Mag 28, 2010 - opinioni    No Comments

GLI SPRECHI È NECESSARIO TAGLIARLI, SEMPRE!

998261966Finalmente Silvio Berlusconi scende dal piedistallo.

Presenta la manovra economica con Tremonti e per la prima volta pronuncia la parola “sacrifici”.

Dice il Duce che: “Abbiamo vissuto ad di sopra delle possibilità”. Chi? Quando?

Se è il capo del governo a pronunciare queste parole significa che ha fallito nel suo compito, e si dimentica che in questo periodo solo lui e una cricca di affaristi, sono stati gli unici ad arricchirsi!

Sostengono che è una manovra equa; la pagano in primo luogo i dipendenti pubblici e tutti gli italiani che riceveranno meno servizi e non sempre di qualità e li pagheranno anche qualcosa in più.

Gli sprechi è necessario tagliarli in ogni momento, il miglioramento dei servizi và fatto sempre. Mi pare poco credibile il Governo che predica di fare queste cose in situazioni eccezionali e in occasione di manovre economiche.

Se si vuole discutere seriamente ed intervenire finalmente in maniera equa su fisco ed aiutare le famiglie è necessario partire:

·       Tassazione adeguata di altre fonti di reddito, (rendite finanziarie, patrimoniali, immobiliari,etc.).

·        Aumento delle aliquote IRPEF sugli stipendi che vanno oltre i € 100.000,00 ed un aumento deciso dell’aliquota sugli stipendi che superano € 300.000,00 (Stipendi d’oro non sono più accettabili è necessario porre dei “paletti”).

·         Sgravi fiscali per le aziende che stabilizzano i posti di lavoro.

·         Innalzamento della fascia di esenzione IRPEF .

·         Aumento degli assegni famigliari.

Lo slogan del governo Berlusconi è “Noi non mettiamo le mani nelle tasche degl’Italiani”. Questo è stato un invito ai tanti che non hanno a cuore il bene comune ad evadere le tasse a non pagarle.

Abbiano il coraggio di spiegare la vera alternativa tra:
Pagare meno imposte ed avere servizi di base come sanità, istruzione, sicurezza, etc. prevalentemente privati e di conseguenza pagarseli individualmente; chi avrà i soldi potrà pagarseli chi non ne ha ne farà a meno; e:
Pagare le imposte per avere servizi di base come istruzione, sanità, sicurezza, etc. prevalentemente pubblici e gratuiti.

Le mani in tasca dobbiamo mettercele e far pagare a tutti le tasse; dobbiamo far prevalere il senso civico della solidarietà e penalizzare fortemente i comportamenti sleali; solo un’adeguata lotta all’evasione fiscale potrà ridurne l’elevata incidenza dell’attuale pressione fiscale sull’economia, sulle famiglie, sugl’individui tutti.

Mag 1, 2010 - opinioni    No Comments

CI STANNO RUBANDO IL FUTURO.

Archimede_ideaCosa stiamo aspettando?

Siamo in attesa di un’idea? Di una buona Idea o del Messia?

Le idee sono nelle nostre teste! Dobbiamo tirarle fuori!

Dobbiamo compiere , in più,  un piccolo sforzo e dare gambe alle nostre idee, dobbiamo farle camminare o correre se ci riusciamo!

È necessario vincere il timore che ci fa pensare di essere inadeguati; il fatto di non riuscire a sfornare GRANDI IDEE ci crea grandi frustrazioni; ed è proprio questo timore queste frustrazioni che ci penalizzano facendoci perdere fin’anche l’autostima

Ci vergogniamo un po’ del fatto che le nostre idee non ci proiettano nel lontano futuro, nell’Utopia, e ci facciano sognare! L’azione svolta, proiettata al futuro, si concretizza soltanto nel presente; è nel presente che noi agiamo ed è sulla nostra azione quotidiana che possiamo agire; tutto ciò che noi facciamo avrà ripercussione sul futuro. Potremo raccogliere i frutti di quanto fatto oggi solamente quando il futuro/il domani diverrà il presente/l’oggi.

Le nostre piccole idee, la somma di tanti piccoli pensieri, la somma di tante piccole azioni se noi riusciamo ad indirizzarle a convogliarle in “Progetti” ci condurranno sicuramente verso tempi migliori, ci consentiranno di uscire da questo lungo tunnel poco illuminato.

