Feb 1, 2012 - opinioni    No Comments

Se io fossi stato Sindaco?

imagesMolti risponderanno: meno male che non lo sei stato!

Il titolo è solo per avere lo spunto per un ragionamento che porti a chiarire alcuni dubbi che ho sul tema della gestione del Servizio Idrico Integrato. Questo post vuole essere una lettera aperta agli amici e compagni del Comitato del saronnese dell’Acqua Bene Comune. Comincio col ribadire che io non voglio difendere niente, sia se si tratta di difendere i partiti o le mie opinioni, voglio semplicemente capire cosa fare.

Facciamo l’ipotesi che uno di noi, del comitato, fosse Sindaco in uno dei Comuni della provincia di Varese, quali provvedimenti avremmo preso, senza rischiare una denuncia per abuso o omissione di atti d’ufficio, sul tema della gestione del SII?

Diamo per scontato che di alcune iniziative ne saremmo stati “promotori” anziché “interlocutori” ad esempio:

  1. Consiglio Comunale aperto per informare e dare voce ai cittadini e renderli partecipi alle decisioni sulla gestione del SII.
  2.  Modifica dello statuto comunale non in contrasto con la legislazione vigente ma per inserire principi universali in difesa dell’acqua e dei Beni Comuni.
  3. Approvazione  “mozione” per chiedere al Parlamento di approvare una legge sul SII, tenendo conto della proposta di legge d’iniziativa popolare e l’esito referendario del giugno 2011.
  4. Approvazione “mozione” per chiedere alla regione Lombardia la modifica della legge 21 che assegna alla Provincia il compito di gestire il SII, esautorando, di fatto, i sindaci.
  5. Attuazione dei “dettami” della legge regionale n° 21 del 2010 per conferire le attività del servizio idrico o il ramo d’azienda alla società di prossima costituzione, la Varese Acque. Certo lo avremmo fatto facendo sentire la nostra contrarietà ma adempiendo ad ogni obligo di legge.

L’obiezione a questo ragionamento può essere che poco o niente è stato fatto di tutto questo! La domanda che io mi faccio, è se noi siamo sempre stati “concreti”, se gli obiettivi perseguiti erano e sono realizzabili o forse non erano nelle nostre  “disponibilità” e nemmeno in quelle degli interlocutori che noi abbiamo “privilegiato” (Amministrazione di Saronno, PD di Saronno).

Ripeto, a mio parere sono stati sottovalutati alcuni aspetti:

  1. L’interpretazione del risultato referendario, dato dai promotori, è “forzato” oltre misura. I 27 milioni d’italiani si sono pronunciati per cancellare norme che obbligavano alla privatizzazione del SII. Affermare che la maggioranza degli italiani è per la gestione totalmente pubblica del SII è una forzatura che non tiene conto di tante variabili che hanno concorso a quel risultato. È stata la vittoria di Pirro! L’esito del referendum con la cancellazione dell’obbligo di privatizzare è stato una sorte di decreto che ha liberalizzato la gestione del SII, togliendo ogni vincolo. Per queste ragioni io affermo che l’obbiettivo e la piattaforma rivendicativa e mobilitazione dei comitati dovevano mettere al centro una nuova legge Nazionale sul SII. Tutte le manifestazioni, nazionali e locali, dovevano rivendicare e avere quest’obiettivo.
  2. Lo stesso ragionamento vale per la legge regionale 21 del 2010, varata dal centrodestra che governa la Lombardia. Con una scelta arbitraria e poco comprensibile, la legge fa coincidere gli Ambiti Territoriali Ottimali con i confini delle province, (ente in fase di superamento: abolizione delle province avviata dal Governo Monti). Meglio sarebbe stato individuare dei “sub-ambiti” omogenei, per affidarne poi la gestione ad un unico soggetto. Su questo è necessario una forte mobilitazione per indurre il Consiglio regionale a modificare la legge 21 e ridare titolarità e competenze ai Sindaci; modifica, tanto più necessaria dopo la cancellazione di alcune parti dalla Corte Costituzionale.

Alla luce di queste considerazioni ha senso, per un’Amministrazione Comunale, costituire una società di diritto pubblico, per gestire il Servizio Idrico Integrato,  se poi al più tardi entro fine 2012, gli attuali gestori dovranno conferire le attività del servizio idrico, o il ramo d’azienda interessato, assieme al personale, ad una società di prossima costituzione, la Varese Acque. Non ci sarebbe spreco di denaro pubblico?

Può l’Amministrazione Comunale rifiutarsi di conferire le attività del SII alla società Varese Acqua? Il sindaco non rischia una denuncia per omissioni d’atti d’ufficio o commissariamento?

Non ho risposte! Ho qualche dubbio ed una sola certezza: le leggi e le regole vanno rispettate sempre e comunque! Le leggi, le regole, se si ha il “potere” per cambiarle si cambiano, altrimenti ci si “batte” per farle cambiare.

Se le cose non stanno cosi, allora non ho capito niente e come me molti degli italiani che nel giugno 2010 hanno votato SI per abrogare l’obbligo di privatizzare il Servizio Idrico Integrato.

Se io fossi stato Sindaco?ultima modifica: 2012-02-01T17:11:18+01:00da fumet
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