di realizzazione sull’A9 (MILANO-COMO) tra Origgio ed Uboldo. Quando sarà ultimato questo svincolo, non si capisce quale possa essere la necessità di realizzare una strada parallela all’autostrada A8 (Milano Varese), che collega il Sempione alla Bustese e sottrae tanti metri quadri al parco intercomunale, (parco dei Mughetti), in fase di realizzazione! La domanda alla quale dobbiamo rispondere è: vale la pena rinunciare ancora al verde a favore di strade inutili? Ha senso continuare in modo indiscriminato a consumare territorio con strade che anziché collegare aprono alla “speculazione” di nuovi insediamenti, capannoni, villette, etc.?

Una volta realizzati i due svincoli, (Origgio-Ovest e Origgio-Uboldo), tra tre anni, si corre il rischio, senza le opportune contromisure, che Origgio e la frazione del Broggio, siano congestionati da un traffico sia leggero che pesante, che provocherà ulteriore inquinamento.

Pertanto è urgente vincolare l’area su cui si estende il Parco dei Mughetti e in secondo luogo approntare un piano viabilistico che consenta di mantenere il traffico al di fuori dal centro abitato e quindi:

  1. Completare la tangenzialina che colleghi i due svincoli senza l’attraversamento della frazione del Broggio, adeguando anche il ponte sul Bozzente in modo da consentire il passaggio in sicurezza di due camion che si incrociano;
  2. Istituire “zone a priorità pedonale” con strade inibite al traffico pesante e con limite di velocità di 30 Km/h;
  3. Investire sulla mobilità con mezzi diversi dall’auto privata, trasporto pubblico, bicicletta e mobilità pedonale.

Non si tratta di condannarci all’immobilismo ma di progettare il nuovo, avendo presente che la priorità è il risparmio e la tutela del territorio. Per fare questo è necessario avere ben chiaro il disegno complessivo e non affidarsi agli interventi episodici, che sono sempre molto costosi e mai risolutivi.

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