Accendiamo la nostra lampadina e il buio farà posto alla luce. 

CI HANNO RUBATO IL FUTURO?

RIPRENDIAMOCELO!!!

Mag 1, 2010 - opinioni    No Comments

LO HA DETTO!

NucleareCarlo Rubbia

“Non esiste un nucleare sicuro. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo”.

Apr 2, 2010 - opinioni    No Comments

L’EROE DALL’ALTRO MONDO.

garibaldi

Caro Michele,

il sindaco nella seduta del consiglio comunale di ieri sera ha rimarcato che il “BOSCO DEL CONTE” ha questo nome perche è di proprietà del conte. Nella sostanza i vincoli che l’amministrazione ha messo su qui terreni sono temporali e l’area rimane sempre nella disponibilità del conte e non della comunità. Secondo qualcuno l’interesse privato prevale sul bene comune.

Dio quando concesse ad Eva e ad Adamo l’Eden pose una condizione; per chi ci crede questo dovrebbe essere legge, un monito contro l’egoismo, l’individualismo.

La proprietà deve tornare ad essere una concessione per il godimento individuale di un bene in carico alle disponibilità della comunità.

Oggi la concessione al godimento di un bene lo si deve acquisire con il lavoro e il merito.

La proprietà privata entro certi limiti rimane sempre un abuso.

La proprietà privata oltre certi limiti è un sopruso, è la sottrazione di beni, (anche quelli vitali: aria, acqua, terra, etc.), che devono rimanere nella disponibilità delle comunità ed è la comunità a deciderne le finalità.

Quanti anni ha lavorato il conte per poter acquisire il diritto a decidere che destinazione deve avere il “BOSCO DEL CONTE”. Quali meriti può vantare per addurre il diritto di costruire secondo il suo solo interesse in quell’area.

Il diritto di proprietà privata che il conte vanta si basa solamente sulla pesante eredità dei soprusi commessi dai suoi avi per accaparrarsi le terre, affamando contadini e villani dell’epoca, e questo non è certo un merito da portare a vanto.

Un sincero saluto dal tuo amico.

Giuseppe Garibaldi

24 marzo 1848

Feb 27, 2010 - opinioni    No Comments

Sciopero degli stranieri.

immigrazione3272_imgStranieri, non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena oggi l’Italia.

Il 1° Marzo 2010 si terrà lo sciopero degli immigrati.

Che cosa succederà quando molti dei quattro milioni e mezzo d’immigrati che vivono in Italia decideranno di incrociare le braccia per un giorno, di protestare contro la mancanza di diritti “elementari” nella “Nostra” Italia?

Che cosa succederà se insieme a loro ci saranno milioni di “Italiani”, stanchi del razzismo, a sostenere la loro azione, le loro rivendicazioni?

Succederà che la “Democrazia” ne uscirà rafforzata; si difenderanno i diritti conquistati negli anni passati dai nostri “Padri”, (posto di lavoro stabile, orario di lavoro, paga sindacale, tutela della salute, etc.), continuamente messi in discussione da politiche economiche miopi.

Si può vivere “MEGLIO” soltanto rafforzando e ottenendo uguali diritti per tutti!

Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.

Feb 26, 2010 - opinioni    No Comments

ABOLIAMO LA PRESCRIZIONE!

bilanciaChe i processi durino una “vita”, è sicuramente una ingiustizia!

Occorre che il procedimento per arrivare alla sentenza definitiva si svolga in tempi certi. La lungaggine dei processi alimentano la percezione, negativa, che la legge non sia uguale per tutti.

Che il processo si concluda senza l’assoluzione o la condanna dell’imputato colpevole e senza nessun risarcimento per la parte lesa, è un’ingiustizia ancora più grave!

La prescrizione dei reati crea una ingiustizia; la vittima, chi ha subito un danno non riceve nessun risarcimento. Nessun processo deve arrivare a sentenza con la prescrizione del reato, ma l’imputato dal processo deve uscire assolto o condannato ed espiare la pena che non può che essere proporzionale al reato commesso.

Il meccanismo della  prescrizione funziona in questo modo: il sig. Sempronio è colpevole, ci sono tutte le prove; però dal tempo che il reato è stato commesso è passato un po di tempo. Quindi? Ha violato la legge ma il tempo della punizione è scaduto!

