Apr 2, 2014 - Politica    No Comments

SENATO: IL DOPOLAVORO DEI SINDACI?

ParlamentoLa risolutezza con cui Renzi sta portando avanti la battaglia di rinnovamento della politica e delle istituzioni, e soprattutto il modo di proporre i vari argomenti, produce in me un po’ di perplessità! Ho fiducia, però, che lo stimolo prodotto, porti finalmente a termine riforme essenziali per ammodernare il Paese.

Chiara è, infatti, per tutti (o quasi tutti) la necessità di superare il bicameralismo paritario (perfetto), giustamente voluto dai costituenti nel tempo in cui la democrazia da noi muoveva i primi passi, è meno chiaro, però, cosa sarà esattamente il Senato “non elettivo” di domani. Di cui non basta dire, a mio avviso, che costerà meno di quello attuale e che non dovrà più dare la fiducia o la sfiducia al governo o un voto al bilancio dello Stato e di cui è importante stabilire con precisione maggiore la composizione, ruolo e funzioni. L’introduzione della sfiducia costruttiva può essere la soluzione a evitare che le legislature non durino l’intero quinquennio.

Un Senato “non elettivo” mi trova in assoluto disaccordo; penso che debbano essere i cittadini a eleggere, nei territori, i propri rappresentanti. Questo é un punto su cui riflettere, altri che condivido pienamente sono messi in risalto nell’ intervista a l’Unità  di oggi da Luciano Violante.

Violante afferma: […] “Premesso che ci sarà uno scarto di rappresentanza molto forte tra Camera di 630 deputati e il Senato di 148, bisogna esaminare con attenzione come cambiare l’elezione dei membri del CSM e quella del Capo dello Stato. Con questi numeri c’è il rischio che l’elezione sia decisa dalla sola Camera. Così come per il Quirinale è necessario integrare il collegio dei grandi elettori. Con un sistema di voto fortemente maggioritario, c’è il rischio che un partito con il 30% di voti o anche meno diventi il dominus non solo del Governo ma nell’elezione di questi organismi e del Capo dello Stato. Servono dei contrappesi per garantire un maggiore equilibrio costituzionale. Sarebbe opportuno consentire un ricorso preventivo alla Corte Costituzionale da parte di minoranze qualificate nei confronti di leggi che presentano difetti di costituzionalità, prima della loro promulgazione. Questo per equilibrare lo strapotere della maggioranza che vince le elezioni. In questo senso si potrebbe dare più forza alle proposte di legge d’iniziativa popolare, su alcune materie specifiche, con l’ipotesi di un referendum propositivo, nel caso la legge popolare sia bocciata dalla Camera” […].

Per fare una buona riforma, occorre ascoltare tutti, togliere i paletti “irrinunciabili” e soprattutto non si può dare l’out-out, “prendere o lasciare”, ai Parlamentari, che son lì per fare buone leggi non solo a votare.

Cavalcare l’antipolitica a me non piace e non m’incanta chi lo fa! Io non sono d’accordo che i Senatori non siano eletti direttamente dai cittadini e che la funzione sia svolta senza nessuna indennità! Perché i Senatori dovrebbero svolgere la loro funzione senza che gli sia riconosciuta un’indennità? Forse perché il lavoro svolto non è importante o meritevole? Perché i Senatori devono svolgere un’altra funzione o doppio incarico? Fare il Sindaco part-time significa svolgere meglio l’incarico? Perché i senatori dovrebbero avere indennità differenti l’uno dall’altro? Il sindaco percepirebbe indennità che varierebbe dai 900 ai 5000 il Consigliere o presidente regionale da 6600 senza contare i deputati che partono da 10000? Un Sindaco potrà permettersi di assumere un/una segretaria (portaborse) per espletare meglio il mandato o deve fare tutto da solo? Non funziona! Al Senatore va riconosciuta un’indennità ed evitare il doppio incarico! Soprattutto occorre dare la possibilità ai cittadini di eleggere il proprio Senatore! Occorre superare la stagione delle nomine, che con il Porcellum ha raggiunto il suo apice. É necessario dare più voce ai cittadini e meno alle segreterie di partito.  #senatoNOdopolavoro il Senato non deve essere un dopolavoro.

Sono fiducioso che se ci sarà la volontà di portare a termine l’iter parlamentare per modificare l’attuale bicameralismo, all’interno di un dialogo costruttivo che deve svolgersi, nel Parlamento e nel Paese, senza preclusioni e senza sottorifugi, nei prossimi mesi, in tempi ragionevoli, sarà una buona riforma. Distruggere una cosa che non funziona più, è molto più facile che costruire qualcosa di nuovo che funzioni bene. Soprattutto se il nuovo di cui si tratta deve corrispondere ai bisogni di un Paese affannosamente alla ricerca di un nuovo punto di equilibrio. Da raggiungere con la serenità del dialogo. Di cui è sempre sbagliato avere paura.

SENATO: IL DOPOLAVORO DEI SINDACI?ultima modifica: 2014-04-02T22:12:04+02:00da fumet
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