Lug 2, 2011 - opinioni    No Comments

Una riflessione dopo la vittoria dei 4SI.

3517064824…. è con grande soddisfazione che ho accolto, lo scorso 13 giugno, il meraviglioso risultato referendario che ha visto la maggioranza assoluta dei cittadini italiani, votare Sì ai 4 quesiti proposti dalla consultazione popolare.

Per quanto concerne la norma che introduceva il “legittimo impedimento” si è ottenuto con la vittoria dei SI la cancellazione di un privilegio e nessun vuoto legislativo è stato provocato, non c’è necessità che il Parlamento legifera sull’argomento, il popolo italiano ha sancito che la legge deve continuare ad essere uguale per tutti.

Sul “nucleare” la vittoria del Si ha cancellato il piano del governo che voleva costruire centrali per produrre energia dall’atomo. Sicuramente sull’argomento non si tratta solo di colmare eventuali vuoti legislativi, si tratta di redigere e dotare l’Italia di un piano energetico basato essenzialmente sulle rinnovabili e sul risparmio energetico come ha chiesto per la seconda volta il popolo italiano.

La vittoria del Sì ai due quesiti “sull’Acqua”, che abrogano l’art. 23/bis del Decreto Ronchi del 2008 (e successive modifiche) e il “profitto garantito” per il gestore nella tariffa dell’acqua sicuramente hanno creato un vuoto legislativo da colmare con una nuova legge varata dal Parlamento italiano.

Io non ho certezza di questo ma credo che in questo momento, sul tema della gestione dell’acqua, siano le norme europee a “regolare” il quadro legislativo, in assenza di una nuova legge del Parlamento italiano che recepisce e si armonizza con le leggi comunitarie.

Ritengo quindi che la nuova legge non possa uscire dai vincoli stabiliti dalla UE in termini di concorrenza e libero mercato; una legge che non preveda plurimi tipi di gestione del servizio idrico, credo non sia accettabile nel quadro legislativo europeo.

È evidente però che questi miei dubbi si scontrano frontalmente con l’interpretazione data dai Comitati dell’Acqua sulla volontà espressa da 27 milioni di italiani che col loro Sì ai referendum hanno indicato che i privati devono essere esclusi dalla gestione delle risorse idriche.

Io ho votato SI per abrogare quelle norme che obbligavano in maniera forzata l’affidamento ai privati dell’acqua potabile e della depurazione e non per escludere qualcuno; così come me avranno fatto un gran numero di cittadini e quindi ritengo che sia una forzatura dire che gli italiani con i loro SI hanno voluto escludere i privati dalla gestione del servizio idrico.

Io sono per una gestione pubblica del servizio idrico in un quadro di regole e di libera concorrenza; imporre un modello a mio parere è sbagliato! Il modello di gestione pubblica si deve imporre perché si dimostra nei fatti di essere la scelta migliore e non imporlo in maniera aprioristica.

Io sono per la gestione pubblica e mi adoprerò per spingere l’Amministrazione Comunale verso la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, mediante l’affidamento della gestione dello stesso ad un ente di diritto pubblico e non ad una SpA, per quanto a totale capitale pubblico.

E’ questa infatti la battaglia che anima lo spirito dei Comitati Referendari per l’Acqua Bene Comune in ogni parte d’Italia a cui io associo il mio contributo; l’obiettivo principale della rivendicazione, è una gestione dell’acqua totalmente pubblica, che possa essere indirizzata, controllata, verificata dall’Amministrazione Comunale (Giunta e Consiglio), prevedendo forme di partecipazione diretta da parte di cittadini, lavoratori e utenti del servizio.

A conclusione ritengo che occorre agire su due piani differenti:

  1. Il livello Nazionale, dove il riferimento è il testo della legge di iniziativa popolare che nel 2007 raccolse oltre 400.000 firme, che enuncia i principi che il quadro legislativo futuro deve accogliere. La legge d’iniziativa popolare deve armonizzarsi con il quadro legislativo comunitario e deve regolamentare la gestione e la partecipazione con proposte dettagliate; cose che tiene in debito conto la proposta di legge presentata dal Partito Democratico che sicuramente un qualche piccolo ritocco necessita.
  2. Il livello locale si deve articolare verso le Amministrazioni Comunali con l’obiettivo principale di arrivare ad una gestione dell’acqua totalmente pubblica e verso i cittadini per informarli. Questo per arrivare all’adozione di forme di democrazia partecipativa che conferiscano strumenti di partecipazione attiva alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione del servizio idrico integrato a tutti gli utenti e abitanti del territorio.

Responsabilità e Ragionevolezza; mettiamo da parte un pò d’integralismo e contrapposizione e lavoriamo insieme per il meglio che non siamo noi a dirlo quale è ma sarà la Storia a sancirlo noi possiamo percorrere una via e cambiarla se ci accorgiamo che possa esser meglio cambiarla.

Convincetemi che sbaglio, … che erro.

Una riflessione dopo la vittoria dei 4SI.ultima modifica: 2011-07-02T00:23:41+02:00da fumet
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