Una riforma della giustizia: deve permettere di superare i giochetti degli azzeccagarbugli, (ma questi davvero vogliono il processo breve?); deve eliminare la disuguaglianza del fatto che chi può permetterselo perché può pagare si salva sempre.

ABOLIAMO LA PRESCRIZIONE!

Feb 24, 2010 - opinioni    No Comments

QUALI CITTÀ PER IL FUTURO?

Sally_990Quale politica urbanistica può far rivivere il piccolo centro o il nucleo urbano?

Oggi la risposta è data in prevalenza da una politica urbanistica “speculativa”, costellata da abusi e condoni, che ha trasformato i nostri paesi in “dormitori” dove la socialità, la vita comunitaria è stata cancellata, in altre parole i nostri paesi non sono più a misura d’uomo. “L’assenza totale di qualsiasi programmazione pubblica, il consumo del territorio, la crescita senza limiti di quell’obbrobrio chiamato villettopoli”, sono alcuni degli elementi che più contribuiscono al degrado edilizio del nostro paese.

Gli urbanisti si sono arresi all’idea che ci possa essere solo la “città diffusa” e cioè una scalcinata e disordinata valanga di capannoni, villette, supermercati in un pianeta tutto urbanizzato, e pronti a cantarne le lodi pur di continuare a guadagnar bene e a sentirsi importanti. Ad arte viene alimentato il mito della casa di proprietà

A giudicare dalle gabbie in cui essi ci costringono, dalla loro accettazione delle regole imposte dai costruttori e da altri “padroni della città”, primi fra  tutti i fabbricanti di automobili, gli architetti hanno rinunciato a pensare al futuro dell’uomo e dei suoi modi di convivere.

A loro unica giustificazione, il mercato e l’amore che “l’uomo moderno” sembra avere per le sue “moderne” gabbie: l’appartamento, la villetta in mezzo a tante, tutte uguali e ugualmente barricate, e l’automobile.

Occorre cambiare questo stato di cose, non possiamo più permettercelo!

In primo luogo i costi per urbanizzare un territorio edificato a “macchia di leopardo” sono elevatissimi, oltre la metà degli investimenti,  i comuni la dedicano alla realizzazione e alla manutenzione di strade; parallelamente i costi delle varie reti, (idriche, fognarie, elettriche, gas, raccolta rifiuti, sgombero neve, etc.), sono proporzionali alla loro estensione.

Occorre adottare un modello di sviluppo che metta al centro l’uomo, che ricostruisca la vita sociale persa.

Il modello della “città compatta” è la nuova frontiera.  Per costruire un futuro sostenibile è necessario iniziare da ora a programmare e ad investire, consapevoli del fatto che ogni nostra scelta che facciamo nel presente condiziona, in positivo o in negativo, il nostro domani.

La “città compatta” è definita come un insediamento ad alta densità, con abitazioni di media altezza e funzioni miste, articolata su diversi nuclei e centri urbani, di dimensioni sufficienti ad offrire una serie di vantaggi sociali ed economici a distanze percorribili a piedi ma anche a sostenere servizi quali il trasporto pubblico ad alta frequenza.

Con il modello della città compatta si ripensa il nucleo urbano come ad un insediamento a misura d’uomo, in cui la qualità della vita aumenta senza che vengano meno tutte le attrattive che la vita di città comporta: lavoro, negozi, scuole, servizi sociali, tempo libero.

In questo modo con la tipologia edilizia della città compatta, si torna a parlare di qualità, piuttosto che di altezza, di sviluppo edilizio integrato ed energeticamente efficiente.

I centri storici vanno mantenuti e restaurati, (demolire e ricostruire, quando il recupero dell’esistente non offre nessun vantaggio), arginando l’emorragia di abitanti; la piazza, gli edifici eminenti, i servizi collettivi, gli arredi, sono alcuni degli elementi centrali per dare vitalità al centro abitato.

Feb 16, 2010 - opinioni    No Comments

Chi salverà la Scuola?

scuola_tagliata

In attesa che anche della Scuola si occupi la Protezione Civile, una volta aver risolto i sui problemi.

I soldi pubblici vanno agli istituti privati, e intanto, le scuole statali cadono a pezzi, con grave rischio per la salute dei bambini e dei loro insegnanti.

