Mar 19, 2012 - opinioni    No Comments

TRA SFIDUCIA E CRISI.

1332855832371La curva della partecipazione continua a puntare verso il basso e l’area del consenso ai partiti si riduce sempre più.

Quando alle promesse non seguono i fatti uno dei risultati che si ottiene è questo.

Sono passati QUATTRO mesi da quando il Consiglio Comunale, discutendo la mozione del gruppo consiliare “Insieme per Origgio” in merito alla situazione occupazionale sul territorio, all’unanimità, ha preso l’impegno: “che l’Amministrazione valuti inoltre l’opportunità di convocare un Consiglio comunale aperto per dare pubblica voce alle rappresentanze delle aziende e dei lavoratori o anche ai singoli cittadini che sono stati coinvolti in situazioni di crisi occupazionali nell’ultimo periodo”, come riportato al punto quattro della mozione. 

Come succede quasi sempre in questi casi dai buoni intendi o promesse non si passa alla fase attuativa e alla concretezza. Voglio precisare che essere concreti non è necessario trovare e dare subito la soluzione ma avviare un percorso serio che apra una prospettiva ed individua delle opportunità anche sul lungo termine. Ora quale può essere l’utilità o lo scopo di un Consiglio Comunale aperto? Intanto è uno strumento di democrazia per dare voce e una più ampia platea a quanti non hanno un palco per far sentire le loro problematiche o segnalare il proprio disagio. Un Consiglio Comunale aperto anche per dare solidarietà a quanti in questo lungo periodo di crisi perdono insieme al posto di lavoro anche tutte le aspettative per un futuro più a misura d’uomo. Un Consiglio Comunale aperto per dare voce ai giovani, alle donne che vivono ai margini di questo mondo. Un Consiglio Comunale aperto che abbia l’ambizione di coinvolgere i cittadini e di far partecipare un gran numero di soggetti necessita di preparazione e capacità organizzative; qualità che mai ho avuto modo di vedere nell’azione dell’attuale Amministrazione comunale.

Assenza di qualità e la mancanza di volontà porteranno a far naufragare l’iniziativa del Consiglio Comunale aperto e a chiudere ogni prospettiva o progetto aperto al contributo dei cittadini e questo è una delle tante spiegazioni al calo di consensi ai partiti. Quando alle promesse non seguono i fatti, quando la politica diventa cronaca e “malaffare”, i cittadini si allontanano e reagiscono con il non voto lasciando campo libero a chi fa politica per il proprio tornaconto.

Mi domando se non sarebbe più onesto dichiararlo apertamente, e dire che si ha in mente un’amministrazione della cosa pubblica senza la partecipazione ed il consenso dei cittadini se non chiedere al momento delle elezioni una delega su programmi o libri dei sogni il più delle volte non rispondenti alla realtà. Si dica apertamente che a Origgio, e non solo, si vuole un paese d’individui, facilmente ricattabili, senza politica e senza partecipazione, senza gente che ci mette la faccia e che si possa sentire protagonista di un vivere collettivo.

TRA SFIDUCIA E CRISI.ultima modifica: 2012-03-19T14:46:57+01:00da fumet
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