Sulla scuola la politica del governo Berlusconi prevalente è quella di realizzare tagli, non decisi peraltro dal ministro dell’Istruzione ma da quello delle Finanze; a furia di tagli, la scuola sta sparendo sotto i nostri occhi.

C’e’, infatti, una soglia sotto la quale i tagli diventano “letali”, perché «ammazzano» il servizio: quando in una scuola si è tagliato tutto il «tagliabile» – i soldi per i supplenti, il materiale didattico, i laboratori, una palestra degna di questo nome, gli insegnanti di sostegno e persino il riscaldamento – alla fine non c’e’ più la scuola.

È vero, continuano a rimanere aperte, ma il servizio che offre è sempre meno al passo con i tempi, per un Paese del primo mondo come il nostro. Perché la posta in gioco è il futuro del Paese: «Un Paese che non è in grado di garantire condizioni accettabili di studio ai suoi giovani è un paese destinato al fallimento!».

Mentre la creazione di una S.p.A. per la Protezione Civile sembra fermata, va avanti la privatizzazione di tutto il resto, (sanità, scuola, acqua, etc.), in nome del “Mercato” di pubblico alla fine rimarrà solamente il disastro “annunciato” che qua e là colpirà di volta in volta il nostro Paese.

Feb 10, 2010 - opinioni    No Comments

Gli amici degli amici.

italia sottosopraNella lontana estate del 1977 ero in vacanza con un gruppo di “Amici” in Calabria. Ottima vacanza! Beata gioventù! In vacanza non si perde occasione per incontrarsi e trascorrere spensieratamente ogni possibile momento. Un giorno ci siamo incontrati con un altro gruppo di “Amici/Conoscenti” presso un albergo di provincia, dove avevano pernottato, poiché il loro itinerario prevedeva una tappa da quelle parti. Abbiamo fatto colazione insieme, (caffè, cappuccino, pasticcini), prima di accomiatarci verso l’ora di pranzo si è mangiato qualche salatino e bevuto l’aperitivo. Ci siamo alzati per salutare e saldare il conto, quando il “gestore” dell’albergo ci dice: «Offre la casa! Gli amici degli amici sono amici miei!».

Per me che a quei tempi non conoscevo ancora bene le “regole” di come “girava” il mondo, quelle parole si sono scolpite nella mente.

Quella frase, oggi, attuale più che mai, descrive molto bene la realtà ed è diventata “regola”; solamente gli amici e gli amici degli amici emergono, fanno strada, tutti gli altri, sopratutto in questo periodo di crisi, sono spinti sempre più ai margini, senza lavoro e senza futuro.

L’Italia giorno dopo giorno scivola sempre più in basso; le regole sono d’impiccio e si cambiano, per evitare un processo, per fare un favore, per assegnare un appalto, per promuovere o per assumere un parente, un amico, un amico dell’amico.

«Gli amici degli amici sono amici miei!»

Dove sta il merito?

Gen 31, 2010 - opinioni    No Comments

A caccia tutto l’anno!

754647967Nei giorni scorsi l’aula del Senato ha approvato un emendamento all’articolo 38, della legge Comunitaria, che consente alle regioni di autorizzare la caccia al di fuori del periodo fissato dalla legge. Quindi … sarà caccia tutto l’anno!

Si cerca di riaprire un tema che, grazie alla Legge sulla Caccia, approvata con grande maggioranza nel 1992, si riteneva ormai accantonato.
Tra le norme della Legge vigente c’è quella, importantissima, che limita, stando alle indicazioni dell’Unione Europea, il periodo venatorio dai primi di settembre al 31 gennaio.

L’emendamento proposto da un senatore del Pdl, è passato, nonostante alcuni pareri discordanti all’interno della stessa maggioranza, i molti pareri negativi e le proteste di personaggi pubblici, associazioni ambientaliste e culturali, contrarie a un’estensione dei termini per l’attività venatoria. Questa norma tende a ridare alle Regioni, (una volta approvata dalla Camera), la possibilità di autorizzare l’attività delle doppiette anche prima di settembre e dopo il 31 gennaio, andando a colpire animali ancora immaturi e uccelli migratori in viaggio verso i siti di riproduzione.

Perché il Parlamento ignora la volontà della stragrande maggioranza degli italiani che è contro la caccia?

Sono con quanti chiedono di abolire definitivamente la caccia, sarebbe un grande un gesto di civiltà.

Aboliamo lo “SPORT” della caccia e della pesca.

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